Mercoledì, 21 Luglio 2021 19:08

“Nel vostro futuro ci sono cose meravigliose”. La IMPACT! si apre all’insegna dell’ottimismo

Nel vostro futuro ci sono cose meravigliose”: è con queste parole che si chiude l’incontro inaugurale della IMPACT!. Dopo la proiezione di This is Giffoni, introdotta dal direttore Claudio Gubitosi, i professori Domenico De Masi e Pierluigi Mingarelli danno vita, nella Sala Blu, a un dialogo avvincente con i giffoner. Filosofia, matematica, storia: un viaggio tra passato e presente con lo sguardo rivolto al futuro.

Il mondo della filosofia e della scienza? Credo – spiega Mingarelli, direttore del Laboratorio di Scienze sperimentali di Foligno e ideatore della Festa di Scienze e Filosofia di Foligno - che dobbiamo abituarci a pensare che siano due aspetti di un medesimo problema, cioè capire il mondo, interpretarlo, costruire strumenti per cambiarlo e conoscerne, attraverso la filosofia, i rischi e il futuro. Credo siano mondi da considerare uniti”. E, stimolato dai ragazzi, aggiunge: “La matematica è un linguaggio, un modo razionale di interpretare il mondo. Nella matematica ci sono gli aspetti di comunicazione più diretta che sono universali”.

È un discorso, quello sulla matematica, che porta il sociologo De Masi, professore emerito di Sociologia del lavoro presso l'Università La Sapienza di Roma, a parlare del mondo greco, laddove la precisione era una prerogativa degli dei, mentre “gli esseri umani erano per loro natura imprecisi. Anzi – dice - se l’essere umano osava essere preciso, veniva punito. La precisione era una bestemmia verso gli dei”. Tutto, però, cambia nel ‘600, “quando fanno irruzione Galileo, Cartesio e Bacone, i quali dicono che la stessa precisione che c’è in cielo ci deve essere anche sulla Terra. Nasce così la scienza moderna. Un secolo dopo gli illuministi, una trentina di giovani, cambiano il mondo”.

Il discorso approda al presente. “Molti aspetti dell’oggi, una società liquida, un individualismo che diventa egoismo esasperato, lasciano indietro molti. La modernità dell’oggi non funziona come ascensore sociale”, spiega Mengarelli. Che aggiunge: “Credo che bisognerà chiedersi se il tipo di sviluppo avviato in questi decenni sia utile vedendo le condizioni oggettive del nostro pianeta”, sia per aspetti di tipo ambientale che per “una esigenza di maggiore uguaglianza di possibilità”. Eppure, De Masi rilancia: “Il mondo attuale è il migliore dei mondi esistiti fino a oggi. Non c’è nessuna epoca storica che offre le possibilità che offre questo mondo. Ma non è il migliore dei mondi possibili, dobbiamo immaginarne uno migliore”. Ripercorrendo le fasi storiche con al centro l’agricoltura prima, la produzione industriale poi e infine la produzione di beni immateriali, il sociologo parla della società attuale come di una “sintesi” tra le due precedenti. Il discorso arriva inevitabilmente allo smart working. “Prima della pandemia solo il 4% in Italia faceva smart working. Il 10 marzo 2020 8 milioni di lavoratori hanno iniziato a farlo. Si è fatto in una settimana quello che non si è fatto in dieci anni. Adesso ci sono almeno 4 o 5 milioni di lavoratori che non torneranno in ufficio perché le aziende hanno capito che è una idiozia”, afferma De Masi. Che si dice estremamente favorevole a questo tipo di lavoro: “Credo sia una possibilità enorme per liberare tempo. I vantaggi sono enormemente maggiori degli svantaggi”. Il sociologo si dice ottimista anche sulla Dad del futuro: “Mentre voi giovani siete digitali, i vostri prof erano analogici. Non valutate la Dad sulla base di questa esperienza, che è stata obbligata. Quando sarete voi insegnanti e i vostri allievi saranno anche loro digitali sarà diverso. Nel vostro futuro – conclude - ci sono cose meravigliose”.

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