Sabato, 22 Agosto 2020 09:09

Cortometraggi in concorso il 22 agosto

Ricerca della libertà, disagi, disturbi alimentari, gravidanze inaspettate, amori, immigrazione. E ancora film di animazione, grandi temi della contemporaneità, sogni e conflitti intergenerazionali sono alcuni dei temi al centro delle proiezioni di oggi. Una giornata completamente dedicata ai cortometraggi, con a seguire votazione e proclamazione dei vincitori tra i film in concorso della settimana.

Si parte alle ore 10 in Sala Truffaut dove i Generator + 16 saranno chiamati a votare per una lunga carrellata di corti. Ad aprire 90% di Jerry Hoffmann (Germany, 2019, 14’25'') che racconta la vita di Jean e della sua anoressia - o come la chiamerebbe lui, “l'incredibile sensazione di autocontrollo assoluto”, che occupa sempre più spazio. CUBAN HEEL SHOES di Julio Mas Alcaraz (Spagna, 2019, 15'): Paco e Jose sono due ragazzi che vivono in un quartiere periferico di Madrid, un luogo ostile pronto a distruggere tutti i loro sogni, costretti a condurre una doppia vita per nascondere l'inizio del loro amore e la loro passione per il flamenco. JAMILA di Sophie Vuković (Svezia, 2019, 13’2'') con Jamila concentrata sul balletto che sta provando con le amiche, la richiesta di asilo e il rischio di perdere la sua libertà.

MAMMAN di Farzad Farzaneh (Svezia, 2019, 8'): il disperato tentativo di una madre di salvare sua figlia che vive rinchiusa nella sua stanza. ROPELESS di Andrea Carrino (Italia, 2020, 9’20''): una lavanderia e migliaia di abiti bagnati sotto un sole cocente, che, però, nessuno vuole che asciughino. SCHIAVONEA di Natalino Zangaro (Italia, 2020, 15'): una piccola comunità marittima calabrese, Schiavonea, destinazione dello sbarco di diversi gruppi di migranti, ospitati nel mercato del pesce del paese trasformato in un improvvisato centro d’accoglienza. WILMA di Haukur Björgvinsson (Islanda, 2019, 20'): un ragazzo incontra per la prima volta suo padre che vive in un campo caravan e non sa che il figlio si sente una ragazza e si fa chiamare Wilma.

Sempre alle ore 10 in Sala Galileo i Generator +18 assisteranno alla visione dei corti, aperti da A DEVIL IN THE POCKET di Antoine Bonnet, Mathilde Loubes (Francia, 2019, 6'): una foresta, il silenzio e uno sparo improvviso che cambierà tutto. In un luogo remoto sette bambini sono testimoni di un omicidio. BUBE MAISES di Or Levy (Israel, 2019, 6'): Yaffa è una donna di 80 anni che rivive la sua infanzia attraverso la demenza le fa rivivere la l’infanzia attraverso cartoline. DAUGHTER di Daria Kashcheeva (Repubblica Ceca, 2019, 15'), una storia di assenza di amore e di empatia tra una figlia e suo padre. DRY SEA di Yves Bex, Bart Bossaert (Belgio, 2020, 11'): un pescatore viene lasciato solo sulla riva di un mare ormai prosciugato. Rimarrà bloccato nel passato, fino a quando una tempesta di sabbia non lo travolgerà ridefinendo il significato della sua esistenza. HOW MY GRANDMOTHER BECAME A CHAIR di Nicolas Fattouh (Libano, 2020, 9’55'') che descrive la storia di una nonna che si sta deteriorando dopo che i suoi avidi figli l'hanno abbandonata.

IRON ME di Ivan Rabbiosi (Francia, 2019, 8'45''): Pedro, un giovane sportivo, convive con un asse da stiro. Nel villaggio in cui abita tutti l'ammirano. Una notte però, tutto collassa. ON THE BEACH di Samuel Chovan (Slovacchia, 2020, 3'30''): film d'animazione 3D sugli sbarchi del D-Day che utilizza una nuova tecnica ibrida per ottenere l’effetto di un dipinto. REFLECTION di Juan Carlos Mostaza (Spagna, 2020, 11'): Clara è una bambina di 9 anni esigente e perfezionista. Nonostante i suoi sforzi, intraprende così un percorso di ossessioni e autoinganno che la condurrà a cadere in una fossa senza fondo. Un viaggio nell’oscurità in cui perderà tutto. Riuscirà ad uscirne? SURA di Jeong Hae-ji (Corea del Sud, 2020, 5'37''): è il racconto di una studentessa delle superiori e della sua migliore amica incinta. THE MIDNIGHT FREAK TRAIN di Joseph Derrick, Samuel Elphick (Regno Unito, 2019, 3'): un ragazzo solo in metropolitana sembra aver trovato la felicità e l’amore in una ragazza adorabilmente anormale. THEMES di Danijel Žeželj (Croazia, 2019, 6'27''): Un viaggio attraverso la pittura europea che si trasforma nell’assurda tragedia dell'immigrazione. TIES di Dina Velikovskaya (Germania, 2019, 8'): connessioni, una figlia lascia la casa dei genitori per scoprire il mondo, ma finisce per metterli in pericolo.

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