Giovedì, 25 Febbraio 2021 15:26

La crisi come opportunità: la Ri(e)voluzione di Giffoni in 120 pagine da leggere tutte d'un fiato

Centoventi pagine di sogni, progetti, idee. La Ri(e)voluzione di Giffoni è decisamente “più” di qualsiasi piano industriale, semplicemente perché Giffoni non è solo un'azienda, ma innazitutto un laboratorio di felicità e uno straordinario hub di opportunità per i giovani, le loro famiglie, il territorio, la cultura del Paese, il turismo, l'economia.

E' piuttosto un piano strategico che racconta, per slide sintetiche, gli impegni di Giffoni per il post Covid-19 nell'arco temporale che va dal 2021 al 2027. Non è un caso che il fondatore e direttore Claudio Gubitosi abbia deciso di stilarlo in un momento delicatissimo della nostra storia. La pandemia, com'è noto, ha generato più di una crisi. Parola che deriva dal greco “krisis” e indica una scelta, una decisione. “Forse il Covid-19 ha dato la spallata definitiva – scrive Gubitosi – Mi ha aiutato a intravedere uno scenario in cui l'esperienza della collettività può coincidere con una nuova purezza della vita culturale del Paese. Andiamo incontro a una nuova era di rinascimento. Vorrei definirlo proprio uno stilnovo che costerà sforzi e sacrifici, ma che svelerà uno sconfinato nuovo mondo di progettualità, di crescita, di miglioramento della vita collettiva”. All'indomani di un traguardo importante (i primi cinquant'anni di storia di Giffoni) e nel pieno di una emergenza sanitaria durissima, sarebbe stato facile accomodarsi e aspettare.

Ma “fermarsi e gioire dei traguardi raggiunti non è nelle nostre abitudini”, sottolinea Gubitosi. Di qui l'idea di una sfida che ha un obiettivo ben preciso: restituire fiducia e felicità, due concetti intimamente legati alla necessità di recuperare un patrimonio di valori condivisi, quelli che, dall'inclusione all'ecosostenibilità, dall'accoglienza all'innovazione, hanno sempre dato energia e vitalità a mezzo secolo di storia e di storie. “Le grandi opere sono sempre un fatto corale – spiega il sociologo Domenico De Masi in una delle pagine del piano – ma nascono e vivono grazie all'ideazione e alla tenacia di singole personalità creative e carismatiche, capaci di unire fantasia e concretezza per realizzare una visione assunta come missione e cocciutamente perseguita con impegno salvifico”.

Giffoni ne è l'esempio e si prepara, con l'entusiasmo di sempre, a rimboccarsi le maniche per sostenere il settore cinematografico, dialogare con i territori, fungere da guida per gli operatori della cultura che vorranno fare parte di una rete virtuosa, affiancare grandi partner pubblici e privati, entrare nelle scuole e nelle università, diffondere la cultura del green, scovare talenti e offrire loro concrete possibilità di occupazione, essere all'avanguardia nel campo dei new media, dell'enterteinment, del social impact e dell'upskilling digitale. Con un occhio vigile alle economie, al turismo, alla politica, intesa, nel senso etimologico del termine, come attenzione privilegiata alle città e alle persone che le abitano. Come descrive magistralmente lo scrittore Erri De Luca, oggi, più che dei santi, c'è bisogno dei beati: “Nei quadri in chiesa si raffigurano santi e beati. Cosa permette di riconoscere gli uni dagli altri? Facile: i santi hanno l'aureola, un cerchio chiuso intorno al capo. I beati hanno invece dei raggi che spiccano dal cranio. Oggi è tempo di questi secondi, persone che irradiano un esempio, un messaggio, un impulso”.

In questo progetto emergono, poi, due nuove grande novità: oltre al festival di luglio, a ottobre ci sarà il primo festival della nuova creatività e a novembre Verde Giffoni, che si propone di diventare la Davos dell'ecosostenibilità. E non solo.

Il piano strategico può essere consultato qui.

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Categoria: News Giffoni Experience
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