Lunedì, 26 Novembre 2018 14:44

“A Gijón cinema, allegria ed energia positiva”, ecco il racconto dei giffoners tornati dalla Spagna

I due giffoners Giuseppe Bertolini e Francesco De Sio hanno preso parte alla giuria ufficiale della 56esima edizione del Gijón Film Festival, che si è tenuto nella città asturiana dal 16 al 24 novembre scorso. La rassegna – suddivisa in nove sezioni competitive e tra le più importanti in Spagna – è nata con l’obiettivo di promuovere l’industria cinematografica del paese. Il viaggio è stata un’occasione, per Giuseppe e Francesco, anche per scoprire le meravigliose bellezze artistiche, architettoniche e culinarie di Gijón, e il loro appassionato diario di viaggio, scritto day-by-day, è un racconto a quattro mani ricco di colori, sapori e sfumature.

16 NOVEMBRE
Sono le ore 8:00 quando ci dirigiamo all’aeroporto di Napoli per salire sull’aereo che ci porterà verso il divertimento… Che l’avventura abbia inizio! Durante il volo per Barcellona abbiamo avuto modo di conoscerci a vicenda, e una volta giunti a destinazione abbiamo deciso di girare la città. Scesi a Plaza de la Catalunya abbiamo assaggiato un tipico piatto spagnolo: la paella, e il caso ha voluto che la cameriera del ristorante fosse di Verona. La nostra voglia di avventura era incontenibile, così dopo aver fittato delle biciclette abbiamo raggiunto l’imponente Sagrada Familia. Non contenti, decidiamo di pedalare ancora due chilometri fino a un’altra opera celebre di Gaudì, Park Güell. Tornati in Plaza de la Catalunya posiamo le bici, e prendiamo metro e autobus: se il buongiorno “si vede dal mattino”, questo aveva i presupposti per essere il viaggio più divertente della nostra vita (piccolo spoiler: lo è stato!). Atterriamo a Gijón poco prima di mezzanotte, e quando abbiamo visto un signore con un foglio sul quale erano scritti i nostri nomi ci siamo sentiti davvero speciali! Stanchi ma felici disfiamo le valigie e dritti sotto le coperte.

17 NOVEMBRE
Nonostante le “ore piccole” ci siamo alzati presto, e dopo aver fatto colazione, in attesa delle 17:00 (primo film in programma) abbiamo fatto una passeggiata sul lungomare spettacolare di Gijón, scoprendo che perfino durante le belle giornate invernali si pratica moltissimo il surf. Siamo andati a mangiare in un ristorante chiamato “El Jamonar”, e anche se eravamo titubanti, dopo aver superato la difficoltà iniziale dello spagnolo abbiamo mangiato un piatto a dir poco speciale: la fabada, una zuppa di fagioli insaporita con due tipi di salami e carne. Dopo un altro piccolo giro per la città ci siamo recati al teatro Jovellanos, dove abbiamo conosciuto gli altri membri della “young jury”, che come noi dovranno guardare i film e decretarne il migliore. Le prime opere in concorso ci sono sembrate molto particolari, anche se di difficile interpretazione. Dopo un hamburger al volo siamo andati a fare un giretto per capire meglio le abitudini dei nostri coetanei spagnoli. Nel quartiere storico di Cimadevilla abbiamo conosciuto dei ragazzi del posto, con cui abbiamo parlato in inglese, cosa non frequentissima in questa regione.

18 NOVEMBRE
La giornata, dopo una sostanziosa colazione, comincia presso la Escuela de Comercio, una bellissima struttura vicino al Teatro Jovellanos, dove abbiamo visto il film “Hotel by the river”
. A pranzo optiamo per una paella (che dobbiamo ammettere era meno gustosa rispetto a quella assaggiata a Barcellona!), e dopo un po’ di palestra e qualche giro in bicicletta andiamo a seguire due proiezioni, che abbiamo apprezzato di più rispetto ai film precedenti sia per la trama sia per la regia magistrale. In una città stranamente deserta decidiamo di tornare in albergo, ancora carichi e pieni di entusiasmo.

