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GIFFONI FILM FESTIVAL 2002 - 20.27 luglio

Sezioni e Film

L’ALTRA METÀ DELL’AMORE

Category: Edizione 2002

Sinossi
Mary "Mouse" viene mandata in collegio dal padre succube di una matrigna che non le vuole bene. Le sue compagne di stanza, Paulie e Tori, sono belle e trasgressive, e Mary diventa testimone della relazione sessuale e amorosa delle due, fino a diventare loro complice. Un giorno Emily, sorella minore di Tori, scopre tutto e va a raccontarlo ai genitori, signori dell'alta società che non possono accettare una figlia omosessuale. Tori sceglie di seguire i dettami familiari, ma Paulie non riesce ad accettare che il loro amore finisca.

Titolo Originale Lost & Delirious
Titolo Italiano L’altra metà dell’amore
Categoria Fuori concorso
Sezione Reload
Tipologia Lungometraggio
Anno di Produzione 2001
Durata 103'
Regia di Léa Pool
Sceneggiatura Judith Thompson
Interpreti principali Piper Perabo, Jessica Paré, Mischa Barton

 regista léa poolLÉA POOL

Léa Pool (Ginevra, 8 settembre 1950) è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica svizzera naturalizzata canadese.
Apertamente lesbica, Léa Pool è nata in Svizzera ed emigrata in Québec nel 1975.
Nel 1978, ha conseguito la laurea in comunicazione per all'Università del Quebec a Montreal. Da allora ha realizzato numerosi documentari, cortometraggi e lungometraggi, anche per la televisione.
Fin dall'inizio della sua carriera, film Léa Pool ha seguito un approccio unico. Nel 1978, ha co-diretto Laurent Lamerre, portier e poi ha scritto, diretto e prodotto Café Strass, un cortometraggio in 16mm, vincendo in quattro festival, tra cui quello di Seals in Francia nel 1981.
Dal 1980 al 1983, ha diretto per Radio-Québec (ora Télé-Québec) dieci puntate della serie Planète sulle minoranze culturali e l'anno successivo, Éva en transit dedicato alla cantante francese Éva.
Dal 1978 al 1983 ha insegnato presso l'Università del Quebec a Montreal tenendo corsi su film e video.
Il suo film Anne Trister del 1986 ha partecipato al trentaseiesimo Festival Internazionale di Berlino. Tredici anni più tardi sempre a Berlino la sua pellicola del 1999 Emporte-moi, con Karine Vanasse, Pascale Bussières e Miki Manojlović, ha vinto il Premio speciale della giuria alla quarantanovesima edizione della Berlinale.
Il suo film A corpo morto (À corps perdu) è stato selezionato in concorso alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 1988 e il suo film Mouvements du désir del 1994 è stato presentato al Sundance Film Festival.
In carriera è stata nominata tre volte per il Genie Award nella categoria Best Achievement in Direction per i suoi film La Femme de l'hôtel (1984), Mouvements du désir (1994), ed Emporte-moi (1999).