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Trucco acqua e sapone e abito bianco di un candido che sembrava irreale, Anita Caprioli ha incantato i giovani giurati questo pomeriggio al Giffoni Experience. "Il rapporto con i giovani - spiega l'attrice -mi entusiasma e mi arricchisce. Non sempre è facile poter vivere momenti come questo che sto vivendo ora io grazie al Gff. Credo che sia importante il confronto con i giovani perchè loro non hanno paura di dire la verità. Io ho iniziato il teatro con i ragazzi ed è stata un'esperienza molto formativa nel mio percorso di artista". Lei, che ha lavorato con registi molto importanti, dice che "ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Penso a Salvatores, che ho incontrato dopo tanto teatro e che mi ha trasportato in questo mondo; penso a Verdone, il maestro della commedia, uomo di grande generosità umana e professionale. Mi sono sempre trovata bene con tutti". Per la Caprioli "recitare significa lavorare sui personaggi e sulle varie caratterialità. Mi piace molto sperimentare perchè mi aiuta a conoscermi dentro e per questo sono affascinata da personaggi che sono lontani da me". Sulla felicità, tema di questa 42esima edizione, racconta che lei "si alza felice sin dalla mattina", mentre il lavoro cinematografico che l'ha divertita di più è sicuramente "Non pensarci" dove recitava il ruolo di addestratrice di delfini.La Caprioli, tra i tanti ruoli che ha interpretato, è stata anche una donna lesbica,  Eva in "Tutti pazzi per amore". "Non ho avuto problemi - spiega ai giurati - a recitare in questo ruolo. Per me l'amore non ha una sessualità, non ha preclusioni quindi non ho trovato nulla di strano nel recitare nel ruolo di una donna che ama un'altra donna. Viviamo, però, in un Paese che non ha attenzione per l'uomo in quanto essere umano. Nel nostro Paese molto dipende dalla religione. Abbiamo una religione che crea del razzismo verso un amore che, se non è standardizzato, crea pregiudizio. Oggi, invece, l'attenzione dovrebbe essere per i problemi veri, non l'amore indirizzato verso l'altro". E sulla situazione attuale che vive il nostro Paese, la Caprioli è convinta che "l'Italia è succube di questa crisi che coinvolge anche il cinema e il teatro. Ci sono un sacco di film che quest'anno non sono stati fatti perchè non ci sono i soldi. È importante che la gente e soprattutto i giovani si alimentino di cose belle per uscire dalla mediocrità e quindi festival come questo sono fondamentali per la crescita umana e intellettuale di ognuno di noi".
  E’ stato siglato questo pomeriggio il protocollo d’intesa tra il Giffoni Experience, la Regione Campania e la Municipalità di San Paolo del Brasile per una partnership che sarà suggellata nel gennaio 2013 con l’edizione brasiliana del Giffoni Film Festival.  L’iniziativa si svolgerà in una sede prestigiosa, l’auditorium Memorial da América Latina progettato dall’architetto Oscar Niemeyer, centro culturale nel cuore di San Paolo.    “Uno scambio – commenta il direttore artistico Claudio Gubitosi – che ci rende orgogliosi. Nella sua lunga storia, il festival ha coinvolto ben 52 nazioni ma quello del Brasile è un appuntamento particolare, in un momento fondamentale per il Paese latinoamericano, al centro di una crescita economica e culturale senza precedenti”. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia: “Con Giffoni – ha commentato – la Campania balza agli onori della cronaca per fatti positivi. Il GFF è un vanto per la nostra regione, prova ne è l’interesse crescente che suscita all’estero. E’ una realtà all’avanguardia che va sostenuta con forza”. “Un festival dalla lunga vita – ha auspicato Thiago Lobo, assessore allo sport e ai giovani della Municipalità di Sao Paolo – un momento culturale importante per la città che con i suoi 6 milioni di oriundi italiani è una realtà tra le più vivaci dell’America Latina. Speriamo di portare a San Paolo lo spirito e il dna del Festival, un’iniziativa che intendiamo riproporre ogni anno per attuare un progetto di trasformazione  culturale già realizzato a Giffoni. Non vogliamo solo creare cineasti o cinefili – ha concluso Lobo – ma persone migliori”. L’edizione brasiliana del Festival adotterà la stessa organizzazione italiana. I giovani di ogni Stato saranno chiamati a giudicare i film in concorso  e avranno, inoltre, l'opportunità di incontrare grandi star internazionali.