19 NOVEMBRE
Questa giornata è stata ricca di avventure
: dopo esserci preparati siamo usciti in fretta e furia per la proiezione delle 9:00 alla Escuela de Comercio. Terminato il film, e dopo aver pranzato presso la “Taberna del piano”, decidiamo di incamminarci verso il Teatro Laboral con le biciclette. Non avremmo mai immaginato fosse così lontano! Ci abbiamo impiegato circa un’ora, e una volta dentro ci siamo trovati di fronte a uno spiazzo enorme, reso unico dalla presenza di una torre di 117 metri, tra le più alte della Spagna. Il complesso, in realtà, è un’università ed è stato designato Patrimonio dell’Umanità nel 2016: all’interno del piccolo teatro presente abbiamo visto il film. Stanchi e un po’ infreddoliti ci interroghiamo sul come ritornare in albergo: prendiamo un autobus insieme ad altri ragazzi della giuria, ma… avevamo le biciclette con noi! Un po’ demoralizzati, quindi torniamo pedalando verso il centro. Tempo di mangiare qualcosa, e via col prossimo film in gara presso il teatro Jovellanos.

20 NOVEMBRE
Ci svegliamo entrambi con mal di gola e raffreddore, ma non sarà questo a fermarci! Alle 9:00 andiamo alla Escuela de Comercio per una proiezione, e decidiamo di rilassarci per il resto della mattinata. Dopo aver mangiato qualcosa prendiamo un bus insieme ad altri giurati e raggiungiamo lo “Yelmo Cinema”, per vedere i cortometraggi in concorso, e il Teatro Jovellanos per un lungometraggio. Tornati in albergo, dato la sveglia presto della mattina seguente, ci mettiamo a dormire.

21 NOVEMBRE
Inizia il penultimo giorno di Festival. Dopo la colazione in albergo ci dirigiamo alla “Escuela de Comercio” per la prima proiezione della giornata, “Contares de una rivolucion”. Dopo un po’ di palestra andiamo al ristorante “Jamonar”, per poi raggiungere lo “Yelmo Cinema”, dove guardiamo due sessioni di cortometraggi. E tra un corto e l’altro stringiamo amicizia e chiacchieriamo con gli altri ragazzi e ragazze della giuria. Dopo essere tornati in centro ceniamo alla “Taberna del piano”, per poi dirigerci al Jovellanos per l’ultima proiezione della giornata. Dopo esserci cambiati in albergo scegliamo di fare due passi e incontriamo un ragazzo della provincia di Salerno, che si trova a Gijón per l’Erasmus!

22 NOVEMBRE
L’ultimo giorno di Festival è una giornata triste ma allo stesso tempo che non vediamo l’ora di affrontare! Dopo la colazione andiamo alla “Escuela de Comercio” dove ci aspettano due proiezioni consecutive, “Tarde para morir juven” e “Jara”. Finite le due proiezioni (non sono state totalmente gradite dalla Young Jury) ci dirigiamo direttamente al ristorante “La taberna del piano”, e da qui partiamo per una lunga e rilassante passeggiata in bicicletta lungo il pulitissimo e rasserenante lungomare cittadino. Dopo questa lunga passeggiata ci dirigiamo verso il Jovellanos, sede dell’ultima proiezione del Festival. Si susseguono sempre più velocemente per noi le immagini di “Wildlife” e ci rendiamo subito conto che il Festival è quasi ufficialmente finito. Manca solamente la cerimonia finale, che si terrà il 24 novembre, però purtoppo, la gran parte del “lavoro” è terminato. Dopo l’ultima proiezione ci dirgiamo in una caffetteria con i responsabili della Young Jury e i nostri “colleghi” giurati per decidere quale, secondo noi, sarà il film vincitore. Ci apprestiamo, così, a trascorrere quelle che alla fine possono essere considerate tra le tre ore più interessanti della nostra permanenza nell’accogliente Gijón, quelle in cui ci confrontiamo con le opinioni degli altri giurati e con il loro punto di vista. Dopo la discussione decidiamo di andare al” Jamonar” per una fabada, al termine della quale, come sempre, proviamo una sensazione di soddisfazione non indifferente. E visto che la zona di Cimadevilla dovrebbe essere movimentata, perché il weekend si avvicina, andiamo a fare un giro in centro. Insieme ad altri due ragazzi spagnoli passiamo delle ore molto allegre e interessanti: i nostri nuovi amici si rivelano ragazzi simpaticissimi e aperti. Ormai stanchissimi, non rinunciamo comunque alla passeggiata serale sul lungomare, dove accompagnati dal profumo di salsedine, dalla tranquillità e serenità conferita a noi dalle sonore onde marine e della vicinanza con il mare, giungiamo in un batter d’occhio in albergo, rigenerati dalla splendida atmosfera notturna.

