Venerdì, 20 Novembre 2020 19:58

Giffoni Day e video diario di #Giffoni50 conquistano la community. Il direttore Gubitosi: “Pronti per vivere insieme un dicembre ricco di sorprese”.

Missione compiuta. Sono stati veramente in tantissimi a partecipare al Giffoni Day per ascoltare il fondatore e direttore Claudio Gubitosi, per visionare in anteprima il video diario di #Giffoni50 e per testimoniare, ancora una volta, la forza e la passione di una community che neppure l'emergenza sanitaria in corso può provare a disgregare. Quel germe di un'identità futura di cui ha parlato lo scrittore Erri De Luca, ospite dell'ultima edizione del festival, ha infatti dato prova di tutta la sua potenza.

Centinaia i messaggi che ragazzi e genitori hanno voluto inviare per testimoniare quanto Giffoni sia ormai parte integrante delle loro vite e quanto abbia contribuito, negli anni, a renderli donne e uomini più consapevoli e pronti ad affrontare le sfide che riserverà il futuro. Una sfida che il team di Giffoni ha già abbracciato: non a caso il direttore ha voluto mostrare in diretta 130 slide nelle quali è riassunta la filosofia di un nuovo rinascimento, la cui parola chiave è “Ri(e)voluzione”, una rivoluzione che parte dall'evoluzione, dalla necessità di cambiare pelle, ancora una volta, per essere nelle condizioni migliori di “produrre felicità e cementare il senso di appartenenza”.

E proprio mentre Gubitosi illustrava il nuovo corso, aprendo virtualmente le porte del suo ufficio ai suoi ragazzi, questi hanno avuto l'opportunità, in un momento così difficile, di stringere nuovi contatti e di provare a costruire altre reti relazionali grazie a una storia che dura da cinquant'anni. “Siete un esempio per chiunque voglia fare cultura in Italia”; “Giffoni è stata l'esperienza più bella della mia vita”; “Un ringraziamento doveroso per essere stati vicini ai nostri figli in una fase complessa”; “Giffoni rimane per sempre nella mente e nel cuore”; “Siete parte di me”; “Giffoni può far nascere sogni e creare opportunità”: sono solo alcuni dei commenti che testimoniano quanto il Giffoni Day sia stato un momento atteso con gioia da tutti i partecipanti.

E' il 20 novembre del 1970 quando l'idea di Giffoni prende corpo. E il 20 novembre è anche la Giornata mondiale dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza. Una coincidenza, ammette il direttore Gubitosi, di quelle belle e profetiche, che lasciano il segno. “Fidatevi di noi – è il suo messaggio ai giovani – Stiamo lavorando per rendere speciale questo Natale e nei prossimi giorni vi sveleremo le sorprese che stiamo preparando per farvi compagnia per tutto il mese di dicembre. Sarà un Natale diverso, ma non per questo meno bello, anzi. Che questa sia la grande occasione per dimostrare quanto siamo capaci di avere a cuore la salute delle persone a cui vogliamo bene. Siete stati e siete bravissimi, insuperabili. Siatelo ancora una volta”.

L'appello alla responsabilità è anche l'appello a partecipare alle tante iniziative che caratterizzeranno la versione invernale di Giffoni: favole raccontate da attori, incontri con esperti, videolezioni con chef blasonati che insegneranno agli amanti dei fornelli a realizzare il panettone di Giffoni50. E, come sempre, l'opportunità di confrontarsi con personaggi del mondo dello spettacolo e delle istituzioni. Con una promessa: “L'anno prossimo i protagonisti sarete voi. Sarete voi a salire sul palco e a far conoscere la vostra forza”.

La magia è proseguita con la proiezione in anteprima del video diario di #Giffoni50: un caleidoscopio di emozioni che prende il via dalla conference call del 28 maggio, quando con coraggio è il direttore a gettare il cuore oltre l'ostacolo e ad annunciare che il festival si farà. Poi l'inaugurazione del 16 luglio, la conferenza del 10 agosto a Velia, i quattro giorni inaugurati da Giovanni Allevi e i dieci giorni (18-28) di un progetto che, esempio quasi unico in Italia, è riuscito a dare prova di responsabilità e di impegno. C'è Richard Gere che commuove con il suo “invitatemi ancora”, Raul Bova he promette: “il prossimo anno ci abbracceremo”, Toni Servillo che ricorda quanto Giffoni serva “ad amare la vita”. C'è il cuore che batte, la scintilla di un percorso nuovo da vivere insieme.

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