Martedì, 17 Maggio 2022 11:55

“Giffoni e l’Università possono cambiare il mondo”: in Multimedia Valley 100 studenti della Federico II di Napoli

Il direttore Gubitosi ha incontrato le matricole del corso di laurea di Economia e Gestione delle Imprese. Full immersion con un viaggio in tutti i dipartimenti e con tutti i volti del team. Il professore Sciarelli: “Una giornata illuminante”. La responsabile del dipartimento, professoressa Caldarelli: “Una grande opportunità per tutti noi”

Giffoni e l’Università, un binomio perfetto: “Entrambi sono utili per cambiare se stessi e quindi riuscire a cambiare il mondo”, lo ha detto il fondatore e direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi, accogliendo presso la Multimedia Valley cento studenti del primo anno del corso di laurea di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università degli Studi Federico II di Napoli che, nel corso di una giornata intensa e ricca di contenuti, hanno avuto modo di fare una vera e propria full immersion nel mondo di Giffoni, un viaggio tra tutti i dipartimenti che ne rappresentano la struttura, un percorso nella storia di un’idea che ha conquistato il mondo, avviando un virtuoso processo di sviluppo e di trasformazione di un territorio.

A guidare la rappresentanza degli studenti il professore Mauro Sciarelli, ma alla giornata ha partecipato un gruppo di docenti del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni della Federico II di Napoli, a partire dal direttore, la professoressa Adele Caldarelli. Con lei i professori Marco Maffei e Alessandra Allini, i dottorandi Valerio Muto e Anna Prisco, i ricercatori Mario Tani, Francesco Caputo e Lorenzo Turriziani. Presente, inoltre, la professoressa Fabiana Sciarelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali presso L’Orientale di Napoli.

L’incontro è iniziato con una visita ai luoghi di Giffoni: dalla Cittadella del Cinema con la storica Sala Truffaut fino alla modernità della Multimedia Valley con i suoi spazi polifunzionali e le sale cinematografiche con tecnologie di ultimissima generazione. Uno sguardo, poi, al cantiere del Museo “Testimoni del Tempo” che è in corso di realizzazione e poi la prospettiva dell’Arena e degli Studios che sorgeranno alle spalle della Multimedia.

In Sala Blu il confronto con i ragazzi che hanno mostrato grande entusiasmo, capacità di analisi, voglia di conoscere e anche di mettersi a nudo, esprimendo sogni e visioni, fragilità e grande capacità progettuale. Tutto in perfetta linea con quello che è Giffoni e con il suo desiderio di mettere i giovani al centro di tutto.

Quando abbiamo opportunità di incontrare studenti delle università – ha dichiarato il direttore Claudio Gubitosi - ne siamo felici. Oggi ancor di più perché vi ospitiamo in casa nostra e abbiamo così modo di raccontarvi una bella storia italiana. Oggi vi diamo l’opportunità di conoscere la nostra realtà e di farvi riflettere subito dopo, di farvi sognare, di farvi riattivare tormenti e visioni. Perché Giffoni è qualcosa in continuo movimento, è il moto perpetuo di un’idea che immagina percorsi creativi e narrativi sempre nuovi”.

Sintonizzarsi con Giffoni non è difficile: “Abbiamo sempre camminato con grande leggerezza – ha continuato Gubitosi – nella nostra storia, ma siamo cresciuti perché non ci siamo mai sentiti arrivati, mai appagati. Per crescere bisogna essere sempre curiosi e sempre un po’ insoddisfatti”. C’è un’inquietudine sana alla base di quel processo creativo che dà vita a Giffoni, che lo fa cambiare, lo fa evolvere e diventare sempre di più e sempre oltre: “Quello che faccio – ha aggiunto Claudio Gubitosi – è rivoluzionare sempre gli schemi perché cerco la bellezza oltre ciò che è codificato e stereotipato. Alla base di ogni nostra iniziativa c’è sempre un’anomali creativa e progettuale che ci ha consentito di rappresentare un esempio virtuoso di un paese che si fa festival, di un festival che diventa riferimento e elemento chiave di sviluppo per un intero territorio, un territorio che è sempre nei nostri pensieri e nelle nostre azioni”.

A seguire il saluto di Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni: “Avverto la responsabilità di questo ruolo – ha detto, rivolgendosi ai ragazzi – la responsabilità di fare bene il mio lavoro. Ho l’onore e l’onere di guidare quattordici dipartimenti perché è chiaro ormai da tempo come Giffoni non sia solo un festival. Siamo un’industria culturale a tutti gli effetti, siamo una creative agency”.

