Lunedì, 16 Maggio 2016 11:59

Mezzogiorno Economia, l'intervista al direttore Claudio Gubitosi

Da Mezzogiorno Economia del 16 maggio 2016.

L'intervista. «Alla rassegna si affiancherà la tv. Così nascerà presto il polo dei games»

Il patron del Festival: «Per il 2016 giunte decine di migliaia di richieste Ma la Regione ci ha tagliato 1,5 milioni. De Luca ci restituisca i fondi» «Venti start up sul mercato delle industrie culturali» «La struttura produce all'anno duecento giornate di attività».

 

Claudio Gubitosi, ideatore e direttore artistico del Giffoni Film Festiva, una «best practive». Qualche anticipazione sull'edizione 2016, dal 15 al 24 luglio? 

«Le star saranno tante. Ma i protagonisti saranno sempre migliaia di bambini, ragazzi e giovani con le loro famiglie. Quest'anno abbiamo battuto ogni record: decine di migliaia di richieste per 4.150 posti disponibili. C'è un desiderio di Giffoni infinito, che ha saputo miscelare cultura e industria della cultura. Sono 46 anni che si ripete questa migrazione culturale durante la quale migliaia di ragazzi escono dai loro siti virtuali e naturali per approdare in una delle più belle piazze del mondo. Una gioventù in movimento capace di emozionare calibri come Meryl Streep, Orlando Bloom, Nicolas Cage, Richard Gere, e tutto il sistema cinematografico, televisivo e culturale italiano».

Che accoglienza ha la formula del Giffoni all'estero?

«Lavorare con i ragazzi e per i ragazzi è un eterno moto perpetuo. Ogni generazione, in questi 46 anni, ha trovato la propria identità, senza mai dimenticarsi dell'esperienza vissuta. Negli anni la vivacità di Giffoni è stata seguita con attenzione e ammirazione in Italia e all'estero. Qualche volta hanno tentato di riproporre la formula senza riuscirci. Qui migliaia di ragazzi sono stati adottati dalle famiglie creando un ponte tra culture diverse. Un'ospitalità diffusa, che solo il Sud sa esprimere. Andare oltre i confini regionali e osare anche la sfida internazionale non é stato difficile. Dagli anni '80 dove Giffoni ha portato per la prima volta la sua idea all'estero, partendo da Berlino, non si contano le nazioni dove questo progetto è ormai di casa. 8 anni a Los Angeles, 7 in Australia e così la Campania creativa è stata ammirata. A Doha, in Qatar, abbiamo non solo collaborato alla nascita di un festival ma anche prestato parte del team per formare gli organizzatori. Da quest'anno, se riusciamo ad avere più risorse, incentiveremo la nostra presenza all'estero. Siamo già forti nell'area dei Balcani, in Brasile, nel Golfo, non vedo l'ora di riaprire i contatti con l'Iran, nostro storico partner degli anni '80. Altre 20 nazioni aspettano le nostre decisioni. Tutto ciò, al di là del valore culturale, dei benefici che apportiamo a centinaia di migliaia di giovani, promuove la nostra regione in termini di sviluppo turistico».

In due recenti volumi Lei annuncia l'apertura di un corso di laurea in Scienze della Comunicazione Digitale nonché di un festival di prodotti e programmi televisivi. Di che si tratta?

«I due volumi sono un percorso che fa capire che cosa è e sarà Giffoni. Oltre il festival siamo tra i più vivaci nell'innovazione tecnologica, nella produzione, nella formazione. Al Giffoni Cinema si affiancherà Giffoni TV, il nuovo dipartimento dedicato alle famiglie, l'ingresso nelle altre discipline delle arti e della cultura. Nascerà il polo dei games. Siamo presenti nelle più importanti università d'Italia e d'Europa. Corsi universitari dedicati alla comunicazione digitale e alla direzione degli eventi culturali non possono che creare benefici a tutto il sistema regionale e nazionale. I fondi pubblici debbono essere vissuti come investimento e come tale restituiti con gli interessi».

L'area è oggi polo d'attrazione dell'industria cinematografica, grazie alla Giffoni Multimedia Valley e alla Cittadella del Cinema.

«Il Comune di Giffoni Valle Piana ha ricevuto finanziamenti per oltre 120 milioni. Grazie alla spinta del nostro brand sono stati riesumati dall'oblio monumenti e centri storici. 20 anni fa la Cittadella del Cinema, a fine anno sarà inaugurata e aperta la prima parte di Giffoni Multimedia Valley. Il lavoro di questi anni è servito a trascinare insieme al nostro brand l'intera area Picentini, circa 110.000 abitanti. C'era ben poco prima. Adesso b&b, ristoranti, centri sportivi, fanno parte di una rete a sistema che ha fatto crescere il Pil e dato fiducia agli investitori. Dal 2017 al 2020 a Giffoni nasceranno 20 startup, che daranno lavoro a centinaia di giovani, creando nuove opportunità di business nel mercato delle industrie creative, culturali e digitali. La Multimedia Valley sarà un open living hub».

La Regione ha stanziato 6 milioni per Giffoni: come vanno i vostri bilanci, dopo un periodo di difficoltà finanziarie?

«Il periodo non è superato. Paghiamo promesse non mantenute degli anni passati. Il problema sono i tempi, dall'assegnazione degli investimenti all'erogazione. Sono quasi tutti fondi provenienti da linee europee e statali che richiedono gestione, tempistica e percorso molto faticosi. A ciò si aggiunge, spesso, la mancanza di liquidità della Regione che aggrava a dismisura ogni buona intenzione. Il ritardo provoca crisi a ricadute. I progetti come Giffonihanno bisogno di tempi certi e risposte sicure. Giffoni è stato promosso dalla Commissione Europea sui controlli come esempio virtuoso. 6 milioni possono sembrare tanti. Ma sono insufficienti per una struttura con 60 collaboratori fissi, oltre 200 a progetto e che produce oltre 200 giornate di attività durante l'anno in Campania, Italia e all'estero. Non capisco come mai con questi risultati siano stati tagliati quest'anno 1.500.000 euro, nel 2015 erano 7.500.000. Spero che il Governatore De Luca e il suo team ne prendano atto e che quello che ci è stato tolto ci venga con urgenza riassegnato».

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