Lunedì, 20 Gennaio 2020 10:54

100 anni di Federico Fellini: il genio del cinema raccontato dal direttore Gubitosi

Sono passati 100 anni dalla nascita di uno dei più grandi registi italiani: era il 1920 e a Rimini veniva alla luce Federico Fellini. Un genio del cinema, scomparso a Roma nel 1993, lasciando un’eredità immensa di arte e creatività, in grado di ispirare generazioni diverse.

Negli anni ’70 non era solito, almeno per me, classificare una persona come ‘genio italiano’ - racconta il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi - Certamente alcune grandi figure della nostra storia culturale come Giotto, Dante, Michelangelo, Leonardo fanno parte di questa categoria. Soltanto col tempo ho capito che questa definizione era consona anche per Federico Fellini, l’uomo che ha saputo raccontare i sogni, le prospettive oniriche della nostra esistenza, lo spaccato complesso e duro della società”.

Candidato 12 volte al Premio Oscar per la sua attività da cineasta, gli è stato conferito nel 1993 l'Oscar alla carriera. Ha vinto inoltre due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

Sono tormentato dal fatto che durante il mio percorso con il festival non sia mai riuscito a mostragli il mondo sognante di Giffoni, in modo particolare negli anni ’70 e ’80 - continua Gubitosi - Avrebbe potuto conoscere personaggi veri nel mio paese, scorgere i palazzi di una periferia, apprezzare la semplicità dei gesti, immergersi nelle campagne, toccare i volti dei miei concittadini, sudati ma generosi. Negli anni ho avuto il privilegio di una bella corrispondenza fra me e lui, attraverso la sua storica assistente Fiammetta Profili. Ci scrivevamo spesso io e Federico, sentivo il bisogno di raccontargli ogni cosa che mi accadeva, cercando di convincerlo sempre a fare un salto a Giffoni, a vivere un luogo diverso da quello patinato e noto degli altri festival. Non ci sono riuscito, ma le sue lettere fanno parte della mia storia e di quelle di tutti”.

E anche se Fellini non vedrà mai Giffoni con i suoi occhi, saranno quelli di sua moglie a vivere a pieno la magia di un luogo unico nel suo genere: “Fu Giulietta Masina ad accettare il mio invito - continua il direttore - ricordo ancora quel momento: era un incanto, qualcosa impossibile da raccontare. Parlammo tanto di Federico e di quanto la sua poetica avesse influito sulla mia vita, in particolare di due suoi film che mi hanno più degli altri emozionato. Certamente il “Satyricon” è un’opera che mi ha scosso nel profondo. Soltanto un istrione come Fellini poteva essere capace di raccontare il testo a frammenti di Petronio Arbitro, trasportando gli spettatori in un vero e proprio viaggio onirico nel mondo di Encolpio, Ascilto, Gitone e degli altri protagonisti del romanzo. Le raccontai anche del film che più mi ha commosso, formato, emozionato e segnato, “‪La Strada”. La poesia qui si fa cinema in un percorso tracciato da sogni, delusioni e speranze”.

Un’icona del cinema italiano che ha ancora tanto da dire: “Oggi celebriamo la nascita di un genio che va riscoperto, approfondito e fatto amare anche ai più giovani - conclude Gubitosi - Dal profondo del nostro cuore, auguri Federico”.

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