Mercoledì, 04 Maggio 2022 11:19

"L'orgoglio e la responsabilità di fare cultura in Campania": sul quotidiano Il Mattino l'editoriale del direttore Gubitosi

Pubblicato oggi, sulle pagine de Il Mattino, un editoriale a firma del direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi dal titolo “L'orgoglio e la responsabilità di fare cultura in Campania”. Un'interessante riflessione in merito all'incontro promosso dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito ai risultati della programmazione 2014/2021 in campo culturale, volgendo lo sguardo a quella 2021/2027. Di seguito la versione integrale:

Più orgoglio nel rappresentare la Campania e più responsabilità per le risorse che dalla Regione si ricevono, ciascuno come pezzo di un sistema culturale unico al mondo.

È questo che ho pensato al termine dell'incontro promosso dal presidente Vincenzo De Luca dedicato ai risultati della programmazione 2014/2021 in campo culturale.
Confesso: mi sono letteralmente perso. Ho provato un senso di vertigine perché, in un sistema così articolato, c'è veramente tutto e nel tutto c'è il tanto. Ho provato orgoglio nel verificare la vastità dell'offerta che spazia dai musei alla digitalizzazione fino al cinema, dai grandi eventi al teatro, alla musica e all'arte fino al binomio cultura e sociale.

Ora siamo alla vigilia di una nuova pagina, quella della programmazione 2021/2027. A ciascuno di noi è stato chiesto di dare suggerimenti che possano migliorare ulteriormente l'azione che la Campania svolge in ambito culturale. Ormai è noto che la cultura deve essere considerata come un fattore produttivo, che incide sui livelli occupazionali. In questi anni di programmazione non abbiamo avuto modo di portare sul tavolo regionale un dato economico relativo di sistema. È quello che ho inteso sottolineare nel mio intervento: non ci siamo mai incontrati per fare rete, ognuno ha camminato per la propria strada. Sono certo, invece, che se avessimo messo insieme gli obiettivi raggiunti, avremmo potuto consegnare al presidente De Luca un dato rilevantissimo: gli investimenti fatti complessivamente dalla Regione hanno generato un effetto moltiplicatore pari a tre volte tanto quanto impegnato, cioè i cinquecento milioni investiti sarebbe diventati un miliardo e mezzo di euro, non considerando il bilancio sociale ed il benessere collettivo che le nostre attività indiscutibilmente favoriscono.

Questo gap di conoscenza deve essere superato: a novembre Giffoni vuole ospitare tutti i soggetti chiamati coinvolti in questo processo. Credo che sarebbe utile incontrarsi due volte l'anno, nel primo semestre e poi nel secondo. Avremo così modo di mettere insieme le premesse dei nostri progetti e gli effettivi risultati raggiunti. Sarebbe questo un modello di cooperazione virtuoso da implementare, ovviamente deve trattarsi di una nostra iniziativa autonoma.

Sarebbe un bel modo per realizzare un risultato che considero determinante: sentirci responsabili ancora di più delle risorse che si ricevono. È giusto dare conto di ciò che si gestisce per far comprendere cosa ha un'effettiva ricaduta e cosa no.

Anche la Regione deve fare la sua parte: il sostegno dovrebbe essere, risorse permettendo, quantomeno triennale. In questo modo tutti potranno fare una programmazione consapevole, che consentirebbe di tagliare i costi nel medio periodo oltre che favorire sponsor e investimenti privati. Si potrebbe raggiungere questo obiettivo, a mio avviso, anche se i soggetti pubblici chiamati a nominare i direttori ed i curatori affidino a questi incarichi una durata di almeno triennale: è l'unico modo per garantire continuità e stabilità. L'obiettivo è quello di far confluire il vastissimo sistema culturale della Campania in un calendario unico, che consentirebbe una promozione finalmente unitaria.

Suggerisco, inoltre, di investire un po' di fondi per costituire un team con i vari dipartimenti delle Università campane in un'ottica multidisciplinare: dall'economia ai beni culturali fino alle scienze della comunicazione. Dobbiamo fare in modo che quello che facciamo venga monitorato e analizzato da un soggetto terzo che certifichi che le premesse e le promesse di certi obiettivi siano oggettivamente raggiunte: occupazione, ricaduta economica, destagionalizzazione, internazionalizzazione, fidelizzazione, movimentazione di pubblici diversi. L'insieme di tutti questi dati ci farà capire bene i punti di forza e di debolezza del nostro sistema. Sono certo che emergerà la potenza di questo settore.

Dobbiamo riuscire a dare evidenza ad un dato scontato ma non noto: la Campania è tra le prime, se non la prima Regione creativa d'Europa.
Dobbiamo nutrire il nostro orgoglio di campani. A Giffoni questo c'è da sempre. Sono dell'idea che il finanziatore ha tutto il diritto di essere visibile. Da noi si viene avvolti dalle bandiere: quelle della Campania sono in prima fila, insieme a quella dell'Unione Europea e al nostro Tricolore. È un segno necessario per dire che qui c'è la Campania. Dobbiamo farlo ancora e con sempre più forza perché la Campania è un'idea, uno stato d'animo, un modo unico di essere e di fare cultura.

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