Lunedì, 02 Novembre 2020 15:22

“Ciao Maestro”: Giffoni saluta Gigi Proietti ricordandolo sul palco del Festival nel ‘94

Se ne va un gigante del palcoscenico: Gigi Proietti, attore straordinario, colto, intelligente, amato da generazioni, ma anche una persona speciale, di una simpatia e di un’umanità travolgenti. È arrivato ad ottant'anni - li avrebbe compiuti oggi, il 2 novembre - con una storia ricca: un eterno Mandrake di Febbre da cavallo (o se preferite, Il maresciallo Rocca della tv e il Gastone teatrale) che dall'Accademia al teatro d'avanguardia, al varietà e alla tv ha attraversato oltre mezzo secolo di spettacolo italiano.

Per me non è così difficile ricordare Gigi Proietti - ha detto l’ideatore e direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi - uno di quei talenti con la “T” maiuscola che ha spaziato, senza alcuna difficoltà, dal teatro al cinema, dalla televisione al canto. Il volto e le espressioni di un grande artista, a tutto tondo, che hanno raccontato spesso vizi e virtù della nostra società. Impegnato, sarcastico, “maestro” di recitazione dotato di una voce capace di modulare in modo unico e di un’espressività totale del suo corpo. Proietti fa parte di quella generazione del talento italiano che è emersa piano piano dalla sua Roma,  sacrificio dopo sacrificio, per poi approdare al successo. A Giffoni è stato ospite nel pieno della sua carriera, nel 1994. Incredibile, quella sera sul palco c’erano due grandi personaggi: lui e Alberto Sordi, quest’ultimo presidente della giuria e in platea il regista Ettore Scola. All’improvviso Gigi volle chiamare a sé dei ragazzi e, sulle note di “New York, New York”, iniziarono a ballare e a cantare dando vita a uno spettacolo indimenticabile, una serata splendida!”.

Una carriera costellata di successi sul piccolo e grande schermo. È anche doppiatore , tra gli altri di Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman ma anche del primo Rocky e dell’amatissimo genio di Aladdin.

Lo incontravi e dopo un attimo ti sembrava di essere in famiglia: fu questa l’atmosfera che accompagnò il confronto con i nostri giurati - continua Gubitosi  - centinaia di ragazzi emozionati conobbero quello che, negli anni, si è dimostrato un vero e proprio “genio” e non soltanto per la performance al doppiaggio nel classico di Walt Disney del 1992, “Aladdin”. Gigi metteva il cuore in ogni lavoro, era capace di incantare ed emozionare anche il pubblico più giovane. Proprio nel giorno del suo 80esimo compleanno, con un colpo di teatro ci lascia un grande amico e professionista. A nome di tutto il team di Giffoni, esprimo il mio dolore e affetto verso la sua famiglia. Oggi gli artisti italiani e noi tutti perdiamo un prezioso riferimento”.

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