23 NOVEMBRE
Apriamo gli occhi. E’ mattino. Ore 9. Facciamo colazione e decidiamo di andare in palestra per una lunga e intensa attività fisica. Terminata la doccia, ci dirigiamo subito a mangiare al “Jamonar” ristorante situato a due passi dall’albergo, consapevoli di dover prendere una decisione su cosa fare fin dal primo pomeriggio e, presi dallo spirito di avvenuta, consapevoli di avere due giorni liberi a disposizione da sfruttare al meglio, decidiamo di chiedere informazioni e recarci a Oviedo, capitale della regione delle Asturie! Ci rendiamo subito conto dell’incredibile organizzazione presente in Spagna, e grazie agli ottimi collegamenti impieghiamo pochissimo tempo a dirigerci verso la stazione degli autobus “Ansa”, presso la quale i pullman diretti verso la maggior parte delle città iberiche (a distanze non proibitive) partono con ogni 15 minuti. Incredibile! Ovviamente tra le mete disponibili vi è anche Oviedo. Giungiamo a destinazione in circa 30 minuti, e, appena arrivati nella capitale, chiediamo informazioni ad alcuni passanti. Veniamo subito colpiti dalla incredibile disponibilità, gentilezza, e pacatezza degli abitanti, spagnoli, caratteristiche comuni a tutti le persone del luogo fino ad ora conosciute. Diventati oramai “ricchi” di informazioni sulla cittadina, decidiamo di andare in centro, visitare la cattedrale e passeggiare circondati, in modo alternato, dalla bellezza dei palazzi caratteristici del nord della Spagna e dalle innumerevoli zone verdi della città, fino a quando giungiamo a un bar nel quale assaggiamo un’ottima sangria, una prelibatezza spagnola a base di vino e frutta che non avevamo ancora assaggiato. Verso le 20:00 torniamo nella nostra amata Gijón, e in albergo cerchiamo di recuperare le energie. Alle 23:00, infatti, andiamo a fare una passeggiata, perché in Spagna gli abitanti hanno orari completamente posticipati rispetto alle abitudini italiane. Ci dirigiamo verso la zona di Cimadevilla, zona come sempre molto affollata e piena di giovani. Ci immergiamo letteralmente nel divertimento. Conosciamo persone di età diverse, con personalità totalmente di verse: questi sono i vantaggi di vivere in una società come quella spagnola, che per quanto conosciuta e vissuta, ci risulta essere libera dai pregiudizi e dalla paura di essere giudicati, specialmente tra i giovani. Siamo convinti di aver trascorso, a Cimadevilla, quella sera, alcune tra le ore più divertenti della nostra vita, conoscendo persone che ci hanno sorpreso in maniera completamente positiva per la loro apertura intellettuale e sociale. Non rinunciando alla passeggiata notturna sul lungomare torniamo in albergo, pronti per affrontare quello che sarà il nostro ultimo giorno completo di permanenza in Spagna.