Patti Smith incanta la Masterclass

Giovedì, 19 Luglio 2012 17:09
“It’s just me!”, “Sono solo io”. Patti Smith di fronte ai giovanissimi partecipanti della Masterclass tenutasi oggi pomeriggio alla Cittadella del Cinema, smette i panni di leggenda del rock e diventa la confidente, l’amica, la saggia consigliera, lo sprone al cambiamento per gli adolescenti del Gff, e non solo.   Il suo messaggio è di quelli destinati ad arrivare lontano, pronto a generare riverberi così come hanno fatto per decenni le sue canzoni, colonne sonore di centinaia di esistenze. Alle inquietudini, ai dubbi, alle tante domande su come superare le difficoltà quotidiane rivoltale dai ragazzi del Gff, la sacerdotessa del rock ha semplicemente risposto: “Andate all’essenza delle cose, eliminate il superfluo e avrete tutte le risposte che cercate che sono già dentro di voi”. E ancora: “Traete ispirazione da tutto ciò che vi circonda. Chiunque è in grado di insegnarvi qualcosa. Mia figlia ha 25 anni ed è la mia più grande maestra di vita”.   Tanti gli argomenti trattati durante l’incontro pomeridiano con la rock-star, che questa sera calcherà il palco del Neapolis Rock Festival targato Gff: dalle sue amicizie con i più alti esponenti della Beat generation, ai suoi viaggi in Italia, dal suo amore per il nostro patrimonio culturale - da Piero della Francesca a Puccini, passando per il “Pinocchio” di Collodi per finire a Totò, senza però trascurare la pasta - Patti Smith ha regalato al festival di Giffoni uno dei momenti più intensi di questa sua 42esima edizione. A quei ragazzi che le hanno chiesto se c’è ancora una speranza di cambiare il mondo, la cantante-poetessa ha risposto con un ottimismo contagioso: “Più di una. Voi siete giovani – ha detto ai giurati ipnotizzati dalle sue parole – avete tutta la vita davanti, avete ancora tanti libri da leggere, tanti posti da visitare, tante persone da amare. Dipende tutto da voi perchè avete la possibilità di cambiare tutto. Ogni generazione ha in sé il potere di innescare grandi cambiamenti. E voi dovete approfittare dei progressi fatti dalla tecnologia: magari da soli non potete fare tantissimo ma se sfruttate le opportunità che i social network sono in grado di offrirvi, potete davvero cambiare il mondo”.   Applusi e occhi lucidi in sala, sui volti dei ragazzi la speranza si riaccende: “Io ho 65 anni e ancora nutro grandi aspettative verso il futuro”, ha detto la Smith sorridendo. Occhiali scuri, t-shirt a righe arancioni, capelli raccolti in treccine hippie per sconfiggere il caldo della sala gremita, Patti Smith ha dispensato pillole di saggezza: “Sopra ogni cosa, non aspettatevi niente da nessuno – ha più volte sottolineato – credete in voi stessi e non lasciatevi influenzare troppo dagli altri. Credete nella vostra arte. L’artista deve essere sempre il suo maestro anche se non sarà mai soddisfatto della sua opera. E se volete essere artisti – ha concluso - siate pronti a soffrire. Trovare la propria voce è difficile. It’s a life long work”. E’ un lavoro che dura tutta la vita.

