Venerdì, 13 Agosto 2021 14:37

La community di Giffoni piange l'improvvisa scomparsa di Gino Strada. Il fondatore di Emergency era stato ospite di IMPACT! Il 23 luglio: “Il futuro? Bisogna imparare a condividere, altrimenti scoppierà la violenza”.

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I giffoner di IMPACT! lo avevano incontrato, on line, meno di tre settimane fa: era il 23 luglio quando Gino Strada, fondatore e anima di Emergency, fu protagonista di uno degli incontri più intensi e partecipati di #Giffoni50Plus, probabilmente uno degli ultimi appuntamenti con il pubblico, prima della sua improvvisa scomparsa. Originariamente Strada avrebbe dovuto essere fisicamente presente a Giffoni, poi in extremis, per motivi personali, fu costretto a rimodulare la sua partecipazione - alla quale non avrebbe mai voluto rinunciare – servendosi delle piattaforme digitali. Una scelta obbligata che fu un dono prezioso per la community, confermando l'entusiasmo dell'uomo, del medico e dell'attivista per una iniziativa, il festival, che lo aveva da sempre affascinato. Ad accoglierlo nella sala Blu della Multimedia Valley, il fondatore e direttore di Giffoni Claudio Gubitosi, che lo abbracciò virtualmente ringraziandolo a nome di tutti i giffoner per la sua dedizione e il suo coraggio. La sua perdita lascia un vuoto incolmabile: Strada ha sempre incarnato il simbolo di un impegno civile infaticabile che Giffoni ha eletto a modello.

Alle ragazze e ai ragazzi di IMPACT aveva rivolto un monito prezioso: “Reputo impensabile un futuro che compendi i conflitti bellici. Fino alla seconda guerra mondiale, tutte quelle che l'hanno preceduta non ci ponevano di fronte all'idea di futuro, indipendentemente da chi vincesse o perdesse. Con l'avvento della bomba atomica le cose sono cambiate. E oggi Hiroshima è poco più di un petardo rispetto a quello che l'uomo è riuscito a creare. L'ipotesi di un conflitto termonucleare significherebbe radere al suolo l'umanità, così come siamo abituati a concepirla. Per questo non abbiamo scelta: bisogna vivere senza guerre. Purtroppo i nostri politici non ne hanno cognizione. Ed è una questione di coscienza, non di trattati. Per questo dico a voi giovani di farvi portavoce di questo importante messaggio. I più anziani non lo capiscono. Non comprendono che distruggere l'altro equivale a demolire se stessi al di là dello specchio”.

Anche sul Covid, la riflessione di Strada era stata, come sempre, lucidissima: “Il Covid è stata un'opportunità di cambiamento. Ma mi sembra che già non se ne parli più. Ora si pensa solo alla gestione degli affari correnti”. Da buon visionario, il fondatore di Emergency, rispondendo alle numerose domande dei ragazzi, aveva lanciato un monito importantissimo alle giovani generazioni: “Ancora oggi sono convinto che il comunismo sia una assoluta necessità. O condividiamo quello che abbiamo oppure qualcuno sarà costretto a usare violenza. E io di questa violenza ho paura”. Starà ai giffoner raccogliere il guanto della sfida ed essere, con ancora maggiore consapevolezza, artefici di un cambiamento di rotta necessario.

 

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