Sabato, 27 Luglio 2019 19:09

I cinquant’anni di Giffoni, il direttore Gubitosi: “Siamo un grande progetto culturale italiano, inviteremo il Presidente Mattarella”

Per l’edizione 2020 si prevede il ritorno di Meryl Streep e Roberto Benigni. E poi il progetto speciale Mibac e nuove prospettive occupazionali in sceneggiatura ed animazione

Siamo nei cinquant’anni di Giffoni. Lo ha annunciato il direttore Claudio Gubitosi nella tradizionale conferenza di chiusura che si è tenuta questo pomeriggio presso la Multimedia Valley. A precederlo le testimonianze autentiche ed intense di jurors e masterclassers.

“Giffoni – ha dichiarato Giovanni Cioffi, masterclass Connect – è un posto che amo definire la piazza del mondo perché qui non conta da dove vieni, quale sia il tuo colore della pelle, che partito voti, qui fai parte di un’esperienza unica. Di Giffoni mi fa effetto la libertà che abbiamo di poter dire quello che pensiamo”.

“Sono per la prima volta a Giffoni – ha detto Francesca Marra, Generator +13 – con quest’esperienza credo di poter cambiare il mondo perché sono cambiata io stessa, qui ho trovato la nuova versione della mia persona. Qui a Giffoni sono semplicemente Francesca e posso parlare. Una sensazione mai provata fino ad ora ed è bellissimo”.

“Quest’anno – ha dichiarato la giurata Marta Apicella – è stata fantastica la selezione dei film, davvero innovativa. Tutto questo fa di Giffoni qualcosa di essenziale. Direi che qui c’è il meraviglioso mondo di Giffoni che palpita per noi”. Le fa eco Giorgio Lo Mastro, giurato di Generator +13: “Molto spesso – ha detto – diamo per scontato questo festival, con tutte le opportunità che ci vengono date, ma non è così. Non conosco altro posto in cui questo è possibile. È un’esperienza straordinaria e questo ce lo dobbiamo ricordare sempre”.

“Non finirò mai di ringraziare Gubitosi – ha dichiarato Rosaria Spinello della Connect – lui è l’esempio che dobbiamo seguire. Grazie per avermi dato la possibilità di cambiare me stessa e di aprirmi sia con la mente che con il cuore”.

“Amo definire Giffoni una casa della fragilità – ha detto Nico Tripodi, masterclasser della Connect – Oggi non è facile essere fragili. Giffoni mi ha insegnato a mostrarmi fragile. Non so dove mi porterà questa cosa, ma sono certo che sarà un percorso giusto. Giffoni è un privilegio e può davvero cambiare il mondo. Se metabolizzerò questa esperienza, la potrò mettere al servizio di tutti voi. Giffoni mi ha insegnato che essere calpestati non è sempre una cosa brutta perché l’erba calpestata diventa un sentiero”.

Carico delle emozioni trasmesse dai ragazzi l’intervento del direttore Claudio Gubitosi che ha proposto una serie di bilanci diversi dell’edizione che si chiude e di quella che si apre che sarà speciale perché è quella del cinquantennale.

“In questi giorni – ha detto – ho compreso come ci sia sete di emozioni. Alla fine Giffoni fa una piccola parte di quello che nel mondo si deve fare, ma più di quello che abbiamo fatto non si può. D’altronde strafare nelle emozioni non serve a niente. So che ci sarà un’assenza di Giffoni, una mancanza, ma questo ci aiuterà a comprendere ancora di più il senso di Giffoni”.

Prime pillole della prossima edizione. Si parte dal tema: “In questi anni ho pensato alla trilogia degli elementi – ha spiegato – con Acqua, Aria e Terra. L’anno scorso abbiamo avuto l’acqua, perché come Giffoni è limpida e tutti vogliono dissetarsi in un mondo che non sembra più essere capace di farlo; quest’anno abbiamo avuto l’aria fresca e pulita come fresca e pulita è l’aria di Giffoni. E poi il pianeta, la terra perché avete adottato Giffoni come vostro pianeta”.