Gff, arriva Patti Smith

Giovedì, 19 Luglio 2012 14:04
Il giorno più atteso dai veri rocker è finalmente arrivato. Questa sera, infatti, sul palco allestito all’interno dello stadio “G. Troisi” di Giffoni Valle Piana, salirà un mito vivente: Patti Smith. La sacerdotessa del rock è sicuramente l’ospite più importante di questa prima edizione del Neapoli Rock Festival targato Gff che questa sera giunge alla sua quarta serata. Prima dell’esibizione della Smith, calcheranno il palco altri apprezzati artisti del calibro dei “Tre allegri ragazzi morti” che senza dubbio bisseranno il successo ottenuto due sere fa nella loro prima esibizione a Giffoni. Poco dopo toccherà a “Joan as police woman” e  “I used to be a sparrow” mentre a seguire, dopo la performance della sacerdotessa del rock, sarà il turno degli "Is Tropical" a cui spetterà il compito di mantenere caldo il pubblico per un fine spettacolo da ricordare.                  Il pomeriggio di musica verrà invece inaugurato dai gruppi del Redbull Tourbus (ore 17.20 Humanoalieno, ore 18.10 Francesca Monti, ore 20.25 Vacanza, ore 21.45 Le Furie) e dalle band che hanno vinto il concorso Destinazione Neapolis ossia i Bufalo Kill, che suoneranno alle ore 17, e i Fabryka che saliranno sul palco alle ore 17.50.   
Oggi altra anteprima nazionale al Giffoni Film Festival. Alle ore 17, infatti, nella sala Alberto Sordi della Cittadella del Cinema, verrà proiettato “Diario di una schiappa 3: Vita da cani”, pellicola distribuita da 20th Century Fox e diretta da David Bowers che uscirà nei cinema il prossimo 3 agosto. Non c’è pace neanche in vacanza per la “schiappa” più seguita - e letta - dai ragazzi pronti ad assaporare oggi a Giffoni la trasposizione cinematografica del terzo diario più esilarante che sia mai stato scritto.   Certamente tanti tra i giurati + 10 - cui è riservata la proiezione - già conoscono la storia che li attende, uscita come sempre dalla penna di Jeff Kinney e adattata al cinema dagli sceneggiatori Maya Forbes e Wallace Wolodarsky. La scuola è finita e l’estate è arrivata. Greg, sempre interpretato Zachary Gordon, decide di passare le vacanze nel country club del padre del suo migliore amico Rowley (Robert Capron), ma dopo un paio di giorni e qualche protesta, viene cacciato via, senza alcuna possibilità di rimettervi piede. Dal momento che la sua famiglia è a corto di denaro, Greg deve rinunciare anche alla prevista vacanza al mare. Perciò la madre lo porta in una grande piscina in città, ma lui non ama molto quel posto così affollato, così studia un piano alternativo per rimediare un po’ di soldi e godersi la vacanza che sognava. I guai però non sono finiti: verrà mandato in campeggio, e niente andrà per il verso giusto.   A dirigere il tutto Bowers, già regista del “Diario di una Schiappa 2”, terzo lungometraggio della sua carriera iniziata nel 2006 con Sam Fell per “Giù per il tubo”, seguito da “Astro Boy” (2009). 
La sesta giornata del Gff 2012 è cominciata all’insegna della multiculturalità. Alle 11.15, infatti, in sala conferenze, il managing director del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi, ha incontrato la delegazione del DreamFest di Slatina, Romania, manifestazione diretta da Cornel Diaconu giunta quest’anno alla seconda edizione anche grazie alla spinta ricevuta da Giffoni Experience. Diaconu ha ringraziato pubblicamente Gubitosi, che ha definito “padrino” della rassegna rumena, e, alla presenza dei giovani giurati del Gff giunti dalla Romani e dalla Moldavia, si è augurato che la prossima edizione del DreamFest possa ospitare una folta delegazione di ragazzi italiani che potranno portare a Slatina l’esperienza maturata a Giffoni. A seguire, il vicedirettore artistico del Gff, Manlio Castagna, ha incontrato il presidente della Fondazione Ania, Umberto Guidoni, che ha supportato – insieme alla Polizia di Stato – il film “Young Europe” di Matteo Vicino che verrà proiettato oggi in sala Truffaut alle ore 19. La Fondazione Ania, che riunisce le più grandi compagnie assicurative italiane, è nata con l’obiettivo di raccogliere fondi da investire in progetti nella sicurezza stradale. “Young Europe” è uno di questi. Come ha sottolineato il vice questore aggiunto della Polizia stradale, Elisabetta Mancini, altro partner dell’iniziativa, “si è scelto si sponsorizzare un’opera cinematografica proprio per parlare ai ragazzi con il loro linguaggio”. Il film racchiude tre storie – una ambientata a Roma, una a Parigi e una a Dublino – ed è sostanzialmente un inno alla prudenza sulle due e sulle quattro ruote, mostrando le conseguenze che ci possono essere se la distrazione e il senso di onnipotenza, tipico dei giovani, prendono il sopravvento. “Ricordiamo che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i ragazzi al di sotto dei 30 anni – ha sottolineato Guidoni – e ogni giorno c’è una vittima ogni due ore. Altissima poi la percentuale di coloro che, pur salvandosi, rimangono invalidi. Solo per aver sottovalutato il rischio che correvano”. Il vice questore Mancini ha poi aggiunto: “Un bicchiere in più può essere considerato un peccato veniale ma che sulla strada non ci viene perdonato”. La mattinata di incontri si è conclusa in sala Alberto Sordi dove i piccoli giurati della sezione Elements +6 hanno assistito alla proiezione del cortometraggio girato da Manlio Castagna e prodotto dal Giffoni Film Festival in collaborazione con la casa editrice Eli – Edizioni La Spiga di Recanati, dal titolo “Lo Smontabulli”, tratto dal libro scritto da Diego Mecenero. A fine proiezione i bambini in sala hanno potuto incontrare i giovanissimi interpreti del corto, gli alunni delle scuole primarie “Le Grazie“ e “B. Gigli” di Recanati, il sindaco della città, Francesco Fiordomo, e l’amministratore delegato di Eli – Edizioni La Spiga, Michele Casale.

