Mercoledì, 21 Luglio 2021 15:35

This is Giffoni, 51 anni di Festival raccontanti con un gigantesco vortice di emozioni

È un magico gioco di specchi la visione di This is Giffoni durante la prima giornata dell'edizione 2021 del Festival. Il docufilm che celebra mezzo secolo di storia del Giffoni è stato proiettato all'interno delle sale cinema della Cittadella davanti a una platea di giurati di età differenti, nel mezzo di una esplosione di colori per le magliette indossate e di espressioni felici per le emozioni vissute. I loro occhi, al riparo di soffici poltrone dai pantoni caldi, hanno restituito lo stesso intenso luccichio dei protagonisti di una pellicola che attinge all'imponente archivio di Giffoni per raccontarsi e raccontare l'inestimabile patrimonio immateriale di cui dispone. Frammenti di cronaca e di buona vita.

"Avevo poco più di sei anni quando ho messo per la prima volta piede qui. Nei sorrisi dei ragazzi -spiega Valeria, fresca maggiorenne- sono racchiuse le emozioni straordinariamente uniche e vere che tutti noi proviamo ogni anno. Giffoni è un posto speciale". Alessandro, che di anni ne ha invece quattro in meno ed è alla sua "prima volta" al Festival, ha lo sguardo sospeso dei sognatori a occhi aperti: "Avevo sentito parlare della magia della sua magia e grazie a questa pellicola ho potuto toccarla con il cuore. Sono felice".

This is Giffoni è un gigantesco vortice di emozioni. L'opera, realizzata dal dipartimento produzioni video e firmata in particolare da Fiorenzo Brancaccio che ne ha curato l'aspetto autoriale e il montaggio, utilizza l'esclusivo filtro della realtà, sic et simpliciter, per costruire una sceneggiatura autentica capace di risplendere da sé. "Novanta minuti -sottolinea il diciannovenne Alessandro- non bastano per esprimere cinquant'annni di emozioni ma sono sufficienti per capire che ci si trova davanti a una storia che non ha eguali al mondo. Giffoni è una esperienza che ti segna la vita". Chiara ha tredici anni, capelli raccolti e un sorriso aperto. Luminoso. " Quando sei a Giffoni vorresti fermare il tempo per l'intensità delle emozioni che si provano e per la bellezza degli incontri che si fanno. Non vorresti essere altrove e soprattutto vorresti restarci per sempre". Luisa, tredici anni appena compiuti, è molto colpita dalle diverse culture che abitano il festival e dalla ricchezza di questa contaminazione. "Questo posto -chiosa- ha il respiro del mondo intero. Un respiro profondamente dolce".

Il docufilm This is Giffoni è stato realizzato secondo le indicazioni del direttore creativo Luca Apolito ed è stato seguito dal responsabile del dipartimento di produzioni video Gianvincenzo Nastasi. Migliaia le clip visionate, centinaia le ore trascorse davanti al computer per selezionare quelle di maggiore significato narrativo e vibrazione interiore. Si parte dal 1971. Dalla intuizione di un giovanissimo Claudio Gubitosi di realizzare un Festival del cinema per ragazzi per poi passare in rassegna, attraverso una staffetta temporale che mescola passato e presente, tutte le edizioni fino ai giorni nostri. Esponenti del mondo della cultura e dell'arte, della politica e della scienza scorrono sullo schermo lasciando tracce indelebili nell'animo degli spettatori. "Vedere tanta gente condividere i miei stessi posti, con le mie stesse emozioni, mi ha fortemente colpito -specifica Riccardo, classe 2006-. Questo film è autentico nel trasferire fedelmente all'esterno l'unicità di Giffoni".

"I ragazzi -gli fa eco Marta, quindici anni e tanta voglia di essere in Cittadella- rappresentano lo spirito di Giffoni. Sono rimasta particolarmente colpita nel rivedere Naya Rivera, la protagonista di Glee scomparsa da poco. Ero triste e felice allo stesso tempo". Le lacrime hanno rigato il volto anche della sedicenne Sofia: "Con i video giornalieri di Giffoni, della durata di qualche minuto, mi commuovo sempre. Questa volta non ho potuto fare altro che piangere per quasi un'ora". Nelle pieghe della memoria condivisa dei giurati si è conficcata da cinquant'anni una tenera e allo stesso tempo robusta freccia d'amore. È quel per sempre che la fantastica creatura di Gubitosi lascia in dono. Il suo seme di vita eterna. Eternamente giovane e felice. "Ho la fortuna di vivere il Giffoni Film Festival da tantissimi anni - conclude la diciottenne Paola-. Ogni anno provo emozioni forti e sempre diverse. Grazie a questo film ho potuto rivedere sullo schermo anche la mia vita. La sua parte più bella".

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