Lunedì, 02 Marzo 2020 10:00

Gorbačëv e le ore che cambiarono Giffoni: il premio Nobel, ospite del festival nel ’97, raccontato in occasione dei suoi 89 anni

“Questo non è un luogo comune”: è forse la frase più adatta a descrivere gli uomini e le donne che hanno accompagnato, negli ultimi 50 anni, l’evoluzione di Giffoni. Premi Oscar e Nobel, politici, attori, registi, protagonisti di epoche diverse, capaci di raccontare il mondo a migliaia di ragazzi riuniti in una piccola area dei picentini. Il 2 marzo, in occasione di un anniversario importante, l’89esimo compleanno del premio Nobel Michail Gorbačëv, non si può fare a meno di ricordare la sua visita al Giffoni Film Festival nel 1997.

La presenza dell’ex presidente sovietico a Giffoni fu fortemente voluta dal direttore Claudio Gubitosi: “All'epoca della perestrojka - ricorda - il suo volto era molto popolare, Gorbačëv appariva tutti i giorni in televisione e sui giornali. Mi accorgevo quanto la sua immagine colpisse la fantasia dei ragazzi e decisi che dovevo averlo al mio festival. Il palco di Giffoni è dei giovani ai quali abbiamo sempre cercato di dare speranze e sicurezze. In questo senso la sua presenza è stata un'ulteriore occasione per spiegare ai ragazzi i grandi eventi del nostro tempo”.

E il 23 luglio del ‘97, Michail Gorbačëv arrivò a Giffoni Valle Piana accompagnato dalla moglie Raissa. Ad accoglierlo, oltre a un pubblico numerosissimo accorso da ogni angolo della provincia e della regione  Campania, i giovanissimi giurati della ventisettesima edizione. Una folla emozionata e incredula, capace di trasmettere tutto il calore di un paese pronto ad abbracciare una figura chiave di quel tempo.

Subissato dalle domande e le curiosità dei giovani sulle opere cinematografiche preferite, Gorbačëv si espresse così: “Potrei parlarne fino a domani. Amo molti italiani, Mastroianni, Sordi, la Muti... E amo i russi. Ho un ritratto di Tarkovskij a casa mia, me lo ha dato la vedova, per ringraziarmi di quanto abbiamo fatto per valorizzare le sue opere. Mi piace anche il cinema americano, ma spesso pensa più al commercio che ai valori umani”. E continuò: “Non ho mai pensato a un film ispirato ai miei libri, ma se dovesse succedere sarei felice di essere premiato dai ragazzi di Giffoni. Qui c’è la gioia e la spontaneità del mondo”. Enorme l’amore per la cultura e l’arte dimostrato dall’ex presidente sovietico: “La letteratura, il teatro, il cinema sono le più grandi passioni che abbiamo in famiglia: la più esperta è nostra figlia Irina. In genere sono lei e Raissa che scelgono cosa guardare, ma mi convincono facilmente”.

Con questo piccolo ricordo, Giffoni Opportunity vuole cogliere l’occasione per augurare buon compleanno a Michail Gorbačëv. Un uomo fondamentale: “senza di lui il muro di Berlino non sarebbe mai crollato”, come ama ricordare Gubitosi. “Se il vento di cambiamento non avesse iniziato a spirare dal Cremlino – aggiunge il direttore – la Perestrojka, quella rivoluzione gentile che ha consentito di cambiare le sorti dell’Europa e del mondo, non sarebbe mai diventata realtà. Con Gorbačëv anche Giffoni è cambiato. Furono ore intense, il suo volto incrociava la curiosità dei ragazzi, stimolava la loro voglia di libertà, di capire le cose, difficili e a volte oscure, che stanno dietro gli equilibri geopolitici. A 23 anni da quell’incontro, il nostro pensiero non deve fermarsi al ricordo. Deve ribadire la necessità di testimoniare sempre e comunque il bisogno di libertà come esigenza insopprimibile dell’essere umano. Giffoni, luogo di pace, sarà sempre testimonianza di questi valori”.

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