I Film in concorso di giovedì 19 luglio

Giovedì, 19 Luglio 2012 12:53
Sesta giornata di festival e altri cinque film in concorso previsti per la giornata di oggi. Si inizia con Taking Chances di Nicole van Kilsdonk (Paesi Bassi, 2011) per la categoria Elements +6 alle ore 10 nella Sala Alberto Sordi. Kiek, una bambina di 9 anni, teme per la sorte del padre, un medico che sta prendendo parte a una missione umanitaria in una zona di guerra. Le rassicurazioni della madre non bastano a placare le ansie della piccola. Quando le telefonate del padre si interrompono, Kiek decide di entrare in azione personalmente.    Alle ore 14.30, sempre nella Sala Alberto Sordi, sarà la volta degli Elements +10 con il film The Bird Chase di Christian Dyekjær (Danimarca, 2012).Il dodicenne Victor è appassionato di birdwatching. Il suo sogno è vincere l’annuale gara di “twitching”, attività che consiste nell’individuare e fotografare il volatile più raro, per rendere felice il padre, caduto in depressione dopo essere stato abbandonato dalla madre di Victor. Ma deve fare i conti con un rivale che nasconde un asso nella manica.   Sempre alle 14.30 ma nella Sala Truffaut saranno impegnati i ragazzi della sezione Generator +13 che visioneranno il film Lucky di Avie Luthra (Regno Unito-Sudafrica, 2011). Lucky è orfano di madre e vive a Durban con lo zio. Vorrebbe studiare e realizzarsi, ma deve fare i conti con l’autoritarismo e l’egoismo dello zio. Disperato, il ragazzo si rivolge a Padma, una donna indiana. Nonostante la diffidenza della donna nei confronti dei neri e le tensioni tra neri e indiani in Sudafrica, tra i due si crea un legame profondo. Ma i propositi di Padma non sono del tutto disinteressati.   I giurati più grandicelli della Generator +16, alle ore 10 nella Sala Truffaut, vedranno il film Hunky Dory di Marc Evans (Regno Unito, 2011). Viv abbandona Londra e il suo sogno di diventare attrice per tornare nel Galles a insegnare recitazione nel liceo della sua città natale. Qui decide di mettere in scena come saggio di fine anno un musical tratto da La tempesta di Shakespeare. La principale difficoltà è quella di tenere unito il gruppo dei suoi allievi per far sì che essi possano esprimersi attraverso la musica e il teatro.   Infine, per la categoria Generator +18, sarà la volta di Freeway di Cristophe Sahr (Francia, 2011) Il ventenne Alex ha una passione irrefrenabile per le automobili. Con la sua Honda gialla truccata frequenta raduni di automobilisti e sfreccia a tutta velocità in autostrada e per le vie della sua città. Per la sua macchina trascura perfino la fidanzata e la figlioletta Rachel. Una notte, Alex investe accidentalmente un ragazzo e scappa via. Schiacciato dal senso di colpa, cerca di avvicinarsi alla madre del ragazzo.

