Giovedì, 02 Aprile 2020 13:27

Oggi su “la Repubblica” l'intervista al direttore Gubitosi: "Il mio Giffoni sarà il festival della rinascita"

Pubblicata sull'edizione odierna de la Repubblica un’intervista, a firma della giornalista Ilaria Urbani, riservata al direttore di Giffoni OpportunityClaudio Gubitosi. L’articolo, dal titolo “Il mio Giffoni sarà il festival della rinascita", vuole rimarcare ancora con più fermezza la voglio di unione e condivisione che in questi giorni sta contraddistinguendo ogni iniziativa portata avanti dal team. Ecco di seguito il testo dell'intervento pubblicato stamane:

«Ci prepariamo ad affrontare un nuovo mondo. Giffoni non è solo un festival, ma una community di ragazzi sparsi in 53 paesi». L'emergenza non ferma Claudio Gubitosi e il suo team del festival internazionale per ragazzi. In prima fila il fondatore e direttore del Giffoni Film Festival ogni giorno insieme al suo gruppo in smart working tra Napoli, Campania, diverse regioni italiane e paesi all'estero, programma l'edizione del cinquantennale #Giffoni50. Il festival, consacrato nel 1982 da François Truffaut e reso noto da star come Robert De Niro, è previsto dal 16 al 25 luglio. «Il festival per ora è confermato - spiega Gubitosi - Certo, nulla sarà più come prima, stiamo pensando a un nuovo modo di stare insieme e di condividere il nostro amore per cinema. Sarà un nuovo modo di vivere l'esperienza collettiva. Una nuova filosofia di vita. Per questo, Giffoni partirà da Velia dove Parmenide fondò la sua scuola di pensiero, la Scuola Eleatica. I protagonisti saranno nonni, medici, infermieri e le persone più colpite da questa tragedia». Il festival, ideato da Gubitosi a Giffoni Valle Piana nel 1971 tra le colline e gli alberi di nocciole nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è stato citato come esempio dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia: «Lo spirito di Giffoni è quello che serve all'Italia per ripartire». Gubitosi commenta: «Sono grato al presidente, sono d'accordo con lui, dopo l'emergenza servirà un Piano Marshall. Noi saremo pronti a schiacciare il tasto "play", rispettando le norme. Siamo in contatto con le major e le case di produzioni, per le anteprime.
I nostri selezionatori, intanto, stanno vedendo tanti film. Se il festival si farà o meno dipende dalle autorità scientifiche, dalla Regione e dal comune di Giffoni. Se la regola, per esempio, sarà vedere un film in 300 in una sala da 600 posti, ognuno a metro di distanza, si farà così. Saremo il primo evento pubblico della ripresa, il Festival di Cannes è stato rinviato, molte anteprime slittate.
Sento la grande responsabilità di migliaia di ragazzi che vogliono rivedersi e scoprire la bellezza del cinema e dell'amicizia». Per l'edizione 2020, che festeggia mezzo secolo, il tema scelto è la Terra. L'immagine è una rivisitazione della Scuola di Atene di Raffaello, realizzata dall'artista salernitana Federica D'Ambrosio. «È bellissima questa Beatrice che porta la Terra in mano ai saggi, che rimette al centro la Natura, l'ambiente e ci fa vedere quello che dovrà essere il nuovo Rinascimento culturale, dobbiamo cambiare i nostri ritmi, capire cosa è necessario e cosa no. La mia preoccupazione ora è tranquillizzare migliaia di giurati, i ragazzi che non vedono l'ora di uscire di casa». Il festival ha lanciato il talk web "#GiffoniAUnMetroDaTe": i giffoners, giovani giurati ambasciatori della rassegna, raccontano come vivono il periodo di isolamento. «Sto sentendo anche i giurati in Erasmus, in Gran Bretagna, Svezia, Spagna, Danimarca, sono impauriti - riflette Gubitosi - per loro Giffoni è un punto di riferimento. Stiamo raggiungendo oltre un milione di persone con i contenuti del sito. Abbiamo programmato masterclass a distanza con Domenico De Masi, Elena Sofia Ricci e altri talenti: Giovanni Allevi, Alberto Angela, Fedez e Chiara Ferragni, Marco D'Amore Roberto Saviano e Zerocalcare». Gubitosi sta facendo anche incontri via Skype con i direttori dei maggiori festival italiani, a partire da quello della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera. «L'isolamento ha portato ad un piccolo miracolo - dice - metterci in rete tutti. Ho parlato con Barbera, poi con tanti, da Ruggero Cappuccio, ai direttori di Alice nella città, di Benevento Città Spettacolo, di Sottodiciotto di Torino, con Chiara Valenti Omero, presidente dell'Afic, Associazione dei festival italiani di cinema. Chissà perché non lo abbiamo mai fatto prima...».

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