L’evoluzione si lega ovviamente all’innovazione che è dipartimento sempre più centrale nell’impalcatura di Giffoni: “Abbiamo puntato su questo – ha continuato Jacopo Gubitosi – e ci abbiamo creduto sin dall’inizio. Oggi siamo un riferimento nel mondo delle start up. E io stesso sono un imprenditore che ha puntato sulla tecnologia dei droni, fondando una società che è stata la prima in Italia ad utilizzare questi strumenti come supporto all’audiovisivo”.

Poi un passaggio sulla realtà di Giffoni oggi: dalla diffusione capillare sul territorio italiano con hub e ambassador fino alle iniziative in giro per il mondo e, ancora, il legame stretto con la scuola e le relazioni con gli altri festival e rassegne cinematografiche italiane, una vera e propria rete che Giffoni ha voluto fortemente tessere. Tutto in una gestione che è corale: “Spesso, inaspettatamente - ha detto il direttore generale - possono nascere esperienze fantastiche e questo a Giffoni accade sempre. Ho iniziato dai ruoli più umili qui a Giffoni e oggi svolgo questa funzione che mi gratifica ma di cui avverto anche il peso”.

Soddisfatto della giornata il professore Mauro Sciarelli: “Una giornata illuminante – ha detto - Nessuno poteva immaginare la complessità di questa macchina che vede in prima linea così tante competenze. Le parole sono importanti e quelle chiave per comprendere la realtà di Giffoni sono delega, coinvolgimento e professionalità. Qui nulla è lasciato al caso, ecco perché Giffoni è a tutti gli effetti un modello aziendale. Da Giffoni abbiamo capito che chi ha idee, le mettesse in pratica perché niente è impossibile”. 

Entusiasmo espresso dalla professoressa Adele Caldarelli, direttore del Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni della Federico II di Napoli: “Era da tempo che speravamo di vedere ciò di cui avevamo sentito parlare da sempre. Voi – ha detto, rivolgendosi ai ragazzi – avete avuto una grande opportunità. Il nostro compito è quello di accendere una lampadina e oggi siamo riusciti ad illuminare una sala. Il nostro compito è quello di fare formazione e siamo nel posto giusto per farlo”.

Poi la lunga carrellata dei dipartimenti e dei volti del team di Giffoni. Ciascuno ha portato la sua esperienza, il suo modo di vivere e di intendere Giffoni.  “Nel corso degli anni, vivendo Giffoni anche da dietro le quinte, - ha detto Antonino Muro, Cofounder e CVo di Giffoni Innovation Hub - ho scoperto una contaminazione che ci ha fatto scoprire i valori che crea il brand che potremmo considerare una delle prime startup nate negli anni Settanta. Nel 2015 con Jacopo Gubitosi decidemmo di creare il Dipartimento Innovazione, una sfida difficile ma stimolante e oggi siamo diventati una srl a cui lo Stato guarda con attenzione. E' grazie a noi se Google si è affacciato per la prima volta in Campania. Anche Bayer e Novartis che operano nel campo della farmaceutica guardano a Giffoni per migliorare la propria comunicazione ed avvicinarsi ai giovani”.

Ancora innovazione con Lorenzo Sorrentino: “Gestisco il progetto Giffoni for kids - ha detto - e siamo pronti ad accogliere duecento ragazzi provenienti da tutta Europa. A fine mese inoltre partirà la call per il Giffoni Dream Team, un'occasione da non lasciarsi sfuggire”.

Poi è stata la volta di Luca Apolito, direttore creativo di GIffoni: “Sono direttore creativo - ha detto - ma faccio anche parte di un team di otto persone che si occupa di selezionare i film in concorso. E' un lavoro pesante, perché vediamo centinaia di film e le scelte sono molto delicate. La forza di Giffoni è che qui si crea sempre un cortocircuito che ci fa diventare il termometro delle generazioni. Promuoviamo la creatività, perché è questo il nostro modo per installare la felicità, guardando al mondo da tanti punti di vista diversi”.