Applausi a Giffoni, Rossella Urru liberata

Mercoledì, 18 Luglio 2012 20:46
Un lungo applauso di ragazzi ha accolto la notizia della liberazione di Rossella Urru al Giffoni Film Festival. La notizia è stata data ai giovani al termine delle varie proiezioni nelle diverse sale tra cui quella di “Horses of God”, film del francese Nabil Ayouch che racconta la storia di bambini terroristi scelti per diventare martiri negli attacchi terroristici del 16 maggio 2003 a Casablanca.

Danza protagonista con Brescia e Cannito

Mercoledì, 18 Luglio 2012 20:37
Al Giffoni Film Festival protagonista anche la danza, oggi, grazie all’arrivo di Rossella Brescia e Luciano Cannito che hanno accompagnato l’anteprima del teaser del film “Step Up 4 Revolution” proiettato oggi in sala Truffaut. La ballerina e il coreografo, coppia nella vita e sul lavoro, durante il loro incontro con la stampa, hanno voluto lanciare un messaggio a quei giovanissimi che intendono fare della loro passione per il ballo un vero e proprio mestiere. “Per fare carriera non bisogna avere fretta – questo il primo consiglio offerto da Cannito – ci vuole tanta umiltà e soprattutto non bisogna mai scoraggiarsi se i primi provini non vanno bene”. E ha aggiunto, rivolgendosi direttamente ai ragazzi. “Essere scelti dipende soltanto dalla vostra voglia di essere scelti”. Rossella Brescia gli ha fatto eco sottolineando che “l’umiltà è la prima dote che un ballerino deve avere per fare del talento un lavoro”.   Ad accompagnare i due anche un giovanissimo ballerino – secondo Cannito “la nuova star della danza italiana” – Niccolò Noto che nello spettacolo “Amarcord”, tratto dal celebre film di Fellini, che Brescia e Cannito stanno portando in tour nei teatri italiani. Al termine della conferenza, Rossella Brescia ci ha tenuto a puntualizzare che, nonostante le insistenti voci sul suo possibile arrivo alla conduzione de "Le Iene", non intende sostituire la sua amica Ilary Blasi: "Vorrei sapere chi sono questi geni che diffondono notizie che non ho neanche io", ha concluso la ballerina.

Al Gff l'ipnotico Cotroneo

Mercoledì, 18 Luglio 2012 20:05
È un Ivan Cotroneo che ha appassionato e ipnotizzato con i suoi racconti di scrittore, sceneggiatore e regista, quello che oggi ha incontrato i ragazzi del Giffoni alla Masterclass tenutasi alle Antiche Ramiere. "Concordo pienamente - spiega - con il pensiero di Kafka che dice "La parola è più visionaria dell'immagine". Il modo di raccontare è diverso tra chi fa cinema e chi scrive romanzi. La parola - rimarca Cotroneo - è più evocativa, mentre l'immagine è più precisa e ti costringe ad un immaginario fisso. In ogni caso è altrettando magica dal momento che l'immagine permette allo spettatore di impersonificarsi. Sono due avventure altrettanto affascinanti, ma completamente diverse. Scrivere è un'esperienza solitaria, mentre realizzare un film è un momemto corale, ha il carattere di opera collettiva". Anche quando prepara la sceneggiatura, Cotroneo dice di non riuscire a "non pensare all'immagine della scena che scaturisce dalle parole che poi valuterò con il regista su come rappresentare". Cotroneo, infine, si sofferma sul suo rapporto con il direttore della fotografia, Luca Bigazzi. "È una persona per me molto importante, non solo dal punto di vista professionale. Lui non mi ha mai fatto sentire il peso della sua esperienza ma la sua forza".     AudioMasterclass Ivan Cotroneo

