Giovedì, 22 Luglio 2021 15:54

ReIMAGINE, il sogno attraverso cui ricerca scientifica e cinema si fondono

“Vuoi volare? Puoi farlo. Esprimi un desiderio… Costruirò una macchina del tempo”: parole dense, che si accompagnano alle immagini che scorrono durante la proiezione in Sala Truffaut dello short movie ReIMAGINE. Un racconto travolgente, ad alta intensità emotiva, in cui la ricerca scientifica diventa una sorta di macchina del tempo per costruire un futuro migliore. Un lavoro cinematografico in cui la vicenda personale del protagonista, ricercatore biomedico, segnata durante l’infanzia dalla prematura scomparsa della madre, si trasforma in dedizione ed impegno per salvare le vite degli altri.  Mostrare il cuore della ricerca scientifica attraverso il linguaggio dei sentimenti e l’emotività: è questo il senso profondo di ReIMAGINE, il corto prodotto da Novartis e One More Pictures, scritto da Giulio Mastromauro (vincitore del David di Donatello 2020 per il miglior cortometraggio), diretto da Gianluca Mangiasciutti, interpretato da Brenno Placido e Federico Ielapi, nel cast insieme a Rocío Muñoz Morales, Lorenzo Lavia e Clizia Fornasier, inserito tra gli eventi speciali di #Giffoni50Plus.

“Sono felice di tornare a Giffoni. Sono stato qui 12 anni fa ed è sempre un'esperienza stimolante, meravigliosa – esordisce l’attore protagonista, Brenno Placido, durante l’incontro con i giffoners - Un lavoro che trasmette un messaggio positivo, in cui scienza ed arte cinematografica si fondono. L’immaginazione diventa una forma di riscatto nella reazione al dolore. Si parla di ricerca scientifica mettendola nel cuore e negli occhi delle persone e spero siate pieni di curiosità”.

Un incontro-dibattito entusiasmante, ricco di suggestioni dalla platea, che parte dall’interrogativo centrale “che cos'è La scienza”, così lontana dalle nostre vite fino alla fase pre pandemica. “Questo cortometraggio è perfetto per Giffoni perché parla di re-immaginare e nessuno più di un giovane, di un bambino ha la forza di farlo. Un messaggio di coraggio per i ragazzi, per programmare e pensare ad un futuro migliore - afferma Pasquale Frega, Country Presidente e Pharma Head di Novartis - Guardare il mondo attraverso le nuove generazioni offre una visione diversa”.

Tante le domande e le riflessioni dalla platea, anche sul processo di costruzione e sull’approccio di Brenno alla figura del ricercatore: “Mi sono lasciato trasportare dall'emotività della sceneggiatura di Giulio Mastromauro – racconta - Mi sono commosso molto leggendo la storia. Mi piaceva l’idea che la ricerca fosse al primo piano, raccontare le persone che sono dietro le quinte della società e che rendono la vita migliore. Ho sentito profondamento questo personaggio per tanti motivi, anche oggi, in sala durante la proiezione, mi sono trattenuto dalle emozioni perchè avrei pianto. In questo momento storico, in cui siamo messi di fronte all’aspetto più importante, che è la salute, serve esprimere tanta gratitudine per i medici e i ricercatori”.

Girato a dicembre, durante la seconda grande ondata Covid, quando la pandemia ha aperto le coscienze di tutti rispetto al concetto di salute collettiva. “Più dell’80%  delle malattie oggi ancora non ha una cura. La ricerca sta accelerando e spero che tra di voi ci sia un giorno un futuro scienziato. In Italia pochi si avvicinano alle discipline scientifiche. Studiate - continua Frega – Spero che tra voi ragazzi ci siano i ricercatori di domani”. Tante le riflessioni dei giffoner, come quella di Maddalena, Generator +13: “Nel corto io leggo il senso dell’avere uno scopo, oltre che l’invito alle donne a studiare le materie Stem.  Quando hai una passione, un qualcosa dentro che ti muove, per qualsiasi ragione, che sia scientifica o artistica, allora tutto riesce. Penso che questo sia il motivo per cui siamo qui, perché Giffoni dà uno scopo alle nostre vite”.

“Credo che il cinema, l’arte, possano essere uno strumento per divulgare messaggi positivi e cambiare le coscienze e i valori collettivi – conclude Brenno Placido - Dietro la riuscita di un film c’è un lavoro di squadra, un ingranaggio. Lo stesso dietro il team di ricerca. In comune ricerca e cinema hanno il sogno: questa capacità onirica di sognare, di vedere oltre quello che esiste”.

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