Parte così la lunga corsa del cinquantennale: “Oggi – ha illustrato l’ideatore ed il direttore di Giffoni – dopo aver detto l’ultima parola che chiuderà questa edizione, saremo già nel nostro primo mezzo secolo. Giffoni è un progetto culturale italiano. Con Giffoni abbiamo messo la Campania al centro del mondo. Dobbiamo andare oltre e difendere quello che abbiamo. Siamo consapevoli che quello che abbiamo lo dobbiamo trasferire nel mondo perché abbiamo come un obbligo, una responsabilità verso il mondo, per fare in modo che il pianeta possa generare altri Giffoni”.

Il bilancio. Quello sociale: “Bellezza: questo – ha aggiunto – è il termine esatto di quello che provo ora. L’Italia si salverà se saprà ascoltare i ragazzi e se sapremo dare loro prospettive di vita. Un Paese vero, un Paese che ha una sua identità nazionale, deve difendere i propri giovani. Solo così potremo fermare la fuga verso l’estero delle nostre intelligenze. Qui a Giffoni le emozioni sono vere e sono pubbliche. Giffoni è rivoluzionario perché contribuisce a porre le basi per una società felice». E Giffoni è autentico, secondo Gubitosi, che lo ha voluto spiegare con una metafora di grande attualità: “Giffoni – ha affermato – è plastic free. È una espressione che voglio usare per quegli eventi di ‘plastica’ che a volte si vedono in giro, quegli eventi invisibili, e se Giffoni è rivoluzionario, rivoluzioniamo il sistema culturale italiano e ognuno faccia di più per il proprio Giffoni. In maniera da essere plastic free in testa”.

Poi i numeri dell’edizione che sta per chiudersi: “In questi giorni – ha detto – abbiamo avuto 350mila presenze e tutti hanno avuto modo di muoversi in totale libertà. Abbiamo fatto centinaia di incontri, i nostri social sono alle stelle, anzi sulla luna, ma c’è un senso di comunità, il senso di una comunità felice, una comunità fatta di produzione distribuzione, aziende partecipanti, talenti innovatori, istituzioni, comunicatori, musica, street, tutti insieme ai cittadini di Giffoni e di tutta l’area, un senso di comunità che non si registra da nessuna parte. A Giffoni lavorano cento persone in maniera fissa, durante il festival ci sono 550 contratti di collaborazione, poi i 12mila cittadini di Giffoni cui si aggiungono quelli dell’area limitrofe per un totale di 125mila persone. Tutti impegnati per Giffoni”.

Il bilancio umano: “Ho visto tanti genitori in giro in questi giorni – ha continuato Gubitosi – E li ho visti felici. È successo qualcosa di molto bello. C’è un’energia che non ho mai visto”. Poi il bilancio economico: “Giffoni merita e chiediamo molto di più – ha spiegato – perché investire su Giffoni fa bene al Pil e alla salute. Per ogni milione di euro di risorse pubbliche investite per Giffoni, restituiamo 2,8 milioni di euro alla comunità locale”.

I bilanci si chiudono e si guarda avanti: “Abbiamo molti bilanci qui a Giffoni. Questa – ha detto il direttore – è stata una delle edizioni più difficili perché ho voluto che fosse il ponte tra i 49 ed i 50 anni. Ma so che Giffoni sta in buone mani, mani pulite, che lo faranno crescere ma anche difendere e proteggere perché i Giffoners sono milioni. Quali sono le parole che emergono sempre, parlando di Giffoni? Sono stupore, meraviglia e l’espressione ‘non immaginavo’. Speriamo che continuino ad esserci sempre stupore e meraviglia”.