I film in concorso di mercoledì 18 luglio

Mercoledì, 18 Luglio 2012 19:56
Cinque i film in concorso che i giurati del Gff hanno potuto visionare anche oggi. I primi ad entrare in sala sono stati gli Elements +6 che, alle ore 10, in sala Alberto Sordim hanno partecipato alla proiezione di "Watch Indian Circus" di Mangesh Hadawale (India, 2011). Il film narra di Ghumroo e Panni, due fratelli che hanno un rapporto di amore e odio con i genitori, in particolare con la madre Kajro, che cerca di trasmettere loro i valori in cui crede. Panni convince il padre a portare la famiglia al circo a vedere “l’uomo bambù”, ma il padre viene derubato dei soldi necessari a comprare i biglietti per lo spettacolo. La madre cerca una soluzione che permetta al marito di mantenere la promessa fatta ai bambini. Allo stesso orario, ma in sala Truffaut, i Generator +16 hanno visto "Norman" di Jonathan Segal (Usa, 2011). Norman ha perso la madre e rischia di perdere anche il padre, tormentato da un cancro allo stomaco. Rabbioso nei confronti di un destino beffardo, Norman inizia a fingere di avere lui lo stesso male incurabile, simulandone i sintomi e addolorando le persone che gli stanno vicino. Tra questi c’è Emily, una ragazza che prova per Norman un sentimento forte ma legato alla sua falsa condizione. Alle ore 14.30, gli Elements + 10 hanno visto "Stay!" di Lourens Blok (Paesi Bassi, 2011), film ambientato in Olanda dove la piccola Lieke cerca in tutti i modi di salvare dal rimpatrio obbligatorio la famiglia dell’amico iraniano Milad. Quando la famiglia viene portata in un centro di detenzione, Milad riesce a nascondersi. Lieke lo trova nel loro nascondiglio, e i due provano a rivolgersi, senza profitto al padre di lei. Intanto i media iniziano a interessarsi della vicenda. Alla stessa ora, i giurati Generator +13 hanno, invece visto "Now Is Good" di Ol Parker (Regno Unito, 2011). Protagonista è Tessa, 17 anni, una malata terminale. Decide di sfruttare il tempo che resta per vivere tutte le esperienze che un’adolescente dovrebbe fare, raccogliendole in una lista. Ci riesce con l’aiuto dell’amica Zoey. Mentre i genitori e i parenti vivono la situazione in maniera più o meno tragica, Tessa scopre l’amore per Adam, il suo nuovo vicino di casa. Un’esperienza che non era presente nella lista. Chiude la giornata la proiezione per i Generator +18 "Horses of God" di Nabil Ayouch (Marcco-Francia-Belgio, 2012), prevista alle ore 19, in sala Lumière. Yachine, 10 anni, vice in una baraccopoli di Casablanca, in Marocco, sotto la protezione del fratello Hamid, piccolo boss di quartiere. Quando Hamid viene arrestato e condotto in carcere, Yachine si districa come può nel tentativo di uscire da quel microcosmo di violenza e miseria. Tornato in libertà, Hamid ha abbracciato la causa del fondamentalismo islamico e convince Yachine i suoi amici a unirsi al proprio gruppo. Il loro destino, ora, è quello di diventare martiri.

