Mercoledì, 19 Agosto 2020 17:34

La Fondazione Accenture e la sfida dello sviluppo sostenibile: necessari tutela ambientale, inclusione e crescita economica

Come stanno rispondendo le aziende alla call to action per uno sviluppo sostenibile? È il tema al centro della masterclass Impact, affrontato dalla Fondazione Italiana Accenture con la testimonianza della Fondazione Snam. Due le tematiche che hanno stimolato la curiosità dei giffoners: mondo delle imprese e sostenibilità sociale, ambientale, economica.

“Quando le aziende parlano di sostenibilità – spiega Angela Wei di Accenture - fanno riferimento ad un insieme di tematiche: inclusione sociale, crescita economica, tutela dell’ambiente”. Perché “le aziende più attente alla società guardano al valore non solo come proprio profitto”. Il mondo delle aziende, infatti, “sta iniziando a rispondere alla call to action di sviluppo sostenibile. Ma sono ancora numerose le sfide per raggiungerlo”. Due di queste sono fondamentali: cambiamento climatico e sfruttamento delle risorse naturali. Wei passa in rassegna una serie di esempi di aziende virtuose, come la Apple che punta da un lato a compensare il 25% di emissioni e, dall’altro, a ridurre il 75% delle emissioni. Un altro esempio è Patagonia, azienda californiana di abbigliamento outdoor che riduce la dipendenza dalle risorse naturali definendosi “in business to save our home planet”. Altre aziende investono, invece, sulla inclusione sociale. È il caso della Nike e della sua nuova campagna contro il razzismo lanciata dopo l’uccisione di George Floyd, ma è anche l’esperienza di Unilever e del suo Progetto Shakti: un piano che mira a favorire l’imprenditorialità delle donne in zone rurali, dall’India a Paesi come Nigeria e Colombia.

Come possono i giovani dare il loro contributo? Lo spiegano Cecilia Ferri e Simona Torre parlando del concorso, promosso dalla Fondazione Accenture, Youth in Action for Sustainable Development Goals. Un progetto che nasce dalla consapevolezza del potenziale trasformativo dei giovani nell’Agenda 2030 e con l’obiettivo di “stimolare questi ultimi per produrre pensieri strutturalmente orientati alla sostenibilità”, spiega Torre. A confermare la bontà del progetto è Angela Melodia della Fondazione Snam, partner dell’iniziativa. Che racconta: “Partecipare a Youth in action per noi è un’occasione per essere vicino ai giovani, capire cosa pensano, conoscere le loro idee e i temi per loro importanti. Ogni anno vediamo tantissime idee valide e giovani di talento”. Giovani che, in qualche caso, vedono trasformato il loro stage in lavoro: “Integrarli nella nostra organizzazione fa parte della nostra strategia di innovazione – continua Melodia - Lo stagista che ha vinto una delle edizioni passate del concorso fa ancora parte del nostro team”.

Nella sala Blu, anche la testimonianza di Loris, membro del team vincitore della categoria Lavazza. Grazie a un progetto legato alla produzione del caffè e all’idea di una membrana utile per purificare l’acqua e reinserirla nel circuito di produzione, il team ha potuto fare un viaggio in Colombia, dove Lavazza tiene progetti di sostenibilità.

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