Mercoledì, 24 Febbraio 2021 16:40

ReImagine, la ricerca scientifica che parla con il cuore nel cortometraggio firmato Novartis e One More Pictures. A luglio sarà a #Giffoni50Plus

Oggi a Roma, presso la sede dell’ANICA la presentazione. Il cortometraggio sarà protagonista di un incontro in cui saranno illustrati i risultati di una survey dedicata ai ragazzi tra i 13 ed i 20 anni. Jacopo Gubitosi: condividiamo spirito e valori del progetto

Mostrare il cuore della ricerca scientifica attraverso il linguaggio dei sentimenti, il volto umano di chi mette le proprie competenze al servizio delle comunità e della salute collettiva. E’ questo il senso di ReImagine, il cortometraggio prodotto da Novartis e One More Pictures presentato questa mattina nel corso di un evento web che si è svolto a Roma presso la sede dell’ANICA. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Monica Maggioni.

Scritto da Giulio Mastromauro (vincitore del David di Donatello 2020 per il miglior cortometraggio), lo short film è diretto da Gianluca Mangiasciutti, e interpretato da Federico Ielapi (apprezzato per il ruolo di Pinocchio nella versione cinematografica di Matteo Garrone), Rocío Muñoz Morales, Brenno Placido, Lorenzo Lavia e Clizia Fornasier, tutti presenti alla digital premiere di questa mattina.

ReImagine sarà presentato il prossimo luglio nel corso di #Giffoni50Plus. Dopo la proiezione ci sarà un incontro nel corso del quale saranno illustrati i risultati di una survey, realizzata dal team di Giffoni Innovazione, che partirà il prossimo 30 maggio, rivolta ai giovani tra i 13 ed i 20 anni, con l'obiettivo di verificare il loro livello di conoscenza rispetto ai temi della ricerca che oggi, in tempo di pandemia, hanno un'importanza sempre crescente. L'azione rientra nel programma di attività per l’alfabetizzazione scientifica promosso da Novartis

Il senso ed il contenuto della partnership sono stati spiegati da Jacopo Gubitosi, managing director di Giffoni Opportunity, intervenuto alla presentazione di oggi: «ReImagine – ha dichiarato Jacopo Gubitosi - mette al centro tematiche di grandissima attualità, entrate nella vita quotidiana di tutti noi in seguito alla fase di emergenza sanitaria ancora in atto. Il corto racconta il senso e il valore della ricerca scientifica e biomedica attraverso il linguaggio del cuore e dei sentimenti, perché ciascuno di noi possa avere sempre più fiducia nella scienza e nei suoi progressi»

«È dovere di tutti – ha aggiunto Jacopo Gubitosi - proprio in una fase così delicata, riflettere sul valore e sull'importanza dello studio e della ricerca. Soprattutto se, come in questo caso, ci si pone l'obiettivo di farne emergere l'aspetto umano, il volto autentico di chi mette ciò che sa e ciò che scopre al servizio degli altri, della salute, del benessere collettivo. 

Sono valori che ci accomunano. Ed è per questo che con grande entusiasmo abbiamo deciso di sostenere questo progetto nella convinzione che solo attraverso la conoscenza sempre più approfondita e matura di questi temi potremo avere ragazze e ragazzi ancor più consapevoli e perciò responsabili».

La giornata è stata introdotta dal saluto di Francesco Rutelli, Presidente di ANICA: «In questo momento così delicato – ha dichiarato – possiamo dire che il settore dell’audiovisivo non si è mai fermato. Siamo impegnati ad aggregare soggetti soprattutto per la fruizione web di contenuti nuovi. Lavoriamo, perciò, per il cinema, per le serie tv, ma anche per tutte quelle nuove espressioni esperienziali che sempre di più caratterizzano questo settore. Vogliamo che tutta la filiera produttiva e creativa evolva, cresca, anche in questo momento. Il lavoro che si presenta oggi è l’esempio della volontà di collaborazione e di innovazione che c’è in una fase così difficile, senza che si debba rinunciare ai grandi meriti e ai grandi titoli che l’Italia vanta nel campo dell’audiovisivo».