La Inaudi travolta dall'energia del Gff

Mercoledì, 18 Luglio 2012 19:53
Il Gff, per Francesca Inaudi, "è una bella scossa di adrenalina". L’attrice, oggi ospite della rassegna, è rimasta piacevolmente colpita dall’energia e dal calore trasmessi dai giovani giurati che l’hanno attesa sul red carpet per scattare foto e strapparle un autografo. E durante l’incontro con la stampa, la giovane attrice, commentando il tema che quest’anno fa da sottofondo al festival – ossia la felicità – ha scherzato dicendo: "Mi piacerebbe essere Albano e Romina per dire cos'è la felicità ma non ho la formula. Comunque essere felici  - ha aggiunto -credo sia apprezzare le piccole cose. Anche accettare la noia fa parte dell'essere felici. Cucinare e portare a spasso i miei cani sono cose che mi fanno stare bene. Sono molto brava in cucina. Adoro anche andare a mare che per me rappresenta un momento di assoluto riposo".   Una canzone, invece, che le fa pensare a questo stato d'animo è “Ob-La-Dì, Ob-La-Dà” dei Beatles ma di farla cantare non c'è stato verso. "Chiedetemi tutto, tranne cantare", ha detto ridendo. Lei che da ragazzina sognava di fare la giornalista, è poi riuscita a vestire i panni, grazie al suo mestiere, di una giornalista, l’eccentrica Maya, in "Tutti pazzi per amore", serie tv che l'ha resa ancora più famosa al grande pubblico. L'attrice non si sbilancia sul suo futuro lavorativo. "Ci sono - dice - dei progetti ma prima di parlarne ci vogliono le conferme. Frattanto sarò in tournėe teatrale con “Colazione da Tiffany”".

"Diaz" di Vicari visto dalla Masterclass

Mercoledì, 18 Luglio 2012 17:09
E' uno dei film più discussi della stagione cinematografica. "Diaz", l'ultimo lavoro di Daniele Vicari, ospite ieri del Gff, ha dato diversi spunti di riflessione ai ragazzi della Masterclass. Federica Piccirilli e Martina Uccheddu, della speciale categoria della Masterclass hanno voluto raccontare la loro esperienza e le loro reazioni dopo aver partecipato alla visione del film ed aver parlato col regista.   Giffoni, martedì 17 luglio. È stato proiettato presso la sala Lumiere del Giffoni Film Festival il film-documentario “Diaz”, diretto da Daniele Vicari. La pellicola racconta gli eventi della scuola Diaz di Genova che ha visto protagonisti gli scontri tra la polizia e i No Global durante il G8 del 2001. I fatti sono direttamente ispirati agli atti processuali che hanno raccolto le testimonianze dei presenti alla tragedia. Solo nel pomeriggio il regista ha potuto discutere del suo film insieme ai giurati della Masterclass dando luogo ad un profondo dibattito.   Ciò che mi ha stupita maggiormente è stata l’incredibile capacità del regista di rispondere ad ogni domanda in modo esaustivo, fornendo numerosi dati riferiti alla vicenda e dimostrando uno studio approfondito alla base del suo lavoro. Vicari ha più volte ribadito la sua necessità di creare un film obiettivo, che comprendesse tutti i punti di vista e riuscisse, tramite la sua crudezza, ad insinuare nello spettatore uno stato di inquietudine che lo accompagnasse anche una volta uscito dalla sala. Questa esigenza lo ha spinto a creare un lungometraggio coinvolgente, in grado di risvegliare nei giovani il bisogno di sapere".   “Sapere è l’unico modo per costruire il futuro”, è questo l’appello fatto dal regista ai giurati presenti, spiegando come sia indispensabile imparare dagli errori delle generazioni passate e come il confrontarsi con la realtà dei fatti sia fondamentale per perseguire le proprie cause. Questa affermazione mi ha stimolata, mi ha dato l’opportunità di riflettere: come è possibile che in una società come la nostra, in cui è facile diffondere le proprie idee ed opinioni, molti siano ancora inconsapevoli della mancanza di democrazia e libertà, presente non solo in Italia, ma in tutta Europa? Come mai in un contesto “libero” come quello attuale un film denuncia come “Diaz” non è stato sufficientemente apprezzato e diffuso? Per quale motivo dei giovani sono stati arrestati e incarcerati dai 10 ai 14 anni per dei reati di strada, quando molti dei responsabili del blitz alla scuola Diaz fanno ancora il loro lavoro come se nulla fosse accaduto? La risposta data dal regista e che io stessa condivido è che la classe dirigente non voglia svelare i “nodi profondi” che ci sono alla base della verità dei fatti. Non dobbiamo far finta di non vedere ma cominciare a reagire. Non solo noi giovani, ma tutta la società deve provare questa rabbia paralizzante che la pellicola di Vicari è riuscita a suscitare in noi giurati, facendoci vergognare delle ingiustizie passate e spingendoci così a voler distruggere questa sfera di passività che circonda la maggior parte degli italiani.

