Mercoledì, 29 Gennaio 2020 13:22

“La stella di Andra e Tati”: ai Movie Days il cortometraggio d’animazione sulla Shoah che fa riflettere allievi e docenti

Continua la 25esima edizione dei Movie Days, la rassegna cinematografica dedicata alle scuole del territorio organizzata da Giffoni Opportunity. Enorme l’emozione questa mattina, nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema, per “La stella di Andra e Tati”, il primo cortometraggio d’animazione sul tema della Shoah. Il film, per la regia di Rosalba Vitellaro e Alessandro Belli con i disegni di Annalisa Corsi, è prodotto da Rai Ragazzi, diretta da Luca Milano, insieme alla società Larcadarte e con il sostegno del Ministero dell’Istruzione. Presenti alla proiezione gli alunni delle scuole “Don Milani” e “Fratelli Linguiti”, entrambe di Giffoni Valle Piana, e dell’istituto paritario "Infanzia Serena" di Salerno.

L’opera, della durata di 26 minuti, narra la storia di due bambine che si intreccia con il racconto, ambientato ai giorni nostri, di alcuni ragazzi in visita ad Auschwitz. Alessandra e Tatiana Bucci, ebree italiane di Fiume, avevano solo 6 e 4 anni quando, il 29 marzo 1944, vennero deportate ad Auschwitz insieme alla madre, alla nonna, alla zia e al cuginetto. Scambiate per gemelle dal dottor Mengele, le ragazze riuscirono a sopravvivere alle prime selezioni nel campo di concentramento e furono portate nel Kinderblock, la baracca dei prigionieri che venivano destinati agli esperimenti di eugenetica. “Appena arrivate al campo – ricorda oggi Tati – ci fecero indossare vestiti grandi e sporchi. Poi ci marchiarono con il numero che ancora oggi portiamo sul braccio. E che non abbiamo mai voluto cancellare”. A lei fu tatuato il numero 76484, alla sorella il 76483. Furono l’incoscienza dell’età, il grande amore reciproco e il fare affidamento sulla loro unione le risorse che permisero alle bambine di proteggersi dagli orrori del campo di sterminio. Grazie anche alla compassione di una guardiana del lager, le bambine riuscirono a sopravvivere e vennero liberate il 27 gennaio 1945. Dopo una permanenza prima a Praga e poi in Inghilterra, si riunirono con i genitori.

“Il film mi è piaciuto molto. Mi ha fatto capire che nella vita non ci sono solo cose belle, ma anche cose molto brutte e che queste fanno comunque parte del nostro percorso”. Ha commentato Chiara, 9 anni. Roberta, 8 anni, ha aggiunto che “La storia insegna quanto sia sbagliato maltrattare le persone, perché siamo tutti uguali, nonostante le differenze. Hitler ha fatto una cosa bruttissima, soprattutto verso chi non aveva nessuna colpa.”

Il corto ha portato i giovani spettatori a riflettere sul tema della memoria, a partire dal concetto di diversità: un aspetto che gli studenti hanno ritenuto essere fondamentale anche nella questione del bullismo, riuscendo quindi a comprendere, attraverso una problematica a loro più vicina, una delle pagine di storia più difficili da spiegare e tramandare.

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