Sabato, 27 Luglio 2019 18:53

I Cortometraggi vincitori del Giffoni 2019: Un inno all’integrazione e alla bellezza della differenza

I giurati della 49esima edizione del Giffoni Film Festival, attraverso i premi assegnati ai cortometraggi, hanno scelto un messaggio forte e chiaro: nessun confine geografico, nessun pregiudizio, nessuna differenza può limitare il confronto tra culture, realtà ed esistenze diverse.

Il primo a essere premiato con il Gryphon Award è THE MOST MAGNIFICENT THING di Arna Selznick (Canada) per gli Elements +3, storia di una bambina determinata e caparbia che, nonostante la giovane età, è decisa a costruire, contro ogni pregiudizio, qualcosa di grandioso. Il film è tratto da un libro di Ashley Spires, edito in Italia da Erickson con il titolo La cosa più grandiosa. Il valore della diversità è, invece, il messaggio scelto dagli Elements +6 con ZIBILLA di Isabelle Favez (Svizzera). Protagonista una zebra, una diversa e una discriminata in un paese di magnifici cavallini. Ma un’eccitante avventura, condivisa con i suoi compagni, e l’incontro con un leone selvaggio farà capire a tutti il vero valore della piccola Zibilla. È del regista italiano Salvatore Allocca THE SCHOOL TRIP, il cortometraggio scelto dagli Elements +10. Megalie, 14 anni, è figlia di genitori immigrati dal Senegal ma è nata e cresciuta in Italia. La ragazza ha un sogno: andare in gita a Parigi con i suoi compagni tra i quali Marco, il ragazzo che ama. A distruggere l’illusione c’è però la burocrazia. Per i Generator +18 il corto vincitore è SONG SPARROW di Farzaneh Omidvarnia (Danimarca). Persone di diverso colore, razza e cultura, vecchi e giovani, intraprendono viaggi alla ricerca di un luogo sicuro in cui vivere. Troppo spesso, come racconta il corto tratto da una storia vera accaduta in Austria nell’agosto 2015, questo percorso si trasforma in una discesa all’inferno. Doppia premiazione per Parental Experience. La competizione internazionale ha visto la vittoria di SKIN di Guy Nattiv (USA), già premiato con l’Oscar ® come Miglior Cortometraggio lo scorso febbraio. Nel piccolo supermercato di una cittadina operaia, un uomo di colore sorride a un ragazzino bianco di 10 anni mentre sono in fila alla cassa. Questo innocuo episodio scatena una serie di drammatici eventi che avranno uno scioccante epilogo. Mentre per la competizione nazionale di Parental Experience vince BROTHER di Beppe Tufarulo. Quando sono costretti a separarsi, Ali, un bambino di 10 anni, e suo fratello Mohammed, 18 anni, sono già in viaggio da molto tempo. Tre anni prima, una bomba ha distrutto la loro casa a Kabul e ucciso i loro genitori.

Una scelta, dunque, che rivela, ancora una volta, la natura profonda del Giffoni: un luogo aperto ai pensieri, ai sogni e alle aspettative - multiformi e differenti - di giovani provenienti da tutto il mondo, insomma un posto che ogni giffoner può chiamare casa.

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