Mercoledì, 30 Dicembre 2020 17:51

“Un Giffoni Ficarra e Picone Film Festival? Noi siamo pronti”. Il duo comico si racconta nell'ultima giornata di #Giffoni50 – Winter edition

Un Giffoni Ficarra e Picone Film Festival, da tenersi ogni anno, per una settimana. A proporlo, tra una battuta e l'altra, è stato lo stesso irriverente duo comico che della “sicilianità” ha fatto la sua arma vincente.

Ospiti del web show di giffonilive.it, nell'ultimo giorno di #Giffoni50 – Winter edition, si sono confrontati con i ragazzi tra una battuta e l'altra. Il film che li vede nel duplice ruolo di attori e registi, Il primo Natale, è stato oggetto di più di una domanda posta dai giffoner.

La storia ambientata a Rocca di Mezzo Sicula sembra aver infatti conquistato i cuori di tantissimi. “Fare i registi è un po' come essere attori – ha spiegato Valentino Picone – Per me la macchina da presa è un attore a tutti gli effetti”. La trama è di grande attualità e muove da una considerazione ben precisa: “Siamo rimasti sorpresi, come molti – ha commentato Salvo Ficarra – dal fatto che tante persone che si professano cattoliche, sono le prime ad urlare: prima gli italiani. Per noi essere credenti dovrebbe portare ad avere uno sguardo carico di compassione nei confronti di chi ha di meno. Ecco perché abbiamo voluto raccontare un Natale altro. Tradizionalmente, i film di questo tipo, che adoriamo, sono dedicati a Babbo Natale, ai suoi elfi e alle sue renne. E' una narrazione bellissima, ma anche commerciale e non a caso Santa Claus è il testimonial della Coca Cola. Ci siamo chiesti che cos'è il Natale? E' il compleanno di Gesù, che ci ha lasciato un messaggio ben preciso: ama il prossimo tuo come te stesso. Ed è da qui che nascono i miracoli quotidiani. Ricordiamocelo sempre, siamo artefici del nostro destino ed è bene che impariamo a cambiare il nostro modo di pensare”.

Dall'incontro “di due mezze idee, che insieme ne fanno una buona”, è nata una carriera di successi, tra cui la fortunata conduzione di Striscia la notizia. “Dopo ci siamo sentiti felicemente confusi – hanno detto – Mettersi di nuovo in gioco dopo questa esperienza bellissima è un modo per mescolare le carte ed acuire l'ingegno”.

Una nuova partenza, come quella che accompaga tantissimi ragazzi al termine del loro percorso di studi: “Coltivate l'ansia – è stato il consiglio di Ficarra e Picone – E' una buona regola per industriarsi e scommettere sempre su se stessi”. Guai poi a pensare che la comicità sia frivolezza. “Attraverso la leggerezza è possibile esprimere messaggi molto profondi”, hanno ribadito a chi ha chiesto loro dell'esperienza con il teatro classico greco e un mostro sacro come Barberio Corsetti.

“Aristofane parla della sua Atene, di politici corrotti, di una crisi profonda e della necessità per i cittadini, di essere ben attenti al voto. Cose serissime dette con il sorriso, come quando il servo di Dioniso si interroga sull'opportunità di far ridere la platea con una scorreggia”.

Dal mondo antico alla contemporaneità: Ficarra e Picone non sono esattamente i prototipi dei rivoluzionari luddisti. Anzi: “Tik Tok e Instagram sono forme d'arte. Noi non usiamo i social per diffondere i nostri sketch, solo per tenere compagnia ai fan. Ma non escludiamo che se dovessere arrivare una buona idea per il web, ci lanceremo anche in questo. Del resto, se Chaplin nascesse oggi, è da qui che partirebbe”. Cosa riserva il futuro? “Ci sono tante pentole che bollono – ha anticipato Picone – Aspettiamo che l'istinto ci dica cosa fare. Di sicuro continueremo a raccontare storie”.

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