A seguire il team Direzione con Giovanni Brancaccio e Gianvincenzo Nastasi. “Lavoro a Giffoni da 27 anni – ha detto Brancaccio – e coordino la selezione dei film in concorso. Ho rapporti con le società di distribuzione e la supervisione delle sale cinema. Inoltre con Luca, Gianvincenzo e Marco Fontana sono impegnato anche nella gestione dei talent nazionali ed internazionali. Il mio è un lavoro molto dietro le quinte ma di grande responsabilità”.

Mi occupo dei talent – ha detto Nastasi - e ho relazioni con agenzie e uffici stampa. Giffoni rappresenta un caso molto particolare: gli attori vanno a Cannes o Berlino per promuovere il proprio film, qui invece non accade, o meglio non del tutto, perché gli artisti vengono esclusivamente per il piacere e la bellezza di incontrare i ragazzi”.

 Snodo di tutti i dipartimenti è l’ufficio comunicazione che a Giffoni ha un ruolo di grande rilievo e delicatezza per certi versi. Ne hanno parlato i suoi componenti. “Occuparmi di comunicazione a Giffoni – ha detto Rita Esposito, coordinatrice dell’Ufficio – mi sollecita alcune parole che sono rispetto e responsabilità. E’ seguendo questa traccia che svolgiamo il nostro lavoro”.  Dare un’anima alla comunicazione è il segreto per Barbara Cangiano: “Diceva il filosofo francese Bergson – ha spiegato - che per essere efficace la comunicazione deve richiedere un supplemento di anima ed è quello che proviamo quotidianamente a fare. Il nostro lavoro è basato fortemente sulle parole e la scelta di quelle da utilizzare è certosina perché abbiamo anche un compito di responsabilità nei confronti del target a cui ci rivolgiamo”. Il capovolgimento delle convinzioni su quello che è e significa la comunicazione, è quello che a Giffoni accade: “Approcciare a Giffoni – ha detto Daniele Moschella, componente dell’ufficio – significa scardinare convinzioni che credevi sedimentate e fare un lavoro completamente nuovo. Tutto ciò che è luogo comune, tutto quanto è schema stereotipato in comunicazione a Giffoni va estirpato. Io mi occupo di comunicazione istituzionale, politica come la definisce il direttore, e qui a Giffoni le istituzioni mostrano il loro volto umano in uno scambio bellissimo con i ragazzi”.  Comunicazione in rapporto con il territorio, ne ha parlato Sabato Romeo: “Durante il festival svolgo un ruolo importante – ha detto – in riferimento al lavoro delle emittenti televisive, ai network nazionali ed internazionali che partecipano, faccio il runner e vado in supporto delle troupe. Occupandomi anche della comunicazione del Comune di Giffoni, si crea una circolazione tra Comune e Festival in un’ottica di valorizzazione del territorio”. Il mondo dei social è stato affrontato da Alessio Iannicelli che si occupa delle pagine e degli account di Giffoni e lo fa con un approccio umanistico, legato al suo percorso di studi, che si lega ai nuovi strumenti di comunicazione dando vita a risultati di grande impatto e di grande efficacia comunicativa. 

Un’analisi di dati e numeri, ma soprattutto un bilancio sociale che parte da ciò che a Giffoni non è negoziabile, i valori su cui si fonda. E’ il senso dell’intervento di Davide Russo, assistente di Claudio Gubitosi e responsabile relazioni istituzionali: “Giffoni – ha affermato - attraverso i numeri che riesce a macinare ha prodotto anche dei valori. Negli anni Settanta qui vivevano 8mila persone, mentre oggi ce ne sono 12mila. La presenza del festival ha scongiurato lo spopolamento giovanile e ha contribuito a riqualificare il territorio. Negli ultimi vent'anni 53 milioni di euro sono stati investiti, tra i tanti progetti, nella Cittadella, nella Multimedia, nella Ramiera e nel museo che è in corso di realizzazione”.

Il marketing secondo il suo responsabile, Marco Fronza: “La domanda che ci siamo posti inizialmente, occupandoci di marketing, era come avvicinare le aziende - ha chiarito -  Come intercettare un ideale mercato delle sponsorizzazioni e far diventare Giffoni un prodotto da acquistare? La risposta che ci siamo dati è quella di puntare sui valori”. La comunicazione ed il marketing, ad illustrare la relazione c’ha pensato Luca Fresolone: “Sono un marketing communication manager e il mio compito è quello di creare campagne di comunicazione con le aziende. Ad esempio con Bayer abbiamo realizzato delle pillole per i social”.

