Venerdì, 20 Marzo 2020 14:50

Il Valzer n.2 di Shostakovich risuona in Italia e all’estero, dai giffoners arriva l’inno alla rinascita

C’è una luce che non smette di brillare. E lo fa con gesti semplici, ma pieni di amore e passione, capaci di attraversare qualsiasi distanza. I giffoners restano a casa ma uniti dalla stessa melodia che ogni anno incarna la gioia e l’energia del Festival, tra battiti di mani che si incontrano all’unisono.

L'appuntamento - a una decina di giorni dai blocchi che hanno chiamato a un atto di responsabilità, riscrivendo le abitudini di ognuno di noi - non è nelle piazze o nei parchi, ma su balconi, terrazze e finestre. Alle 18.30 di ieri sera (giovedì 19 marzo) tutti affacciati, ognuno per sé ma insieme, sulle note del Valzer n.2 di Shostakovich (la sigla del Giffoni Film Festival). E il risultato è una melodia, la stessa per ogni quartiere e città, che attraversa le regioni da Nord a Sud, con panorami e interpretazioni che cambiano a seconda delle longitudini. Tra i tetti della capitale vibrano le note, a Torino c’è chi si lancia in interpretazioni al violoncello, a Cittanova scorrono le foto del festival mentre la musica continua a farsi spazio. A Giffoni spuntano sassofoni, flauti, pianole e le performance dei giffoners non presentano stonature, ma solo tanto affetto per un’idea che continua a tenerli uniti. Le note di una viola si propagano da un soggiorno, mentre in un’altra stanza è una ragazza dai capelli biondi a dipingere mentre il valzer continua a risuonare. E come non emozionarsi alla vista di un bambino di quattro anni che suona un tamburo con i cucchiai? O davanti a due jurors di 10 anni alle prese con un’esecuzione a quattro mani al pianoforte? C’è anche chi balla, magari con poca disinvoltura e pestando qualche piede, ma che importa? Quando c’è l’amore si perdona anche quello. No, non è una serie tv. È la voglia di andare avanti, riempiendo gli spazi di questa attesa per stare meglio, tutti. Per questo i balconi d'Italia, oltre che rumorosi, ora sono anche più colorati: ai lenzuoli arcobaleno che già ieri si auguravano “andrà tutto bene”, si aggiungono le t-shirt simbolo dei jurors di Giffoni indossate con orgoglio.  

E, alle 18.30 in punto, solitario dalla finestra della Multimedia Valley, anche il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, ha voluto affacciarsi, dando il via alle note di Shostakovich che hanno inondato il paese, tra gli applausi dei cittadini sporti ai balconi. Un messaggio di speranza che fa eco, fino ad arrivare anche in Polonia, Spagna, Francia, Inghilterra, Macedonia del Nord, Albania, Canada, Svezia, Stati Uniti (solo per citare alcune nazioni che hanno risposto all’appello). Migliaia di stories che, ieri, sui social hanno saputo commuovere, dando vita e forma a forti emozioni. I video andranno a comporre un racconto audiovisivo che verrà presentato, durante la 50esima edizione del Giffoni Film Festival, per rivivere insieme uno dei momenti più intensi della nostra storia.

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