Lunedì, 31 Agosto 2020 17:02

Le riflessioni del direttore di Giffoni Opportunity Claudio Gubitosi: E adesso?

Mi è difficile potervi esprimere quello che provo e sento, comprese le voci di dentro, a sole 48 ore dal completamento di una prima importante parte di questo nuovo modo di vivere Giffoni.  Volevo aspettare ancora un po', per capire, rivedere anche nel mio intimo e ripercorrere la strada intrapresa per poi raggiungere, in parte, la meta. Non ce l’ho fatta. Troppe le immagini, le storie, gli incontri, le emozioni, gli sguardi, i sorrisi, le energie che hanno caratterizzato queste settimane della mia vita.

Quindi, oggi vi parlo con sincerità.

All’enorme responsabilità e peso di un tempo così difficile, che non poteva e non doveva far mancare Giffoni all’appuntamento con la storia, eccomi qui riflessivo ma felice, contento, sereno, soddisfatto e rinfrancato dai tanti segni che mi sono pervenuti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Oggi sembra quasi normale poter definire questi momenti un successo, una sfida vinta.

Lo ripeto, non è stata una sfida né ho avuto coraggio, ma solo il segno di una mia forte determinazione, sostenuta anche dalle imponenti misure di sicurezza che tutti hanno avuto modo di verificare. Non so quanti, ma moltissimi, pensavano ad un annullamento e tanti ancora hanno provato a scoraggiarmi con il loro facile scetticismo.

Qualcosa però di me ho voglia di dirvela.

Che cos’è l’amore, l’attenzione, il rispetto per i nostri ragazzi, per il mio paese, per questa idea unica al mondo, per il mio team e per il sistema culturale e cinematografico italiano e mondiale, se non dedicarsi a loro totalmente, uscire sin dal primo giorno da un lockdown mentale, condividere due mesi e mezzo di solitudine in compagnia, sostenere i deboli, i fragili, perfino quei monumenti della cultura che sembravano indistruttibili?

Questo è il senso dell’amore: donarsi, fino all’esaurimento di ogni energia.

Oggi capisco perché a maggio, quando abbiamo ritrovato in parte la nostra libertà vigilata, Giffoni è stato definito “faro nella tempesta”. Ovunque silenzio, qui voce.

Non è stato facile per me, che pur abituato a grandi sfide e con ben mezzo secolo di esperienza, caricarmi, a volte in solitudine, di questo enorme peso.

Eppure, in questi giorni, nelle tante interviste e incontri, ho sempre detto che finalmente mi sento libero e leggero.

Lascio a voi però l’analisi, credo seria e non superficiale, di questo periodo. A partire da quello strano 16 luglio, che ho voluto mantenere come segno emblematico della storia, come data in cui doveva iniziare la cinquantesima edizione. Lì invece ho voluto che iniziassero le celebrazioni del nostro cinquantennale.

Lascio alle vostre riflessioni Giffoni a Velia e poi i quattro giorni a Paestum, orma più che concreta del viaggio mistico nel mondo del pensiero che ho voluto intraprendere.

Ancora lascio alle vostre riflessioni questi dieci intensi giorni, dove un popolo in cammino è venuto a Giffoni: talenti, poeti, scrittori, rappresentanti delle Istituzioni, uomini di scienza, imprenditori, esponenti delle più importanti aziende del mondo, innovatori, costruttori di benessere e di felicità e ancora tante persone normali che sono state capaci di trasmettere grandi valori. E mi fermo qui.

E adesso, a loro il mio forte ringraziamento ed abbraccio: ai giffoner di +16, +18 e +13 e alle loro famiglie, che in tempi di paura, ci hanno affidato i loro figli, anche sotto la puntuale attenzione delle forze dell’ordine e di tutti gli addetti alla sicurezza.

Ai “grandi” della Giffoni Impact e della Next Generation di Giffoni Innovation Hub.

Lì ho provato meraviglia e stupore per la qualità, la bellezza, l’intensità, la preparazione, la capacità di stare insieme. Sono stati, dal primo momento, tra le più belle note di questa edizione.

Ai ragazzi della Masterclass Cult, che hanno seguito e partecipato ad incontri importanti per la loro formazione professionale, sempre attenti e sicuri di trovare in Giffoni visioni per il futuro.

Ai giovani della Ipsofactory che hanno rivoluzionato la comunicazione nella produzione. Sono felicissimo e non li lascerò. Presto ritorneranno a Giffoni.

Al pubblico, che la sera, anche qui in un modo nuovo, ha partecipato agli eventi nell’arena, dove si è anche cantato e ballato stando seduti e a distanza.

Alle società di produzione e distribuzione, che non sono mancate e che hanno donato le loro più importanti anteprime.

Domani pubblicherò i dati analitici e i risultati numerici di questa edizione, che spero condividerete.

Non voglio anticipare niente. Sono il risultato di una incredibile e forte attenzione anche da parte di tutti i media nazionali ed internazionali e degli innumerevoli e quotidiani servizi televisivi e radiofonici di Mediaset, Rai, Sky, LiraTv ed altre tv locali, anche di altre città d’Italia, che hanno permesso, grazie alla loro fondamentale azione, di far entrare Giffoni, nelle case di milioni di persone. Avrò modo di ringraziarli uno per uno.

Adesso uso una parola molto pesante: “miracolo”. Tecnologico ed organizzativo, per come i nostri hub, in Italia e all’estero, hanno partecipato in modo straordinariamente affettuoso ed intenso, a distanza.

È stata la prima volta ma tutto perfetto, tutto puntuale e di qualità.

Nei prossimi giorni ringrazierò anche le aziende, gli sponsor e quanti, a vario titolo, hanno sostenuto questa edizione.

Quante storie vorrei raccontarvi, ma vi prometto che presto inizierò un mio personale racconto.

E adesso a voi, a quelle meravigliose persone, centinaia di migliaia, che ci hanno seguito sui social.

Ho letto tutti i commenti. Ho visto le storie, ho partecipato emotivamente alle vostre reazioni ed emozioni.

Grazie e mi scuso se non ho potuto rispondere personalmente a tutti.

Il nostro Giffoni va avanti.

Vi voglio un mondo di bene.

 

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