Ed ecco le prime novità sull’edizione 2020: “La prossima edizione – ha anticipato – si terrà dal 16 al 25 luglio del 2020 e sarà preceduta da quattro tappe in Italia: Sicilia, Calabria, Sardegna e Veneto con i tanti progetti che realizziamo con il Miur ed il Mibac. Presto incontrerò il presidente della Regione, De Luca, perché Giffoni è un orgoglio nazionale ma è anche un super orgoglio campano. Inviteremo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo faremo a modo nostro, chiedendogli di ricevere una delegazione di ragazzi. E poi andrò a Bruxelles perché possa esserci il Commissario Europeo alla Cultura insieme al presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli”.

Una parata di stelle? Gubitosi pensa a ritorni di grandissimo prestigio: “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di far tornare per il cinquantenario del Festival i grandi talenti che hanno segnato la storia di Giffoni, uno al giorno insieme a uno giovane. Penso a Meryl Streep e a Roberto Benigni. Vedremo di convincere Robert De Niro che è stato da noi nel 1983”.

Ancora qualche novità: “Senza dubbio – ha continuato – avremo più giurati. Il minimo è averne 6500. E quindi dovremo avere una nuova sala temporanea. E dovremo mettere in campo nuove masterclass. Giffoni, poi, è la Multimedia Valley, è la Cittadella, ma è anche Giffoni Sei Casali o Montecorvino Rovella che hanno strutture bellissime da utilizzare in maniera da far crescere il territorio. Il progetto speciale che presenteremo al Mibac punterà sui cinquanta ambasciatori che abbiamo nominato quest’anno che potranno portare Giffoni in tutte le città italiane, un esempio di politica che parte dal basso. Come quasi mai accade”.

Andare oltre l’evento e dare vita a prospettive occupazionali, Giffoni c’è: “Il progetto della Scuola Sperimentale di Cinema – ha aggiunto – con corsi di sceneggiatura ed animazione. L’obiettivo è di avere in due anni trecento giovani che lavorano qui a Giffoni. Partiremo da un racconto della nostra Regione, dalle Streghe di Benevento. È solo ai giovani che va il mio pensiero, alla possibilità di dare loro una prospettiva”.

Siamo, perciò, ad una fine ma, al tempo stesso, di fronte ad un inizio che si preannuncia esplosivo: “Stasera – ha concluso il direttore Gubitosi – salutiamo Expercience. Nel 2009 ha sostituito ‘Film Festival’ che mi stava stretto. Experience ha vissuto dieci anni meravigliosi. Lo saluteremo oggi alle 21.10 ed entreremo nel mondo di Giffoni Opportunity”.

Emozionato il presidente di Giffoni Experience, Piero Rinaldi: “Ci sentiamo addosso una grande responsabilità perché i giovani dobbiamo accompagnarli e dare loro una opportunità. A nome di tutto il team ringrazio le istituzioni, tutti coloro che hanno testimoniato la loro vicinanza con la loro presenza. Grazie Claudio ed un in bocca al lupo per i 50 anni di Giffoni”.

Ha concluso la conferenza l’intervento del Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni culturali con delega al cinema, Lucia Borgonzoni: “L’anno scorso – ha detto – sono stata letteralmente travolta dall’emozione e dall’energia di Giffoni. Qui i ragazzi non vengono usati come accade altrove. Qui i ragazzi hanno una loro centralità. Ritengo che il Mibac debba sostenere e aiutare il più possibile Giffoni. Per i cinquant’anni presentate un progetto speciale, lo sosterremo certamente. Perché i cinquant’anni saranno un modo per raccontare Giffoni ancora di più e ancora meglio, raccontare questo evento che nasce da un’idea geniale di un ragazzo che ha voluto cambiare tutto quello che aveva intorno e che oggi vuole dare questa possibilità ad altri giovani. Abbiamo in mente di fare qualcosa di costruttivo e di solido. E abbiamo pensato di avere qui alcuni indirizzi della Scuola Sperimentale di Cinema, in particolare sceneggiatura ed animazione. Ormai per questo progetto siamo nella fase di firma.  Teniamoci in contatto, lo dico ai ragazzi, anche attraverso Giffoni, perché le idee migliori spesso vengono dalle persone che sono meno ascoltate e che qui hanno la possibilità di far sentire la propria voce”.

 

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