Martedì, 29 Settembre 2020 10:34

La cura delle idee: ai ragazzi di Giffoni Macedonia Gubitosi racconta la forza del pensiero che sfida il tempo

“Le intuizioni vanno visualizzate, capite, trasportate sul piano reale e declinate secondo il tempo. Bisogna avere la forza e il desiderio di distruggere e ricostruire. Occorre viaggiare, formarsi, imparare e poi tornare nel proprio Paese per restituire alle radici quello che ti è stato dato”. Più che una masterclass quella del direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, è un confronto schietto, occhi negli occhi seppure attraverso una webcam, per parlare ai juror di Giffoni Macedonia Youth Film Festival.

L’ottava edizione dell’evento segue il percorso già intrapreso da #Giffoni50: alla giuria composta da oltre 200 ragazzi suddivisi in tre categorie - juniors (dai 10 ai 14 anni), cadets (dai 14 ai 16 anni) e seniors (dai 16 ai 19 anni) - si uniscono gli hub macedoni ed esteri. A seguire il webinar del direttore Gubitosi, infatti, insieme ai 15 juror italiani presenti in Multimedia Valley, c’erano anche i 60 giovani chiamati a rappresentare le delegazioni di Grecia, Bulgaria, Turchia, Serbia, Romania, Croazia, Spagna, Polonia, Russia, Ucraina e Azerbaijan.

L’iniziativa è cofinanziata dall’Agenzia Nazionale per il Cinema della Macedonia del Nord, per l’Italia dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, dal Dicastero della Cultura macedone,  sostenuto dall’Ambasciata di Italia a Skopje e organizzato da Giffoni Opportunity insieme all’associazione Planet M.

Un’idea non può essere un gioco ma un’espressione della propria personalità - continua Gubitosi - ho dato 50 anni della mia vita a questa intuizione e lei, a sua volta, mi ha regalato tante soddisfazioni. Avevo più o meno 17 anni quando ho organizzato la prima edizione del festival. A quell’età le aspettative sono gigantesche: oltrepassi qualsiasi tipo di logica. Desideravo fare qualcosa di importante che mi piacesse prima di tutto e, oggi, mi definisco orgoglioso seppure non ancora soddisfatto. Quest’anno Giffoni celebra 50 anni ma c’è ancora tanto da fare: la nostra storia si chiama passato, quello che stiamo costruendo invece è il presente e il futuro dell’idea”.

Iskra, Milena, Bisarha, Sofia e Jubiza sono solo alcune delle giurate intervenute, evidenziando curiosità, riflessioni e raccontando la propria esperienza a Giffoni. E perché no, qualcuno ha colto l’occasione per chiedere consigli su come raggiungere il successo.

Non ho studiato Giffoni, è nato nel tempo e si è sviluppato edizione dopo edizione - risponde - centinaia di migliaia di ragazzi hanno trovato, in questo piccolo paese, il luogo dove conoscere, conoscersi, apprezzare la bellezza delle culture diverse, le vere amicizie, la forza dell’accoglienza e della diversità, esprimersi liberamente, essere ascoltati, poter interagire con tutti senza distinzioni. Premi Oscar e Nobel, politici, scienziati, scrittori, poeti, autorità di ogni ordine e grado: qui i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con quelle belle persone che possono, anche solo con una parola, aprire nuovi orizzonti”.

E poi il consiglio: “Per raggiungere il successo bisogna avere le idee chiare. L’organizzazione è una scienza, nulla è ammesso al caso. La costruzione di un progetto è una cosa complicata e per cui occorre passione e voglia di crescere. Questo non vuol dire non provare paura. Giffoni è parte della mia vita, se sbaglio distruggo l’identità di un’idea amata e conosciuta in tutto il mondo. Se perdo di vista obiettivi e strategie metto in crisi l’economia di tutta l’area, della mia regione che ha la leadership nel mondo in questo settore e anche di chi lavora con me. La paura fa parte del genere umano, guai a chi si sente forte. Potete immaginare quanti incontri ho tenuto in tutte le università del mondo: ogni volta preparo i miei appunti, studio, analizzo, scrivo, poi quasi mai li leggo. La paura è una protezione: è quella forza che ci spinge a bilanciare uguali e contrari”.

E a chi gli chiede cosa lo ha spinto a dare vita a Giffoni risponde: “È un mistero, un quesito irrisolto nella mia vita. La George Washington University mi ha tenuto sotto torchio due anni per capire l’origine di Giffoni, ancora oggi non c’è una risposta. Per capire quello che mi è successo bisogna lasciare da parte il mondo dei sogni ed entrare in un altro: quello delle intuizioni. All’epoca un ragazzo di provincia che aveva grandi ambizioni di crescere e viaggiare poteva farlo solo con la fantasia, con il cinema. Le intuizioni possono venire a tutti, vanno accettate e capite. Non c’è un calendario delle idee, dovete essere voi bravi a capire che quello è il tempo dove dentro di voi è nato qualcosa”.

La cerimonia di chiusura di Giffoni Macedonia è prevista per domani, mercoledì 30 settembre, quando saranno annunciati i film vincitori e verranno presentati i lavori realizzati dai ragazzi durante i workshop creativi.

Leggi anche