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GIFFONI FILM FESTIVAL 1985 - 27 luglio.4 agosto

Sezioni e Film

UN BUON PICCOLO DIAVOLO

Category: Edizione 1985

Sinossi
Uno dei lavori più popolari della contessa De Ségur racconta la storia di un orfano, Charles, maltrattato dalla sua vecchia cugina malvagia Madame Mac Miche. Charles ha però molti amici tra cui la dolce giovane cieca Juliette e sua sorella Marianne, la cameriera di Mac Miche, Betty, il suo fidanzato, Donald e persino il giudice. Quando MacMiche manda suo cugino in collegio, non resterà a lungo in questo posto orribile.

Titolo Originale Un bon petit diable
Titolo Italiano Un buon piccolo diavolo
Categoria In concorso
Sezione Concorso Ufficiale
Tipologia Lungometraggio
Anno di Produzione 1983
Durata 90'
Nazionalità Francia
Regia di Jean-Claude Brialy
Sceneggiatura Jean-Claude Brialy, Didier Decoin
Interpreti principali Alice Sapritch, Bernadette Lafont, Philippe Clay

 regista Jean Claude BrialyJEAN-CLAUDE BRIALY

Figlio di un alto ufficiale dell'esercito, Brialy nacque in Algeria ad Aumale, odierno Sour El Ghozlane in Cabilia e crebbe in Francia e Germania. Mentre studiava filosofia all'Università di Strasburgo, iniziò a seguire i corsi di recitazione presso il Conservatorio della città e debuttò in teatro, partecipando a diverse commedie di repertorio leggero. L'esordio cinematografico avvenne nel 1956 con il film L'ami de la famille (1956) di Jack Pinoteau. Ebbe una particina nel film di Louis Malle Ascensore per il patibolo del 1958.
Interprete di numerosi cortometraggi diretti da Jean-Luc Godard e Jacques Rivette, Brialy si affermò definitivamente sul grande schermo con Le beau Serge (1958) e I cugini (1959) di Claude Chabrol, che lo valorizzò fino a farlo diventare uno degli interpreti prediletti dai registi francesi della nouvelle vague, come Godard in La donna è donna (1961) e François Truffaut ne La sposa in nero (1968).
Oltre a confermarsi ottimo attore drammatico, Brialy dimostrò di essere un interprete portato anche per ruoli brillanti, grazie a una recitazione spigliata e spiritosa. Tra i film che sfruttarono al meglio queste sue caratteristiche sono da ricordare Il castello in Svezia (1963), una commedia bizzarra e sofisticata diretta da Roger Vadim, e Il ginocchio di Claire (1971) di Éric Rohmer. Nello stesso anno esordì nella regia con Eglantine, cui seguirono L'oiseau rare (1973), Male d'amore (1974), Les malheurs de Sophie (1981), Un bon petit diable (1983) e alcuni lavori televisivi.
Molto attivo anche nel cinema italiano, ha preso parte - fra gli altri - ai film La notte brava (1959) di Mauro Bolognini, La banda Casaroli (1962) di Florestano Vancini, Il mondo nuovo (1982) di Ettore Scola.