Venerdì, 26 Luglio 2019 21:16

Gabriel Zuchtriegel ai masterclassers di #Giffoni2019: “Date alla vita la libertà di portarvi dove vuole”

Ciascuno di voi ha davanti a sé una storia meravigliosa, ma la deve lasciare accadere”. È un’incitazione vera e propria quella di Gabriel Zuchtriegel ai masterclassers di #Giffoni2019. “Abbiate fiducia in voi stessi – dice il direttore del Parco archeologico di Paestum al cospetto della Masterclass Connect - perché dentro di voi c’è la bellezza e la capacità di vedere il mondo come solo voi lo potete vedere”.

Nella Sala Blu Grimaldi Lines, Zuchtriegel racconta di sé e di Paestum, passa dal sistema fognario dell’antica Grecia all’esperienza di Winckelmann. Ma tutto ha un filo. E tutto parte dal concetto di “Cultura, quella con la C Maiuscola”. Di Cultura “al di là della forma di arte”. Di Cultura legata al mondo del Classico. “Nella mia storia non era facile avvicinarsi a questo mondo del Classico”, racconta. E al tempo stesso spiega: “Non è atipico che un tedesco venga in Italia. Ci sono due tipi di tedeschi: uno, a cui appartengo, che ama l’Italia, soprattutto del Sud; un altro tipo per cui è difficile gestire il calore”. Il discorso del direttore è articolato: “Un uomo non è un albero, noi non abbiamo radici. Io non appartengo neanche a questa nazione, che amo”. E spiega: “Quello che noi dobbiamo raccontare non è la storia dell’identità. Ovviamente – precisa - ognuno ama il suo paese. Anche io amo il mio, ma amo la cultura indipendentemente dal rapporto territoriale, indipendentemente dalle mie radici”. Insomma, “il compito è dimostrare attraverso l’archeologia, il cinema e quant’altro che c’è una varietà della vita, che un altro mondo è possibile. Questa – afferma - è una promessa per il futuro di tutti noi e per il futuro della collettività”.

L’incontro incuriosisce i masterclasser e stimola Gabriel Zuchtriegel. Che si apre nel racconto di sé: “Sono venuto in Italia già per una borsa di ricerca, nel 2012, e mai avrei pensato di fare il direttore di Paestum, non era proprio nella mia immaginazione”. Rivela i retroscena della sua partecipazione al bando, confessando di aver fatto domanda “per gioco, nell’ultimo pomeriggio disponibile”. Senza aspettarsi niente: “La vita premia la passione, il darsi a una materia, a un’idea, a un progetto. Quando, invece, ci fissiamo su un obiettivo di carriera diventa difficile. Bisogna dare alla vita la libertà di portarci dove vuole – afferma - dove forse non sappiamo quando iniziamo il nostro percorso”.

Zuchtriegel traccia anche un bilancio dell’esperienza a Paestum: “Un periodo fantastico – esclama – Il calore e lo spirito con cui le persone mi hanno accolto mi ha sempre aiutato, insieme all’importanza data all’archeologia e a Paestum”. E racconta del lavoro svolto nel “valorizzare non solo i monumenti ma anche le persone”, dell’importanza data allo “storytelling per sollecitare la curiosità dei potenziali utenti”, di come il digitale incida “positivamente per la comunicazione perché permette di raggiungere un pubblico più vasto”. E nonostante l’aumento del 65% di visitatoti negli ultimi cinque anni, il “numero crudo” non è tutto: “È banale ridurre tutto ai numeri. L’obiettivo è allargare alle tipologie di visitatori”. E va pure fatto un discorso “sull’esperienza effettiva che le persone vivono” visitando Paestum.

Prima di ricevere la riggiola ricordo del Festival 2019, il direttore non si sottrae a un commento sulle giornate gratis al museo: “È una cosa molto importante e valida non per il turismo ma per il territorio, per la gente del posto che può vivere questi siti come un proprio patrimonio”. E sulla rivendicazione da parte di alcuni di Comuni di una parte del costo del biglietto, chiarisce: “Nessun museo in Italia fa profitto sui biglietti. Siamo tutti in rosso perché il nostro personale non grava sul bilancio autonomo, che è usato per restauri, ricerche. Lo Stato, oltre a quello che incassa e poi reinveste, ci dà altri contributi altrimenti non potremmo garantire la manutenzione e la tutela dei siti. Gli enti che chiedono soldi dai biglietti non hanno fatto il loro compito per il territorio”.

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