Martedì, 11 Febbraio 2020 21:08

Safer Internet Day: Federica diventa testimonial per Giffoni Opportunity

E' stata Federica la protagonista indiscussa del Safer Internet Day ospitato presso la sala Galileo della Multimedia Valley e fortemente voluto da Giffoni Opportunity, dalla Polizia postale e dall'Associazione nazionale magistrati.  Circa 200 ragazzi dell’Istituto Comprensivo “F.lli Linguiti” di Giffoni Valle Piana, della Scuola Secondaria “Nicola Monterisi”, dell’Istituto Comprensivo “Giacinto Vicinanza” e del Liceo Scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno, hanno preso parte alla simulazione di un processo penale, nell'ambito della giornata internazionale sulla sicurezza in rete, che vede, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, incontri, workshop e dibattiti promossi sul territorio nazionale, dedicati al contrasto al cyberbullismo, fenomeno sempre più diffuso e che interessa particolarmente i giovanissimi.

Oggi Federica ha 19 anni. Sei anni fa ne aveva 13. Ed era un'adolescente come tante. Per conquistare qualche follower in più, accetta la richiesta di amicizia di un uomo che dirà di avere 34. Anche se all'anagrafe ne ha dieci in più. Piovono like, messaggi. Federica si sente lusingata dalle attenzioni di un ammiratore che sembra volerle bene e interessarsi a lei. Poi il salto dalla vita virtuale a quella reale. Ciro (nome di fantasia) le chiede un incontro. La ragazza accetta. I due, entrambi residenti nell'Agro nocerino, si danno appuntamento in un centro commerciale di Pompei. Ma è qui che il gioco si trasforma in un incubo. Ciro la bacia, la palpeggia, nonostante le sue rimostranze. Lei scappa via, comprende che le intenzioni dell'uomo sono altre e realizza di essersi ficcata in un guaio. Tenta di svicolare, di chiudere le comunicazioni. Niente. Lui, ossessionato e ferito probabilmente dal rifiuto, continua a molestarla. La segue attraverso le storie social: una volta la raggiungerà a Vietri sul Mare dove la ragazza era andata a trascorrere una giornata con un'amica della madre. Il clima diventa teso, asfittico. Federica ha sempre più paura ma non sa come liberarsi di lui. Ciro, da buon confidente affettuoso, si è trasformato in un carceriere: la ricatta, perché sa che la 13enne non vorrebbe mai e poi mai che la storia saltasse fuori e che i suoi genitori ne potessero venire a conoscenza. In cambio del silenzio le chiede foto e video, rendendole la vita insopportabile.

Una spirale infernale, ricostruita grazie a Tiziana Santoriello, giudice, a Francesca Fittipaldi, pubblico ministero, all’avvocato Simona Onesti, parte civile per il Centro Antiviolenza, Linea Rosa, Spazio Donna, e all’avvocato Arianna Santacroce, difensore dell’imputato. Di fronte alla platea degli studenti va in scena un processo vero e proprio, che si apre con l'ingresso dell'imputato ammanettato e della giovane vittima che si nasconde il volto con la visiera di un cappellino. Le domande sono incalzanti, il ritmo è più veloce di quello delle vere aule di giustizia, ma rende perfettamente l'idea. Federica ricostruisce con lucidità quello che le è capitato e ricorda il giorno in cui una sua insegnante, avendo percepito il suo malessere, la invita ad aprirsi. La ragazza vuota il sacco tra le lacrime. La docente la rassicura e le dà la forza di parlare con i familiari e di sporgere denuncia. Il resto è storia processuale, con Ciro che viene condannato a nove anni di reclusione.

Quando abbiamo deciso di proporre a Federica questo progetto eravamo scettici – ricorda l'ispettore della polizia postale Roberta ManzoTemevamo che rivivere quei momenti potesse farle del male. Invece ha accettato con grande coraggio, dicendoci che la sua speranza era che altri suoi coetanei non si trovassero nelle condizioni in cui lei è stata costretta a vivere per diverso tempo”. Ad aprire la giornata, i saluti dello strategy manager di Giffoni Opportunity Jacopo Gubitosi che ha ricordato come una delle mission fondamentali del festival sia l'educazione, la formazione e la tutela dei giovani. Messaggio rilanciato da Piero Indinnimeo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, che ha voluto fare un appello ai ragazzi: “Ricordate che la vita virtuale è più pericolosa di quella reale. Non conoscete i vostri interlocutori, siete all'oscuro della loro identità. Per questo è fondamentale essere attenti e prudenti”.

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