Giovedì, 11 Aprile 2019 11:09

“È tempo di tornare in sala, sostenere il cinema e dimostrare di amarlo”: la masterclass di Andrea Lattanzi ai Giffoni Movie Days – San Donà di Piave

Ospite della terza giornata anche lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet, che ha ribadito quanto la passione dei giovani vada valorizzata e non sottopagata

Appuntamento questa sera alle 20:30 all’Auditorium Da Vinci con Luca Ward, Claudio Gubitosi e Pietro Lombardo per il workshop “Sulle spalle dei giganti – Storie di uomini e donne che hanno cambiato la storia”

Bisogna credere nei propri sogni, avere un proiettore negli occhi per immaginare quello che si vuole. Mai fermarsi alle porte sbattute in faccia, né lasciarsi influenzare dalle critiche. Andate sempre avanti, questo vale per qualsiasi lavoro, dall’attore al meccanico”. Un confronto alla pari quello tra il giovanissimo attore Andrea Lattanzi - protagonista di “Manuel”, film d’esordio del regista Dario Albertini - e gli studenti presenti alla terza giornata dei Giffoni Movie Days – San Donà di Piave.

Un dialogo schietto e senza riserve: “Il cinema dà l’occasione di concentrarsi su di sé - spiega ai giffoners - entri in una sala e, per poco più di un’ora, puoi dedicarti del tempo senza distrazioni. È importante sostenerlo perché sta morendo: è un po’ quello che sta accadendo al pianeta, stiamo distruggendo ciò che ci circonda e nessuno ne parla”. E incalza: “Una volta il cinema era completamente nostro, un mezzo di comunicazione potentissimo che non possiamo permetterci di perdere. Bisognerebbe darsi una mano, dara più spazio alla promozione dei trailer anche in televisione. Sicuramente anche iniziative come i CinemaDays testimoniano che il pubblico ha ancora tanta voglia di vivere la sala”.

Tante le curiosità dei ragazzi sul suo debutto sul grande schermo, suggellato proprio da “Manuel”: un diciottenne, appena uscito da un istituto per minori privi di sostegno familiare che, per la prima volta, assapora il gusto della libertà. Sua madre Veronica, chiusa in carcere, vorrebbe tanto tornare indietro e ricominciare, ma per farlo dovrà chiedere al ragazzo di garantire per lei, assicurandosi così gli arresti domiciliari. Un adolescente che si ritrova ad essere adulto senza mai aver avuto un punto di riferimento, anzi, dovendo diventare lui stesso responsabile di chi avrebbe dovuto proteggerlo e sostenerlo.

“C’è molto di mio in Manuel - confessa - è un personaggio molto forte, dovrà fare il triplo della fatica per ottenere ciò che vuole. Mi è servito trascorre del tempo in casa famiglia, ho imparato tutto quello che potevo. Alcune delle storie che ho ascoltato sono agghiaccianti: bambini abbandonati totalmente alle loro fragilità. Ho visto ragazzi passare da uno stato di tranquillità all’aggressività, anche solo per una parola sbagliata. La scena in cui sfondo la porta è uno dei momenti di vita quotidiana che ho visto lì dentro. I ragazzi non vedono l’ora di uscire dalla case famiglia – continua – c’è una sorta di festeggiamento al termine del tuo percorso. Basti pensare che Dario, il regista, all’inizio voleva come protagonista un “vero Manuel”, un giovane che era appena uscito dall’istituto, ma a lui non interessava mettere in scena la sua vita. Non voleva rivivere tutto quello che aveva trascorso, voleva solo vivere: andare avanti”.

Prodotto dalla BiBi film di Angelo e Matilde Barbagallo con TIMVISION Production, il film è il sequel ideale della “Repubblica dei Ragazzi”, il documentario con cui Albertini ha descritto le fasi di autogoverno in una comunità. A fare da cornice una periferia che potesse rappresentare qualsiasi angolo del mondo: “Era un non luogo - spiega Lattanzi - mi ha aiutato tantissimo l’atmosfera: eravamo a Civitavecchia d’inverno e non c’era nessuno in giro. In quel momento mi sentivo davvero come Manuel: ero solo e questo mi ha aiutato tantissimo a entrare nella parte”.

Un’opera che vuole essere un racconto di formazione asciutto e diretto, attentissimo a scansare le trappole dell’emotività e dedicato ai Manuel di tutte le periferie: quelli che, nella vita, “devono fa’ er doppio della fatica”, se non “er triplo”.

“Inizialmente c’erano notti che non dormivo – dice Lattanzi - avevo l’ansia per le riprese. “Manuel” mi ha aiutato tantissimo, ha cambiato il mio punto di vista, il modo di approcciarmi al lavoro. Ho più forza e più carattere, so quello che posso fare e quello che invece è meglio evitare, sempre con umiltà e piedi a terra. La determinazione è la cosa più importante, soprattutto per voi che ora vi state formando: ponetevi obiettivi ben definiti”.

Non sono mancati i consigli per chi volesse seguire le sue orme: “Se volete fare l’attore per soldi cambiate lavoro, fatelo per passione, quelli magari un giorno arriveranno, ma l’unica cosa che vi deve spingere è l’amore per questo lavoro”.

Tanti anche i progetti futuri: “Sono molto contento di tutto quello che mi sta succedendo - ammette – Ho appena finito di girare “Letto numero 6”, l’opera prima di Milena Cocozza, prodotta dai Manetti Bros. Si tratta di un film completamente diverso da “Manuel”, protagonista insieme a me Carolina Crescentini. Altro esordio a cui ho partecipato è “Palazzo di Giustizia” di Chiara Bellosi e poi c’è un’altra cosa in cantiere che speriamo vada presto in porto”.

A chiudere la giornata lo psichiatra e scrittore, Paolo Crepet: “Bisogna avere fiducia nei giovani, nel loro talento e nelle loro passioni - afferma durante la masterclass aperta alla cittadinanza di San Donà - nel mondo del lavoro i ragazzi, che si sentono sfruttati in quanto sottopagati, non si appassionano a nulla. Dovrebbero cambiare questo Paese e per questo, da parte loro, servono atti di rottura. Devono diventare come Marlon Brandon: incazzarsi! I ragazzi che si impegnano con passione vanno premiati, vanno fatti emergere, vanno valorizzati. Perché la passione è il minimo comune denominatore della vita”.

Questa sera, inoltre, nell’ambito del ciclo di incontri dedicati a ragazzi e adulti “Invent For You”, in programma il workshop “Sulle spalle dei giganti – Storie di uomini e donne che hanno cambiato la storia” con l’attore e doppiatore Luca Ward e il dottor Pietro Lombardo, a cui parteciperà anche il direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi: appuntamento alle ore 20:30 presso il Centro Culturale Leonardo Da Vinci di San Donà di Piave.

Last modified on Giovedì, 11 Aprile 2019 11:15