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GIFFONI EXPERIENCE 2015 - 17.26 luglio

Sezioni e Film

WARRIORS FROM THE NORTH

Category: Edizione 2015

Sinossi
Abukar, somalo, vive un’esistenza sprofondata negli strati più bassi della società danese. Suo figlio, Mohammed, si è unito al gruppo terroristico Al-Shabaab, forse per fuggire a una vita come quella del padre. Abukar ora teme che Mohammed possa essere il prossimo attentatore suicida a compiere la sua missione, e la sua paura sembra fondata, dal momento che due dei sette giovani uomini somalo-danesi assieme ai quali Mohammed è stato reclutato sono già divenuti “martiri”. Un altro ragazzo arruolato in questa cellula terroristica, detto “L’Ombra”, si è allontanato in tempo. Inizialmente si era unito ad Al-Shabaab per lottare contro l’occupazione etiope della Somalia, ma poi, quando le truppe etiopi si sono ritirate, l’obiettivo dell’organizzazione è cambiato, e “L’Ombra” non ha accettato la loro nuova missione: uccidere suoi connazionali per cercare di rovesciare il governo.

Titolo Originale KRIGERNE FRA NORD
Categoria In concorso
Sezione GEx Doc
Tipologia Documentario, Lungometraggio
Anno di Produzione 2014
Durata 58'
Nazionalità Danimarca
Regia di Søren Steen Jespersen, Nasib Farah
Sceneggiatura Lars K. Andersen, Soeren Steen Jespersen
Fotografia Henrik Bohn Ipsen
Montaggio Steen Johannessen
Suono Reda El-Kheloufi
Musiche Morten Svenstrup
Prodotto da Helle Faber

Nasib Farah regOKNasib Farah
Nato nel 1981 in Somalia. È arrivato in Danimarca da bambino, per fuggire dalla guerra civile scoppiata nella sua terra. Da adulto ha vissuto in Danimarca lavorando con giovani somali e realizzando progetti indirizzati alla comunità somala. Per partecipare al documentario MY COUSIN THE PIRATE (MIN FÆTTER ER PIRAT, 2010), diretto da Christian Sønderby Jepsen, è tornato per la prima volta dopo anni in Somalia. WARRIORS FROM THE NORTH è il suo esordio alla regia.

Dichiarazioni del regista
“WARRIORS FROM THE NORTH è un progetto importante per me, poiché conosco personalmente molti dei combattenti somali. Realizzando questo film, ho cercato di capire ciò che li ha spinti a commettere questi atti estremi e come si possano impedire futuri attacchi.
“Ho conosciuto l’attentatore suicida in un circolo giovanile che frequentavamo entrambi, e l’ho sempre considerato il fratello minore con cui si sono persi i contatti. La mia formazione e più generalmente la mia vita sono molto simili a quelle dei combattenti stranieri. Siamo danesi di origini somale. Siamo arrivati in Danimarca nei primi anni ’90, dopo lo scoppio della guerra civile in Somalia. Abbiamo la stessa età. Siamo stati giovani insieme, ce la siamo spassata, siamo usciti e ci siamo divertiti insieme. Eravamo amici. A quel tempo, non erano neppure lontanamente estremisti, ma, come tanti altri giovani con la pelle scura e con nomi dal suono straniero, si sentivano indesiderati e in qualche modo fuori posto in Danimarca. La gente cambiava strada appena li vedeva, e venivano allontanati dai posti di lavoro, dagli stage e perfino dai locali notturni. Sono certo che queste esperienze hanno rafforzato in loro la sensazione di non appartenere al posto in cui vivevano. Come ogni essere umano, sentivano il bisogno fondamentale di appartenenza, di essere accettati. Questa è probabilmente una della cause principali per cui i miei ex amici sono stati così vulnerabili alla manipolazione che hanno subito dal gruppo terroristico al-Shabaab, dove si sono sentiti apprezzati per il fatto di votare la propria vita a uno scopo più alto”.

Søren Steen Jespersen regOKSøren Steen Jespersen
Nato nel 1962. Nel 1993 si è diplomato alla Scuola Danese di Media e Giornalismo. Ha alle spalle anni di esperienze nei documentari giornalistici per la tv. Ha anche prodotto diversi documentari, tra cui PUNK ROYAL - A BRAND ON ITS ARSE (2006) di Robin Schmidt e Niels David Rønsholdt, THE INVISIBLE CELL (BLEKINGEGADEBANDEN, 2009) di Anders Riis-Hansen, THE CARBON CROOKS (2013) di Tom Heinemann. WARRIORS FROM THE NORTH è il suo primo documentario da regista.

Dichiarazioni del regista
“Per me uno dei conflitti globali più rilevanti che attualmente stiamo affrontando è costituito dalle differenze tra un ricco Nord-Ovest e un Sud-Est colpito dalla povertà. Questi conflitti sono spesso ammantati di religione, ma il loro motore essenziale è la schiacciante differenza nella nostra capacità di mettere il cibo sulla tavola, di educare i nostri figli e di garantirci un tetto sulla testa. Questo è l’asse del conflitto, che tentiamo di esplorare a livello sia politico che psicologico. Non possiamo ignorare ciò che accade altrove, perché siamo tutti collegati, e così ciò che avviene sulla sabbia gialla della sanguinosa terra somala mi colpisce a migliaia di chilometri di distanza in un giorno di pioggia a Copenaghen. I conflitti tra i ricchi e i poveri non conoscono confini, né controlli di passaporti, né le concezioni dell’Unione Europea. In realtà viviamo tutti fianco a fianco. Per esempio, quasi 10.000 somali vivono in Danimarca e, nel bene e nel male, la loro realtà è legata alla mia.
“WARRIORS FROM THE NORTH, e la mia collaborazione con Nasib Farah, rappresentano per me l’opportunità di raccontare una storia importante sulle sfide globali che oggi noi tutti affrontiamo. Mi offrono possibili risposte al motivo per cui a un giovane somalo un attacco suicida apparentemente inutile in Somalia possa sembrare una valida alternativa al rimanere bloccato in un noioso quartiere danese. Con le mie competenze giornalistiche e il mio retroterra cinematografico, ho voluto raccontare questa onesta, umana storia su ciò che succede quando interi gruppi di persone non solo si sentono malaccetti, ma vengono esclusi e trattati come cittadini di seconda classe in una società ricca.
“È facile respingere i fondamentalisti militanti e i gli attentatori suicidi come psicopatici che dovrebbero essere uccisi o carcerati per tutta la vita. A lungo la retorica ha detto: ‘Se non sei con noi, sei contro di noi’. Dopo l’11 settembre, questo atteggiamento semplicistico e ostile ha regnato nel mondo occidentale. WARRIORS FROM THE NORTH è uno sguardo all’interno dei vari processi che portano un giovane a premere il grilletto e a stroncare le vite di 24 persone, compresa la sua. Questa è per me l’occasione di esplorare il fattore umano di questo violento conflitto e di mostrare le conseguenze umane di questi atti. Forse in questo modo l’asse del conflitto globale troverà una strada per entrare nelle case dei Danesi e nei cuori degli spettatori occidentali, perché tutto questo riguarda anche loro”.

produzione
Made in Copenhagen ApS
Ryesgade 106 A, 2. sal, 2100 Copenhagen - Denmark
phone +45 27515112
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www.madeincopenhagen.dk

distribuzione internazionale
DR International Sales
Emil Holms Kanal 20, DK-0999 Copenhagen C - Denmark
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