Un dipartimento centrale, quello dedicato ai progetti speciali. Ne ha parlato il suo referente, Marco Cesaro: “Mi occupo – ha spiegato - di bandi e progetti europei, partendo dal core business aziendale che è il cinema, fino ad estenderci a tutto il mondo della cultura. Tra i progetti in cantiere, ad esempio, c'è Sedici modi di dire ciao con l'impresa sociale Con i bambini. Abbiamo aperto hub in cinque regioni e saremo impegnati per i prossimi quattro anni nella lotta al contrasto delle povertà educative”.

Giffoni è audiovisivo in tutto e per tutto. Molto ferrato, perciò, il dipartimento produzione. Ne ha parlato il suo responsabile, Francesco Paglioli: “Il nostro ruolo- ha detto - è sia quello di provvedere alla produzione interna per l'archivio e la rendicontazione, sia quello di formare valori aggiunti per partner consolidati. Il 27 maggio saremo a Pompei perché abbiamo avviato una stimolante collaborazione con il parco archeologico e documenteremo un evento teatrale che vede protagonisti gli studenti delle scuole del territorio. Siamo stati dei precursori: dieci anni fa abbiamo realizzato una delle prime web serie ed anche un colosso come Eni si è rivolto a noi per un cortometraggio relativo alle tematiche della sostenibilità ambientale”. A seguire Fiorenzo Branaccio: “Realizzare - ha affermato - il video racconto This is Giffoni non è stato semplice. Prima di farlo ho visionato migliaia e migliaia di filmati che sono custoditi nel nostro archivio, un tesoro per il cinema nazionale ed internazionale”. Poi Giuseppe Novellino: “Mi sono occupato delle graphic novel che stiamo realizzando per celebrare i 130 anni di vita del Mattino – ha spiegato - E' stato un lavoro interessante fatto in team con i giornalisti della testata campana che hanno selezionato per ogni anno le notizie più significative”.

Giffoni è storia e memoria e la memoria necessita di essere organizzata oltre che custoditya. Ne ha parlato Mario Ferrara, storico riferimento del festival, oggi curatore del suo archivio: “Sono custode della memoria – ha illustrato - che quando diventa collettiva si trasforma in storia. Tra i miei compiti c'è stata la sistematizzazione dell'archivio dove abbiamo circa 300mila foto, 15mila titoli video e 10mila faldoni di documenti. Avevamo fatto richiesta al Ministero dei beni culturali per avere un riconoscimento e fare il nostro ingresso all'interno del sistema culturale italiano. La buona notizia è che la nostra richiesta è stata accolta e il nostro patrimonio sarà pubblico e consultabile”.

La giornata si è chiusa con le voci dei ragazzi che hanno partecipato all’ampio confronto e che hanno consegnato al team di Giffoni le loro idee, le valutazioni e le riflessioni emerse in seguito agli incontri che si sono succeduti in sala blu.

Questa esperienza mi ha aperto la mente – ha detto Sara - mi ha ispirato ad essere più creativa e ad andare oltre i miei limiti. Giffoni è veramente una idea innovativa che ha cambiato il paese”. La parola poi a Massimiliano: “Sono sempre stato legato al mio territorio - ha spiegato - e tuttavia come giovane mi sono sempre sentito poco rappresentato. Invece ho capito come realmente Giffoni riesce a rappresentarci e a darci voce”. Tocca a Gabriele: “Sono uno studente di Economia – ha detto -  ma frequento anche il Conservatorio. Sono stato colpito dal fatto che un'impresa culturale possa dare occasioni di lavoro e di sviluppo e di come effettivamente la cultura possa trasformarsi in un valore economico”. Gli fa eco Stefano: “E' stato entusiasmante – ha dichiarato - comprendere come da un'idea si sia costruita una impresa che è una enorme fucina di innovazione e creatività”. Infine Mattia: “Ha ragione Gubitosi – ha detto -  quando dice che non bisogna avere paura di parlare. La forza di questo progetto è la squadra, perché ognuno riesce a dare il meglio mettendo insieme le proprie competenze”.

Adesso – ha così concluso Claudio Gubitosiprendete le distanze da questo incontro, ma già da domani ripensateci perché quella di oggi può rappresentare per voi una buona opportunità di riflettere sul vostro futuro. Mi avete fatto felice”.

Selfie di gruppo e foto di rito chiudono il viaggio dentro un’idea chiamata Giffoni, un’idea che ha conquistato il mondo e che da sempre è sinonimo di bellezza.