Folla in delirio per Nicolas Cage

Mercoledì, 18 Luglio 2012 17:03
Folla in delirio oggi pomeriggio davanti alla Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana per l’arrivo, al Gff, del premio Oscar Nicolas Cage, star hollywoodiana giunta nella cittadinina picentina per incontrare i giovani giurati della 42esima edizione del festival.   “I premi, al confronto di esperienze come quella offerta da Giffoni, sono poca cosa –  così ha esordito, nell’incontro organizzato con la stampa, l’attore protagonista di film quali “Via da Las Vegas”, “Face/Off”, “The Family Man”  - non do loro tanta importanza, non li prendo sul serio. Mentre occasioni come quelle regalate dal festival di Giffoni sono d’importanza primaria. Qui arrivano ragazzi da tutto il mondo e, stando insieme capiscono che, nonostante le differenze, siamo tutti uguali, siamo tutti essere umani”. E poi ha aggiunto: “I bambini che partecipano al Giffoni imparano ad amarsi l’un l’altro prima che gli adulti insegnino loro ad odiarsi per via delle culture diverse”. Cage, a Giffoni, ha anche parlato dei suoi progetti futuri ma ha tassativamente escluso che vestirà ancora i panni del supereroe, nonostante il grande successo ottenuto dalla sua recente interpretazione in “Ghost Rider”.   Banditi per ora anche impegni legati alla produzione cinematografica e alla regia: “Voglio concentrarmi sul mio mestiere di attore”, ha tagliato corto Cage in conferenza. Sul grande schermo lo vedremo prossimamente in “Frozen Ground”, film ambientato in Alaska, in cui vestirà i panni di un poliziotto sulle tracce di un pericoloso serial killer interpretato da John Cusack. Quando Nicola Cage è davvero felice? “Quando vedo le persone che amo stare bene – ha concluso l’attore – ma per me felicità è anche l’oceano, una pietra, un albero. Le piccole cose”.   Audio     Conferenza Nicolas Cage   Nicolas Cage con i giurati

Telefono Azzurro presenta il suo documentario

Mercoledì, 18 Luglio 2012 15:48
    E’ stato presentato oggi al Gff  “Le case fatte di tenda”, il documentario realizzato da Lydia Patitucci e prodotto da Telefono Azzurro che ha visto protagonisti i ragazzi e i bambini delle tendopoli allestite nei luoghi colpiti dal terremoto in Emilia.     A raccontare l’esperienza, oggi nella conferenza organizzata alla Cittadella del Cinema, colei che l’ha filmata: Lydia Patitucci, video maker ferrarese che si è messa al fianco di Telefono Azzurro per realizzare l’opera. Alla presentazione hanno preso parte Antonia Grimaldi, vicedirettore del Gff, Giulia Faccioli di Telefono Azzurro e la stessa Patitucci. “Il documentario è stata la naturale conseguenza delle iniziative ricreative messe in campo nelle zone terremotate per coinvolgere i bambini del luogo – ha spiegato Giulia Faccioli - , nello specifico di quelle organizzate nel campo 2 di Finale Emilia dove abbiamo organizzato “Il giornalino di campo” che ha trasformato i ragazzi dai 10 ai 15 anni in piccoli cronisti della quotidianità della tendopoli”. Quotidianità che è stata immortalata in “Le case fatte di Tenda”.   Con questo ennesimo progetto condiviso, si rinnova, dunque,  la stretta collaborazione che, da oltre quindici anni, lega Telefono Azzurro e il Giffoni Film Festival al mondo e ai diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Dopo la proiezione del video, prevista oggi in sala Alberto Sordi, seguirà un dibattito che coinvolgerà i ragazzi presenti. L’associazione parteciperà inoltre alle attività del Gff con una postazione itinerante di volontari che, dotati di telecamera, intervisteranno i ragazzi presenti per raccogliere impressioni e stimoli sia sul tema del video sia sulla felicità, tema centrale di questa edizione del Giffoni Film Festival.