Giovedì, 13 Ottobre 2022 13:06

Dal 14 ottobre arriva su Netflix la serie "Tutto chiede salvezza", presentata in anteprima a #Giffoni2022

E' stata presentata a Roma la nuova serie Netflix Italia “Tutto chiede salvezza”, in onda dal 14 ottobre e prodotta con la Picomedia di Roberto Sessa.  Dal romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega Giovani 2020, la serie è scritta e diretta da Francesco Bruni, autore degli adattamenti del “Commissario Montalbano” e regista al cinema di “Scialla!” (2011) e “Cosa sarà” (2020). La serie era stata accolta con entusiasmo dalla community di IMPACT! che ha potuto assistere alla sua presentazione in una delle anteprime di #Giffoni2022, alla presenza del regista, dell'autore, del protagonista Federico Cesari, che il grande pubblico ha già avuto modo di apprezzare nel cast di Skam Italia e del producer di Netflix, Filippo Rizzello.

Nella capitale, in rappresentanza di Giffoni, erano presenti Marco Fontana e Gianvincenzo Nastasi del team della direzione, insieme a 138 giffoner che hanno potuto scoprire la serie in anteprima. “Tutto chiede salvezza” racconta la parabola del ventenne Daniele Cenni che, dopo una crisi psicotica e una reazione violenta nei confronti dei familiari, viene ricoverato in un reparto psichiatrico per un Tso, sette giorni in struttura. Nel percorso il giovane è chiamato ad affrontare le sue fragilità e al contempo ad aprirsi all’incontro con gli altri degenti.

Sette episodi, uno per ciascuno dei sette giorni di Tso a cui Daniele (Federico Cesari) viene sottoposto. Una settimana di isolamento dal resto del mondo durante la quale il protagonista si troverà ad affrontare i suoi demoni più nascosti e a scavare dentro se stesso in un percorso di accettazione di sé e degli altri che lo porterà a stringere i legami più forti, sinceri e veri della sua vita. Alla storia di Daniele si intrecciano, infatti, quelle degli altri suoi compagni di camerata e del personale del reparto psichiatrico, in un crescendo di emozioni e intensità, di fragilità e forza, di amicizia e amore.

Nel cast, oltre a Federico Cesari (Daniele), anche Andrea Pennacchi (Mario), Vincenzo Crea (Gianluca), Lorenzo Renzi (Giorgio), Vincenzo Nemolato (Madonnina), Alessandro Pacioni (Alessandro), che interpretano i compagni di stanza di Daniele nel reparto di psichiatria. Fotinì Peluso (Nina) presta il volto a una compagna che Daniele aveva conosciuto al liceo e che ritrova in reparto. Ricky Memphis (Pino), Bianca Nappi (Rossana) e Flaure BB Kabore (Alessia) nei panni degli infermieri, mentre Filippo Nigro (Dott. Mancino) e Raffaella Lebboroni (Dott.ssa Cimaroli) i medici della clinica. Lorenza Indovina (Anna), Michele La Ginestra (Angelo), Arianna Mattioli (Antonella) sono rispettivamente madre, padre e sorella di Daniele. Carolina Crescentini (Giorgia) è la mamma di Nina, mentre il giovanissimo Carlo Baroni è Daniele all'età di 8 anni. 

Alla regia Francesco Bruni che ha anche scritto la serie insieme a Daniele Mencarelli, Daniela Gambaro, Francesco Cenni.

Una storia autobiografica che prova a sdoganare un tema tabù, quello del disturbo mentale, delle malattie psichiatriche.Siamo molto contenti di essere qui – ha detto a Giffoni lo scrittore Mencarelli perché questa è la nostra prima uscita pubblica. E’ meraviglioso per un romanziere aderire e credere alle immagini che escono dal proprio immaginario. Adoro questa serie. E’ stato ritornare dentro una fase della mia vita turbolenta, in cui è velocissimo il passaggio dalla normalità ad un reparto psichiatrico. Nel mezzo c’è un’esplosione di rabbia che Daniele non riesce a gestire”. Entusiasta dell’esperienza anche il regista e sceneggiatore Francesco Bruni: “Il super potere di Daniele – ha detto rivolgendosi ai giffoner - è la sensibilità, la sensitività, il dolore degli altri lo fa star male ed è per questo che si trova in questa condizione. Questo personaggio è praticamente un senza pelle”.

Ad interpretarlo l’attore Federico Cesari: Preparare un personaggio del genere è complicato, devi soprattutto fare un lavoro su te stesso, devi denudarti di tutte le corazze che ci portiamo dietro e a cui ci aggrappiamo per resistere nella vita di tutti i giorni. Abbassare queste maschere è stato un mio processo personale molto importante”.

Per la prima volta, dunque, in Italia una serie dedicata al Tso: “E’ – ha sottolineato Mencarelli uno strumento di protezione del soggetto nella fase acuta. Questa istituzione è usato in molti casi positivamente, in altri casi è l’esatto contrario. Il Tso, però, va difeso perché aiuta le persone nel momento di maggiore difficoltà, spesso è un’ottima premessa terapeutica. Molti fanno finta che questi temi non esistono, altri li vivono normalmente, la nostra natura è fatta anche di quei limiti, è bello esserne consapevoli. C’è un merito grande della vostra generazione – e lo ha ribadito rivolgendosi ai ragazzi – quello per cui non c’è tema impraticabile”.

Per Bruni il registro scelto però è anche quello della leggerezza: “Nella serie – ha ribadito - c’è anche molta ironia e molto umorismo. Lo si capisce guardandola abbastanza presto”.

 

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