Martedì, 10 Marzo 2020 10:26

Addio a Max Von Sydow, l'icona di Bergman

E' venuto a mancare un grandissimo attore svedese: Max Von Sydow, protagonista, tra gli altri, di ben undici film del regista Ingmar Bergman. Nessuno dei due è stato fisicamente a Giffoni, ma la loro cifra stilistica ha segnato profondamente la storia del festival, oltre che quella del cinema. Il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi, ha avuto il merito di averli fatti conoscere al pubblico che negli anni Settanta frequentava una rassegna d'essai al cinema Valle, oggi chiuso.
Tutto questo fu possibile grazie a un’agenzia di distribuzione pubblica italiana, l’Italnoleggio Cinematografico, emanazione dell’Istituto Luce e di Cinecittà, che vantava un catalogo straordinario di film quali “Il settimo sigillo”, “La fontana della Vergine”, “Come in uno specchio”, “Luci d’inverno”; “L’ora del Lupo”; “Passione”, “La vergogna” e “Il posto delle fragole”.
Fu proprio quest’ultimo a spingere Gubitosi a denominare il nuovo “Giardino degli Aranci” in Piazza, come “Il posto delle favole”.
Max Von Sydow, protagonista principale di tutti questi film, era nato a Lund, città a sud della Svezia. Un’altra straordinaria coincidenza. Lund, città di 140.000 abitanti e con oltre 50.000 studenti universitari, è tra le più innovative d’Europa.

“Noi, grazie a Giffoni Innovazione, e alla intuizione e tenacia di Luca Tesauro, abbiamo costruito una forte partnership con l’università ed un vero e proprio hub creativo – racconta Gubitosi -  Il padre di Max era professore proprio in questa università. L’amore, l’affetto per il cinema nordico, che segna in modo forte e determinante la storia di Giffoni nei suoi primi trenta anni, la quantità ma soprattutto la qualità di produzioni e di autori sempre attenti ai temi dell’infanzia e della adolescenza, mi spinse a dedicare una storica rassegna a Giffoni durante l’edizione del 1992, denominata “Il Dolce Vento del Nord”. Sappiamo tutti che il vento del nord non è poi così mite, ma era proprio un contrasto tra il clima freddo e il calore struggente dei loro film. Fu l’apoteosi e vennero a Giffoni i migliori registi, già presenti a Giffoni negli anni precedenti, come Lasse Hallstrom. Nel 92 l’ampia rassegna fu dedicata a talenti come Nils Malmros, Bille August, Birger Larsen, Svend Wam, memorabile con il suo film “Lakki”, e il grande Soren Kragh Jacobsen con lo splendido film “The boy of St. Petri” Per organizzare la rassegna mi recai a Stoccolma – continua il direttore di Giffoni Opportunity - grazie alla collaborazione dello Swedish Film Institute. Avevamo una forte intesa con tutta la rete nordica. A Stoccolma gli amici svedesi mi accolsero, e sostennero in un modo che ancora oggi mi emoziona. Il secondo giorno ero chiuso in una piccola saletta di proiezione, molto strana poiché vedevo poltrone con microfoni, campanelli ed altro, e mi chiedevo a che cosa servissero. Poi mi dissero: “Sei seduto sulla poltrona che ha utilizzato Bergman quando doveva vedere il lavorato dei suoi film ancora incompleti.” Volevo svenire. Dal mare guardavo in lontananza, quasi per trasmettere un messaggio a Bergman, che dagli anni 60 si era trasferito su una piccola isola del Mar Baltico, appartenente alla Svezia: Faro. Non potevo però non colmare questo vuoto di talenti legati a Bergman, appartenenti ormai al patrimonio di tutti. Ci riuscii nel 1990. Sotto il cielo di Giffoni arriva una delle più belle e luminose stelle: Liv Ullman, altra grande attrice di Bergman con “Sinfonia d’autunno”, “Scene da un matrimonio” e “Sussurri e grida”. Quanti bei ricordi, soprattutto non pubblici parlando di Bergman. Un’ultima curiosità: il film Islandese “Movie Days” di Fridrik Thor Fridriksson del 1994 e realizzato per il centenario del cinema, mi ispirò a dare lo stesso titolo alla rassegna che ormai ha 26 anni, dedicata alle scuole”.

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