Giovedì, 22 Luglio 2021 19:15

Paolo Calabresi: “Giffoni, una magica avventura pioneristica”

Paolo Calabresi non riesce a stare seduto sul palco della Sala Truffaut e al #Giffoni50Plus cammina su e giù, pensando con attenzione alle domande provenienti dai giffoner in presenza e anche dai vari hub sparsi in Italia e all’estero (in questo caso, tra gli altri, anche in Macedonia e Serbia). L’attore guarda con attenzione il video welcome e, tra una battuta e l’altra, ribattezza l’evento come “un’avventura pionieristica”, “un posto magico, dove c’è gente che fa il cinema e siete voi che fate domande. L’arte si fa in due, chi la interpreta e chi la fruisce. Se la Gioconda non la guardasse nessuno resterebbe nello studio di Leonardo”. 

L’incontro si apre con un tributo all’attore Libero di Rienzo, scomparso da qualche giorno e con cui l’attore aveva condiviso vari set, tra cui la saga di Smetto quando voglio: “Faccio fatica a non usare il presente, ma lui per me è un talento che cammina. A ridosso della notizia un giornalista mi ha chiesto quanto mancherà al cinema italiano e ho risposto “poco e niente”, perché negli ultimi anni lo ha molto sottovalutato. Mancherà, certo, ma al cinema con la C maiuscola”.

Inevitabili le citazioni di uno dei suoi ruoli cult, Biascica, che riprenderà nella serie cult Boris, con la quarta stagione prossimamente su Disney+: “Mi sono ispirato ad un macchinista sul set di Distretto di polizia – confessa – che vendeva di tutto ai colleghi, incluso il pesce. L’ho raccontato degli sceneggiatori e quel dettaglio è finito nella serie, con Duccio che vende i saraghi”. Il momento più divertente? “Fingere di essere Nicolas Cage per vedere la partita della Roma. E il bello è che ci hanno creduto tutti per giorni, Totti incluso”.

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