Venerdì, 28 Agosto 2020 20:09

Aiello a #Giffoni50 per "Musica e contaminazioni"

Aiello, romano di adozione e cosentino di origine, è uno dei nuovi volti dell'indie-pop italiano un genere che oramai è riconosciuto dal circuito mainstream e seguito da un pubblico sempre più numeroso. "Musica e contaminazioni” è il tema che il giornalista torinese Roberto Pavanello tratta con Aiello. In una gimkana di domande con i giffoner si è indagato su questo variegato modello artistico che a detta di molti è fonte di ispirazione, arricchimento e condivisione. " Mi interessa dare emozioni profonde e stimolanti. Compongo da sempre traendo ispirazione dalla vita quotidiana, da una passeggiata, un caffè, da un tg. Emozioni semplici” ha dichiarato Aiello. Cresciuto a pane e rhythm and blues ha un background soul arricchito da un grintoso sound pop-rock. Suona e compone al pianoforte e la sua esperienza di vita e artistica in Australia, trasferitosi lì dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, lo ha notevolmente contaminato; sporcato di influenze altrui che lo hanno arricchito. Costantemente in viaggio ama Londra e la frequenta non solo per acquistare le sue camicie psichedeliche ma anche per assorbire nuovi stimoli, per tornare sempre alla base: “Io sono nato e cresciuto in Calabria e poi a 21 anni sono andato a Roma per studiare più concretamente la musica. Mi sento una persona “molto terrena e terrona” anche se un poco con la testa tra le nuvole ma pronto a ripiombare nella realtà. Ho i piedi ben piantati a terra e nelle mie tradizioni!”.

Trasuda Meridione e ammette di amare il concetto di contaminazione, fa una costante ricerca di elementi del Sud del mondo e nella sua musica non lesina mescolare le tradizioni che hanno radici profonde che partono dai popoli greci, bizantini e spagnoli. È cresciuto anche ascoltando pietre miliari del cantautorato italiano: “Sono un devoto di Rino Gaetano, di Battisti e Lucio Dalla per il resto mi lascio trascinare da artisti internazionali e da generi come la latin o la street music e mi piacciono Drake, Post Malone o Rosalia. Mescolo il vecchio con il contemporaneo e ci metto tutto me stesso”. Il successo, velocissimo e inaspettato, lo sta costruendo adesso nonostante la tanta visibilità: “Spero di poter dire presto che con la musica ci posso campare ma l’entusiasmo che vedo intorno a me mi mette buon umore. Comporre, suonare dal vivo mi dà fiducia e dentro di me sento che è il mio momento”. Con il film Bangla, esempio di contaminazione culturale in una Roma formata da bengalesi, ha vinto un David di Donatello per le musiche: “Mi è sembrato uno scherzo quando mi hanno avvisato che avevo vinto. In gara c’erano dei giganti e sono contentissimo di aver partecipato ad un progetto piccolo ma che ha un gran bel significato”. Per il prossimo futuro Aiello annuncia un nuovo lavoro discografico entro Natale e lascia i giffoner con una massima: “È fondamentale evolversi, non siate pigri!”.

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