Giovedì, 21 Novembre 2019 15:10

A proposito della Giornata Mondiale dei diritti dei bambini

Riportiamo il testo del direttore di Giffoni Opportunity Claudio Gubitosi pubblicato su Il Mattino di oggi.

Sono passati 30 anni dall’adozione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che per la prima volta ha riconosciuto i bambini come aventi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. Il 20 novembre si è festeggiato in tutti gli angoli del mondo (e precisamente in 190 Paesi) la Giornata Mondiale dei diritti dei bambini, poiché è grazie all’adozione e ratifica di questo documento che non solo godono dei diritti fondamentali, ma sono protetti e tutelati. E il 20 novembre l'idea di Giffoni, un progetto che dei bambini e dei ragazzi ha fatto, fin dagli esordi, la sua principale missione, ha compiuto cinquant'anni. Una casualità? Di sicuro il 20 novembre è una data da segnare sul calendario. Per riflettere. Pur apprezzando infatti una celebrazione così importante, qualche domanda va posta. Chi è contrario a che i bambini abbiano da mangiare? Chi si opporrebbe alla loro scolarizzazione? Chi non sarebbe ferito dal saperli in pericolo, o peggio vittime di violenza? Chi non farebbe tutto quanto è in suo potere per vederli sorridere? Le risposte sembrerebbero scontate.

Eppure, stando ai dati di Save the Children, oggi nel mondo un bambino su cinque vive ancora in aree di conflitto e almeno 27 milioni di sfollati a causa della guerra non possono più andare a scuola. Più di un miliardo vive in contesti di povertà e 120 milioni di ragazze, praticamente una su dieci, sono state vittime di stupro. Per non parlare di milioni di bambine senza identità, scippate della possibilità di scegliere, defraudate del loro futuro in nome di assurde discriminazioni culturali e religiose. E' evidente che non siamo pronti a fare il salto che i ragazzi ci chiedono, a tutelarli con azioni concrete, sempre e dovunque. A tradurre su un piano di realtà le parole e gli intenti, seppure lodevoli. Per questo Giffoni Opportunity ha scelto, già cinquant'anni fa, di accoglierli, includerli, renderli protagonisti. Certamente non è ancora abbastanza e per questo ci impegniamo sempre di più. E rivendichiamo con forza che si arrivi, finalmente, a stilare una Carta dei doveri degli adulti. Perché siamo tutti responsabili, ma ognuno di noi può provare a migliorare il mondo, proprio come recita il nostro claim.

Non sono contrario alle celebrazioni, ma a queste devono seguire dei fatti. Meno convegni, meno dibattiti, meno chiacchiere, più progetti capaci di dare risultati. Negli anni ho assistito alla nascita di tante organizzazioni pubbliche e private. Tutte vocate alla salvaguardia dei bambini. Per non parlare degli osservatori, che si sono riprodotti ovunque e velocemente. E poi? Che succede? Nulla. Per questo, d'accordo con il mio team, abbiamo deciso di non pubblicare niente sui nostri social. Perché noi i ragazzi li viviamo ogni giorno. Ogni giorno. Ecco, per rendere concrete le idee, ritengo sia necessario un impegno quotidiano, come quello profuso nelle aree più disagiate del pianeta da associazioni come Unicef, Save the Children, solo per citarne alcune. E dalle tante associazioni locali che ogni giorno, fin dal mattino, agiscono nelle periferie italiane per assicurare i principali e vitali diritti.

Come quello che molte volte opera la scuola, rendendo i giovani consapevoli dei propri diritti, oltre che dei propri doveri. Come quello, straordinario, della Fondazione con il Sud, che ha fatto del contrasto all'impoverimento culturale la sua bandiera di cui tutti possiamo e dobbiamo andare orgogliosi. In uno degli ultimi incontri a cui ho preso parte, espressamente dedicato a queste tematiche, azzardai a dire che l'Italia era diventato il Paese dei guardoni che osservano senza però agire. Ne sono convinto e sono pronto a ripeterlo altre cento, mille, milioni di volte, alle istituzioni e ai vertici dell'Onu, chiamati ad un atto di responsabilità: una Carta dei doveri per gli adulti. Da rispettare ogni giorno. Siamo stanchi delle celebrazioni che durano ventiquattro ore. Di fronte a tematiche così potenti, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare. Sempre.

Claudio Gubitosi

Ideatore e direttore di Giffoni Opportunity

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