Lunedì, 23 Gennaio 2023 11:57

“Edith, una ballerina all'inferno”: dall'anteprima internazionale al Giffoni Film Festival al simbolo della Giornata della Memoria 2023

Il film, ispirato alla vita di Eva Eger sopravvissuta alla Shoah, dopo l’anteprima a #Giffoni2023 sarà in prima serata RAI il 27 gennaio

È stato riconosciuto con l’Impact Award al Giffoni Film Festival (anteprima internazionale a luglio 2022), ora “Edith, una ballerina all’inferno”, prodotto da Violet Moon e MoKa, raggiunge un altro prestigioso traguardo: la prima serata Rai nella Giornata della Memoria, il prossimo venerdì 27 gennaio. L’opera, infatti, andrà in onda su Rai Scuola alle 20.00, nella ricorrenza dedicata al ricordo della Shoah.

Liberamente tratto dalla storia di Edith Eva Eger, ballerina ungherese sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti (e in particolare ad Auschwitz), il film porta la firma di Emanuele Turelli (autore e sceneggiatore), di Marco Zuin (regista), di Lorenzo Pezzano (direttore della fotografia), con la partecipazione in qualità di main actor di Marco Cortesi e Mara Moschini, già noti al pubblico per “Ruanda”, “Il muro” e la serie “Green Storyteller”. L’idea di sviluppare la storia della giovanissima Edith in un film è di Riccardo Viviani e Claudia Ziliani, rispettivamente direttore organizzativo e produttore esecutivo di Violet Moon.

Il film ripercorre le vicissitudini di una sedicenne ungherese (ancora in vita, autrice del best seller “La scelta di Edith”) dalla segregazione razziale nell’Ungheria occupata dai nazisti, alla persecuzione per motivi ideologici e religiosi, fino all’arresto, nel 1944, preludio per la deportazione verso il complesso concentrazionario di Auschwitz. Dalla vita “libera” e un’infanzia passata fra gesso di punta e sbarre di danza, agli accadimenti di un’adolescenza sempre in salita. Dal sogno di esibirsi all’Opera di Budapest, allo squallore di una baracca del settore femminile di Birkenau. Dalla vita spensierata di una bambina sognatrice, alle marce della morte, fino al momento della liberazione, che per Edith e la sorella Magda arriverà miracolosamente in un sottocampo di Mauthausen, quando furono estratte da un cumulo di cadaveri da due soldati americani, il 4 maggio del 1945. Edith riuscirà a salvarsi e salvare il suo gruppo di deportate grazie alla sua passione per la danza, l’unico appiglio allo status di essere umano e non di “pezzo” come era invece nei progetti del nazismo. Grazie a quella passione, la protagonista (magistralmente interpretata dalla diciassettenne Viola Turelli, ballerina al suo esordio nel settore cinematografico) troverà il coraggio di danzare di fronte al terribile Mengele (Romeo Tofani), guadagnando cibo aggiuntivo per le lei e le compagne. Emozionante la colonna sonora originale (composta da Daniele Gozzetti) con suoni e atmosfere che ricostruiscono quelli dei “bandelli” di deportati anche noti come “l’orchestra di Auschwitz”, attiva nel celebre lager della Polonia occupata dal 1941 al 1945.

L’obiettivo della produzione è ben espresso dall’autore: “Nel teatro come nel cinema – spiega Emanuele Turelli - possiamo raccontare molte storie emozionanti ed efficaci, ma quelle che vale realmente la pena raccontare sono le storie vere che possono contribuire a migliorare un po’ il mondo di chi le ascolta o le vede e quella di Edith è una storia con queste caratteristiche. È il grande contributo che gli artisti di ogni arte danno all’ambito della Memoria e della crescita sociale delle comunità”.

“Sono felice che la Giornata della Memoria venga ricordato con un film presentato e premiato a Giffoni - commenta il direttore generale, Jacopo Gubitosi - è un orgoglio anche per la nostra Impact! che, per prima, ha potuto ammirare la validità e l’importanza di questo film, premiando Edith con il riconoscimento più prestigioso di questa sezione. Dopo il festival, grande è stato il successo attribuito da stampa e critica all’opera, non ultimo il traguardo della messa in onda in prima serata su Rai Scuola che conferma la validità di questo lavoro in cui, da subito, abbiamo creduto”.

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