Sabato, 22 Agosto 2020 20:39

#Giffoni50, Katherine Langford: “Imparerò l’italiano per incontrarvi al Festival del prossimo anno”

Katherine Langford, teen idol delle serie Netflix Tredici e Cursed (oltre al film cult Tuo, Simon), ha promesso ai giurati di #Giffoni50 d’imparare l’italiano: “Mi dispiace – ha detto la 24enne australiana – di non essere in grado di parlare la vostra lingua, ma prima di tornare dal vivo il prossimo anno al Festival m’impegnerò a studiarlo”.

Le brillano gli occhi mentre riceve le domande dagli hub in Bulgaria, Germania e Spagna e s’illumina nel raccontare l’emozione di vedere inserita la sua canzone I can be your king nella colonna sonora di Cursed: “Il tutto è nato in maniera piuttosto spontanea – parole sue – perché le riprese, inizialmente della durata di 6 mesi, si sono protratte a 11, quindi io tra un ciak e l’altro componevo musica, cantavo e suonavo la tastiera portatile che mi porto sempre dietro. Un giorno uno dei produttori della serie ha sentito la melodia e mi ha chiesto se mi fosse venuta mai in mente l’idea di scrivere qualcosa per Cursed. Ne ho parlato con il mio agente, che ne era entusiasta, e allora ho messo insieme un breve ritornello ma è piaciuto a tal punto ai dirigenti di Netflix da chiedermi di farne un singolo e allora in un paio di sedute l’ho inciso ed è finito nella serie. Ancora non ci credo, mi rende davvero orgogliosa essere riuscita a coniugare le mie due più grandi passioni, la recitazione e la musica”.

Ad una giurata che chiede un consiglio su come seguire i passi della sua carriera risponde: “Se è qualcosa che ami ed è la tua passione, non lasciare mai che nessuno ti dissuada dal perseguire il tuo sogno. Non cercare di omologarti e non lasciarti trascinare dalla corrente. Quello che ti rende unica e speciale è ciò che hai e che sei e se resti fedele a te stessa non c’è niente che tu non possa fare”. “Mi avete commossa”, ha detto alla fine, “è stato così bello trascorrere del tempo insieme”. Il saluto è stato in italiano, “Grazie mille”, dopo aver posato con il pollice alzato per uno “strelfie”, ossia selfie in streaming, con la sala.

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