Martedì, 18 Febbraio 2020 14:01

A lezione di diritti umani con Movie Days e Amnesty International

Che cosa si intende quando si parla di diritti umani? Quanto è difficile, ancora oggi, garantire che vengano rispettati? E quali sono i pregiudizi duri a morire? Se ne è discusso questa mattina nell'ambito del nuovo appuntamento dei Movie Days che ha visto protagonisti nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di Giffoni Opportunity, tantissimi baby alunni della scuola primaria Don Milani di Giffoni Valle Piana; degli istituti comprensivi di Roccapiemonte, di Montecorvino Pugliano, di Serino di Battipaglia e di Roccapiemonte, plesso Sei Casali. In compagnia di Chiara Pacifici e Flavia Citton di Amnesty International, da tempo al fianco di Giffoni, i ragazzi hanno approfondito la storia e il valore di alcuni diritti fondamentali, come lo studio o il voto, confrontandosi sulla paura del diverso da sé che, quasi sempre, finisce con il generare violenza e soprusi.

Chiara e Flavia hanno spiegato agli studenti l'importanza delle campagne di Amnesty, ricordando le sue origini, che affondano le radici nel 1961, quando l'avvocato inglese Peter Benenson lanciò dalle colonne del quotidiano londinese The Observer, un appello per l'amnestia. Il suo articolo, intitolato “I prigionieri dimenticati”, fu scritto per chiedere la scarcerazione di due studenti portoghesi, rei soltanto di aver brindato alla libertà in riferimento all'indipendenza del regime coloniale portoghese, durante il periodo del regime dittatoriale di Antonio de Oliveira Salazar.

Eppure il diritto alla libertà non avrebbe bisogno di battaglie”, dice dalla platea Alessandra. Ma nulla è semplice come sembra. Basti pensare, hanno ricordato le due attiviste, che solo nel 1946 le donne italiane hanno avuto la possibilità di esprimere la propria preferenza dando il loro contributo alle urne elettorali. “Una cosa inaccettabile – è il commento di EduardoUomini e donne dovrebbero avere la parità su tutto. Non mi piacciono le persone che credono che le donne debbano restare a casa a crescere i figli. Di questo possono occuparsi anche gli uomini e dividersi i compiti”. Inevitabile in riferimento a Eleanor Roosvelt e alla Dichiarazione universale dei diritti umani: tutti gli uomini nascono liberi e uguali, tutti hanno libertà di pensiero e di espressione, tutti sono uguali davanti alla legge e possono chiedere asilo. Tutti hanno il diritto alla vita. Tutti hanno diritto all’istruzione e a realizzare una vita degna. Tutti, proprio tutti. Al di là della religione, della razza e del sesso e al di là dello Stato in cui vivono.

Non bisogna diventare vittime della discriminazione – ha sottolineato il piccolo Mariosiamo tutti esseri viventi, animali compresi e dobbiamo rispettare l'ambiente”. Fondamentale il richiamo alla paura che in questi giorni si sta trasformando in psicosi a causa del contagio da Coronavirus: “Un mio compagno di classe è cinese, ma è nato in Italia. Ora i suoi nonni sono bloccati in Cina e lui è tanto triste. Vorrei fare qualcosa per aiutarlo. Sono stupide le persone che scappano di fronte a chi ha il colore della pelle diverso dal nostro”. Chiara e Flavia hanno poi invitato i ragazzi a ragionare sull'importanza di avere coraggio e di difendere le proprie idee, citando l'esperienza di Malala Yousafzai, l'attivista pakistana vincitrice del premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per il diritto all'istruzione per le donne, bandito con un editto dai talebani a Mingora.

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