Venerdì, 28 Agosto 2020 20:45

#Giffoni50, la lezione di Ernia sulla "Nuova era del Rap”

È tra i più apprezzati e seguiti rapper della nuova generazione si chiama Matteo Professione, in arte Ernia. Inizialmente il nome era Er-Nyah - nato per gioco tra i banchi di scuole alle medie, ha raccontato - e faceva parte della crew Troupe d’Elite con Ghali. Oggi è tra i più importanti esponenti della scena italiana che lo ha portato velocemente ad avere una particolare attenzione per la qualità delle sue canzoni.

Raffinato quanto un cantautore e dal sound ipnotico ed ammaliatore ama la letteratura, ma con i giffoner ha ammesso che “Scrivere è una delle cose che mi piace di meno”. L’artista milanese è in grado di catturare il pubblico sin dalle prime note grazie alle suggestioni profonde che risultano atipiche in un panorama rap & trap spesso egocentrico e maschilista o votato all’ostentazione. Con il giornalista Roberto Pavanello, si è addentrato ne "La nuova era del Rap”.  Ai giffoner, che al #Giffoni50 stanno facendo una full immersion nel mondo hip hop italiano, ha raccontato storie ed evoluzioni, e in alcuni casi involuzioni, dell’epopea rap e di quanto il mercato discografico sia totalmente concentrato su questi esponenti che hanno sostituito le tradizionali pop star, Ernia ha spiegato che “Oggi è più facile fare rap, mentre io ho fatto gavetta anche se l’esposizione avuta sin dagli inizi mi ha messo in difficoltà. Ero troppo piccolo frequentavo ancora il Liceo e l’ esperienze negative mi hanno formato”.

Oggi - ha aggiunto - c’è una bulimia nelle produzioni italiane, escono velocemente e il mercato prova ad assorbirle tanto che siamo costretti a pubblicare sempre nuove canzoni. Poi con l’avanzare dell’età si sviluppa una maturità tale che influisce anche sullo stile del rappato o di scrittura. Nella carriera di un artista ci sono più finestre che si chiudono e si riaprono, è un costante cambiamento artistico e personale”. Non si sente un rapper particolarmente solare, la sua vena scura si riflette nella musica come nella vita privata: “Ora - ha concluso - mi sento più a mio agio e riesco a fare le cose con maggiore consapevolezza e mi sento felice”.

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