24 NOVEMBRE
Siamo purtroppo consapevoli che stiamo per trascorrere il nostro ultimo giorno qui a Gijón. Decidiamo di fare l’ultima passeggiata mattutina sul lungomare, e come le mattine del weekend precedente, veniamo invasi dalla positività, dall’allegria, dall’energia positiva che gli spagnoli, intenti a passeggiare con i propri animali, fare jogging o surf, trasmettono e sprizzano da tutti i pori. Quanta positività, che popolo meraviglioso! Cerchiamo di farla durare il più possibile, ma per via del languorino provocatoci dall’aria di mare, siamo “costretti” ad abbandonare l’amata costa per dirigerci verso la zona centrale, dove, oramai sopraffatti dalla fame, raggiungiamo la “Taberna del piano”. Consumiamo l’ultimo piatto, che, questa volta, sorprendentemente, non è una fabada, bensì un’altra specialità asturiana a base di peperoni. Stanchi per via della lunga passeggiata mattutina decidiamo di recarci in albergo per ricaricare le batterie ed essere pronti prima per la cerimonia di chiusura, nel tardo pomeriggio, e poi per la entusiasmante ultima serata in terra iberica. Verso le 6:30 giungiamo a “Teatro Jovellanos”, dove, insieme agli altri membri della young jury, ci apprestiamo a vivere l’ultimo atto del magnifico festival: le premiazione dei film vincitori e la cerimonia di chiusura. Terminata la premiazione, che ha visto premiato dalla young jury il film “Mug”, ceniamo e andiamo alla festa organizzata dal festival presso il “Centro de Cultura Antiguo Instituto”. E’ incredibile come i giovani siano in grado prima di passare del tempo agevolmente tra le persone considerate parte dell’”elite” cittadina, poi di essere circondati dai coetanei in un fast-food, per tornare, infine, a essere parte di quell’elite, senza sentir minimamente alcuna differenza e alcun problema di adattamento. Dopo la festa organizzata dal direttore del festival, durante la quale, accompagnati da gradevole musica abbiamo avuto l’opportunità di degustare alcuni tipi di formaggi e vini locali, ci dirigiamo a Cimadevilla, pronti per affrontare le nostre ultime ore notturne in territorio spagnolo. E’ quasi inutile menzionare quanto siano state intense queste ore: divertimento allo stato puro. Divertimento. Nessun’altra parola puo’ descrivere in modo più adatto la serata, che ci è passata davanti in un batter d’occhio, tra vari gruppi di ragazzi, tutti interessati e attratti dal nostro modo di fare “italiano” e dal nostro modo di adattarci ai costumi e agli usi spagnoli. E’ inutile dire che a fine serata, stremati, esaurite le riserve di energia, decidiamo comunque di affrontare la nostra ultima passeggiata notturna sul lungomare, che questa volta, proprio perché caratterizzata dall’essere ultima, è risultata rilassante ma allo stesso tempo anche amara.

25 NOVEMBRE
Invasi dalla tristezza ci alziamo, facciamo colazione, e iniziamo a preparare le valigie. Le nostre ultime ore in Spagna sono caratterizzate dall’angoscia e dall’amarezza causata dall’imminente partenza, ma allo stesso tempo dalla consapevolezza di aver appena trascorso un’esperienza - detto senza mezzi termini - unica. Il volo è stato il momento più nostalgico della giornata, alimentata da tutti i nostri ricordi dell’esperienza appena terminata. Tanti sono stati gli episodi di cui abbiamo parlato durante il viaggio, che ci è sembrato brevissimo. Giunti all’aeroporto di Napoli, ci rechiamo subito in macchina, stanchi (e, dobbiamo ammetterlo, con un’indescrivibile voglia di cibo italiano!) 21.30. E’ questo l’orario in cui dobbiamo salutarci, consapevoli di aver vissuto insieme dei giorni che faranno per sempre parte della nostra memoria e che hanno fatto nascere un rapporto di amicizia che difficilmente terminerà. Grazie Giffoni per questa incredibile esperienza!

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