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GIFFONI FILM FESTIVAL 1981 - 1.9 agosto

Sezioni e Film

VOLTATI EUGENIO

Category: Edizione 1981

Sinossi
10 anni, rosso di capelli, simpaticissimo è, suo malgrado, figlio di ex sessantottini con alle spalle un matrimonio in crisi, numerosi problemi esistenziali e un grande peso, appunto lui, Eugenio. Giancarlo e Fernanda, Saverio Marconi e Dalila Di Lazzaro, si sposano nel ’68, l’anno della rivoluzione mancata, tra una carica di polizia ed un corteo, anche per far contenti i genitori, in quanto in attesa di un bambino.
Il figlio della rivoluzione è appunto Eugenio: un po’ un pacco postale che passa dal padre ai nonni materni. E proprio all’inizio del film Eugenio scompare. Baffo, amico del padre, un simpaticissimo Memè Perlini, lo abbandona in mezzo ad una strada di campagna, rendendo vera una situazione che era cominciata in maniera scherzosa. Scatta l’allarme e Giancarlo, insieme con Baffo, si mettono alla ricerca di Eugenio.

Titolo Originale Voltati Eugenio
Titolo Italiano Voltati Eugenio
Categoria Fuori concorso
Sezione Rassegna 'I Problemi dei Giovani nella Cinematografia Contemporanea'
Tipologia Lungometraggio
Anno di Produzione 1980
Durata 107'
Nazionalità Italia
Regia di Luigi Comencini
Sceneggiatura Luigi Comencini, Massimo Patrizi
Musiche Fiorenzo Carpi
Interpreti principali Saverio Marconi, Dalila Di Lazzaro, Bernard Blier

 regista luigi comenciniLUIGI COMENCINI

Nato a Salò, a seguito del padre ingegnere trascorre l'infanzia a Parigi. Nella capitale francese si innamora del cinema. Al rientro in Italia studia architettura al Politecnico di Milano (dove fu iscritto ai GUF, vincendo anche un Littoriale della cultura e dell'arte), ma non dimentica l'amore per l'infanzia, come dimostra sin da Bambini in città (1946), il suo cortometraggio d'esordio.
In seguito lavora sia come architetto che come critico cinematografico: insieme ad Alberto Lattuada, ha inoltre fondato la Cineteca Italiana.
Il suo primo film di successo risale al 1953, quando dirige De Sica e la Lollobrigida in Pane, amore e fantasia (1953), seguito l'anno successivo da Pane, amore e gelosia (1954).
Abbandonata la saga, e dopo alcuni film di compromesso (a parte La finestra sul Luna Park, 1957, uscito in sordina e oggi ritenuto uno dei suoi migliori), dirige Alberto Sordi in quello che è generalmente considerato il suo capolavoro, Tutti a casa (1960), tragicommedia sull'Italia del dopo 8 settembre. Sul tema della Resistenza realizza anche La ragazza di Bube (1963), tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Cassola, cui seguono il drammatico Incompreso (1966) e Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1970).
Per la televisione, dopo l'inchiesta I bambini e noi (1971), dirige invece sceneggiati di grande successo quali Le avventure di Pinocchio (1971), mentre tra i suoi ultimi lavori cinematografici va sicuramente ricordato Voltati Eugenio (1980).