Il senso e le finalità del progetto sono state illustrate da Pasquale Frega, Country President di Novartis: «Per spiegare le ragioni – ha dichiarato – per le quali come industria farmaceutica abbiamo inteso affidarci alle immagini di un cortometraggio per lanciare questo messaggio utilizzo tre parole chiave: fiducia, orgoglio e cultura dell’innovazione. C’è un grandissimo senso di sfiducia verso l’industria farmaceutica che vogliamo annullare. La vicenda dei vaccini di questi mesi racconta proprio il contrario. L’industria farmaceutica si è messa insieme, ha dialogato con le istituzioni pubbliche, ed in un tempo rapidissimo ha dato una risposta straordinaria. È la storia di un successo scientifico. Questa vicenda richiama l’orgoglio e dice come la ricerca abbia a che fare con le speranze dei pazienti. La salute e la scienza oggi sono entrati nelle case di tutti e questo crea un humus culturale per aprire finalmente un nuovo dialogo che deve basarsi sulla fiducia ritrovata. Oggi il diritto alla salute è costituzionalmente garantito ma non è ancora ben percepito dai cittadini. La pandemia ha aumentato la consapevolezza di ciascuno di noi ed è da qui che bisogna partire. Noi abbiamo iniziato un percorso con il MiBACT sull’alfabetizzazione scientifica. Dobbiamo impegnarci come industria ma anche come collettività nell’azione di sensibilizzazione sull’importanza della ricerca. Giffoni e la sua platea rappresentano un ambito straordinario per approfondire tutto questo. Infine la cultura dell’innovazione: in questa settimana sono stati pubblicati dati preoccupanti: solo l’1.4% del Pil italiano viene utilizzato per la ricerca, davvero troppo poco. La domanda è: perché accade questo? Perché non c’è sufficiente attenzione. Da qui la necessità di alfabetizzazione scientifica, soprattutto per i più giovani che spesso sono sfiduciati nei confronti della scienza».

Il progetto è stato affidato alla One More Pictures: «L’obiettivo di Novartis – ha dichiarato la producer Manuela Cacciamani – era quello di arrivare nel cuore e nelle case dei cittadini e hanno deciso di utilizzare l’audiovisivo. Alla base c’erano valori chiari che sono stati subito condivisi dai talent e dai partner, e tra questi non poteva mancare Giffoni. Volevamo raccontare questi valori attraverso i sentimenti, le emozioni. E mi permetto di dire che l’obiettivo è stato raggiunto perché c’è tanto cuore in questo progetto».

«Ho percepito da subito – ha dichiarato lo sceneggiatore Giulio Mastromauro – l’urgenza di Novartis, quella di voler raccontare una storia attraverso il linguaggio dei sentimenti. Tanto che in dodici ore ho scritto la storia. C’è stato un team, poi, davvero appassionato, soprattutto in un momento così delicato. Il corto riesce a raccontare una storia che nasce da sentimenti reali, autentici».

Gli ha fatto eco il regista, Gianluca Mangiasciutti: «Credo di aver reso quel sentimentalismo – ha dichiarato - che la sceneggiatura voleva. E’ stata un incontro tra razionalità e irrazionalità proprio come può essere un incontro tra scienza e cinema. Abbiamo voluto toccare le corde del cuore in maniera sincera e vera e credo che ci siamo riusciti in pieno».

Entusiasmo a responsabilità è stata espressa dal cast presente all’incontro.

«Mi sento privilegiato - ha dichiarato il protagonista, Brenno Placido - di poter far parte di questo progetto così delicato che ha a cuore il tema della salute. E’ una responsabilità che ho voluto assumermi. Il fatto di creare un incontro tra il mondo dell’industria farmaceutica e quello dell’audiovisivo rappresenta il modo migliore per abbattere la distanza che, soprattutto tra i più giovani, si sente nei confronti della scienza».

«ReImagine  - ha commentato l’attrice Rocio Morales, che interpreta il ruolo della mamma del ricercatore quando era bambino – lancia un messaggio così dritto al cuore e così importante. Lo dico da donna, da mamma, da persona che crede che ci debba essere un futuro migliore che è nelle nostre mani. Tutti noi abbiamo la responsabilità di creare futuro. Prima della pandemia la parola ricerca apparteneva a pochi. Invece oggi la ricerca è entrata nella vita di tutti noi, anche dei bambini. Ecco perché il messaggio è così forte e tra l’altro viene lanciato attraverso la potenza delle immagini, con pochissime parole, perché oggi è il tempo dei fatti, di lavorare concretamente per costruire questo futuro migliore».

Onorato di aver partecipato al progetto è il piccolo Federico Ielapi, che nel corto interpreta il ricercatore da bambino: «E’ un corto – ha detto – che senza parole riesce a dire tutto. Sono davvero onorato di aver partecipato».

«Rivedere ReImagine – ha commentato l’attore Lorenzo Lavia – mi commuove sempre. Mi viene da pensare che anche il cinema a suo modo fa ricerca.  Questa storia è nata dalla ricerca di qualcosa. In questo momento la ricerca scientifica è fondamentale. Resto sempre stupito quando vedo persone che sono scettiche rispetto al valore della ricerca. E’ una convinzione che va sradicata».

Abbattere le distanze con la ricerca, questo progetto contribuisce a farlo: «Questo nostro viaggio – ha raccontato l’attrice Clizia Fornasier - dice con forza da dove ogni cosa parta, dall’amore, dal dolore, da una perdita. Da questo punto di partenza, poi, il protagonista arriva ad essere un conquistatore. Il cinema e la scienza nascono entrambi da un sentimento e da un percorso. Speriamo che questa nostra creatura possa essere importante, soprattutto per le nuove generazioni».

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