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GIFFONI EXPERIENCE 2016 - 15.24 luglio

Sezioni e Film

P.S. JERUSALEM

Category: Edizione 2016

Sinossi
P.S. JERUSALEM è la storia di una famiglia in cerca di una casa. Un intimo ritratto della famiglia della regista nel corso di tre anni rivela un affresco doloroso di Gerusalemme ed Israele oggi. Figlia dell'acclamato autore Amos Elon, Danae Elon decide di sottrarsi alle ultime volontà di suo padre e di ritornare a vivere a Gerusalemme. Attraverso l'occhio della sua telecamera, narra le esperienze di suo marito e dei suoi figli, esponendo coraggiosamente tutte le complessità della vita a Gerusalemme e la sfida di una famiglia in cerca di"casa".

Titolo Originale P.S. Jerusalem
Categoria In concorso
Sezione GEx Doc
Tipologia Documentario, Lungometraggio
Anno di Produzione 2015
Durata 87'
Nazionalità Canada, Israele
Regia di Danae Elon
Sceneggiatura Sophie Farkas Bolla
Montaggio Sophie Farkas Bolla
Suono Benoît Dame
Musiche Olivier Alari
Con Philippe Touitou
Amos Elon
Luai Musa Hatib
Andrei Elon
Tristan Elon
Prodotto da Paul Cadieux

Director Realisatrice copyright Danae Elon 2015Danae Elon
Danae Elon è nata nel 1970. ècresciuta tra Italia e Israele, figlia unica di Beth e Amos Elon. Mentre scrive la a sua biografia di Theodor Herzl, Amos si trasferisce con la famiglia in una fattoria in Italia dove Danae viene seguita dalle suore. In seguito frequenta la scuola del paese. Ritorna poi a Gerusalemme dove continua gli studi. Il passaggio è devastante: il prestigioso liceo Gymnasia consiglia ai genitori increduli di farle frequentare un istituto tecnico data la sue scarse capacità di apprendimento. A salvarla una nuova scuola sperimentale per le arti, dove insegnano alcuni dei maggiori registi israeliani quando non impegnati con le riprese. Dopo il diploma, Danae presta servizio militare per due anni come sottufficiale per le Nazioni Unite. A 21 anni, lascia Israele per gli Stati uniti per studiare alla NYU’s Tisch School of the Arts. Ha vissuto a New York, dove ha conosciuto il compagno Philip Touitou, per 15 anni.

Dichiarazione del regista
“Prego che arrivi un giorno in cui smetterò di piangere per la mia nazionalità, in cui mi sentirò fiera di dichiararmi israeliana. Volevo far un film sugli "occupanti", sulla prigione nella quale la visione Sionista di Israele ha imprigionato emotivamente sia gli israeliani che gli ebrei. Un film sulle contraddizioni insite nel fatto di essere nati in Israele da una famiglia di ebrei liberali. Non volevo raccontare la mia storia attraverso l'esperienza dei Palestinesi, né raccontare un’altra storia di occupazione, ma piuttosto concentrarmi su come la visione israeliana abbia imprigionato la mia stessa identità. Tutti i personaggi del film rappresentano un'amplificazione della mia voce. Uso la telecamera per catturare la complessità della vita quotidiana. La mia voce è la mia famiglia e coloro che amo. […] La "patria ebrea" per la mia famiglia è stata una scelta. Io ci sono nata e mio padre ci è stato portato dai genitori in fuga dall'Europa. Credevamo nella pace, eppure vivevamo nelle case arabe abbandonate nel 1948. Credevamo nella coesistenza, eppure non abbiamo mai imparato la lingua degli altri. Di qui le contraddizioni esistenti nella nostra vita. La tragedia di un popolo ha creato la tragedia di un altro popolo. Non si tratta di due storie distinte, ma di una sola”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, priorità verrà data ai genitori della sezione ELEMENTS +6