Venerdì, 26 Luglio 2019 17:27

Da Andreotti al sovranismo, Massimo Franco incontra i masterclassers

Dall’Europa ai fatti di Bibbiano, dalla Guerra fredda al nazionalismo, al destino della carta stampata passando al ruolo dei social e dell’informazione: Massimo Franco dialoga con i giffoners della Masterclass Connect, raccogliendo con entusiasmo gli stimoli offerti dai masterclasser: “Vi ringrazio perché noi giornalisti viviamo a volte nel nostro mondo autoreferenziale, quindi capire i giovani per noi è molto importante”.

Il lungo viaggio fatto di domande e risposte parte da Giulio Andreotti. “Che è stato qui tre volte – ricorda il direttore Claudio Gubitosi – E ha pure scritto un racconto per i giffoners che è venuto qui a recitare”. Episodio ben noto all’editorialista del Corriere della Sera, che del leader della Dc ha scritto una biografia.Ed è da lì che parte il lungo dialogo: “Qualcuno ha nostalgia di quei tempi, più che di Andreotti in sé, perché riflettevano un’Italia che sapeva qual era il suo posto”. E, con l’Italia, una classe politica diversa. “La crisi della classe dirigente - precisa Franco - riguarda l’Italia ma non solo, anche l’Europa occidentale e gli Usa”.

E, nell’ammettere responsabilità anche dei giornali che “hanno fatto pensare che la classe dirigente sia fatta solo di corrotti”, aggiunge: “Stiamo andato verso un progressivo depauperamento della classe dirigente, di cui oggi assistiamo alla caduta finale”. Ma perché accade questo? Perché “non è vero che chiunque può fare il politico. Questa è una grande mistificazione che si sta allargando anche ad altri campi. C’è un rifiuto del professionismo e della competenza. Credo - dice - che la decadenza nasca dall’illusione che chiunque possa fare tutto”. Ampio spazio del dibattito è dedicato all’informazione, a partire dal tema della libertà. Che, afferma, “credo debba avere come limite il rispetto degli altri”. E aggiunge: “Per i giornalisti il problema non è tanto la censura quanto l’autocensura”. Ma è soprattutto sul destino della carta stampata e sul ruolo dei social che i masterclasser chiedono lumi a Massimo Franco. “Sembra che il declino della carta stampata sia irreversibile”, ammette. E mette in guardia: “Il giornale di carta ti dà la priorità: la prima pagina, la seconda e così via”. È, quindi, uno “strumento di conoscenza verticale, gerarchico. Al contrario, la rete, i social rendono tutto orizzontale, indistinto. Questo è un processo molto pericoloso”.

Il giornalista e scrittore spiega: “Il pericolo della rete è la possibilità di manipolare le notizie per provocare un processo politico o farlo cambiare. Il grande pericolo di un uso irresponsabile dei social è l’autoreferenzialità. L’illusione di libertà di poter dire quello che si vuole ci spinge a volte a tirare fuori il peggio”. Infine, l’auspicio: “I giornali rispetto ai social stanno combattendo una guerra impari. Mi auguro leggi e comportamenti in grado di proteggere chi usa questi mezzi di comunicazione digitale”. Nella lunga chiacchierata tra il giornalista e i masterclasser non manca un’analisi della situazione italiana e del suo rapporto con l’Europa. “C’è un elettorato volatile e uno astensionista: vuol dire che stiamo cercando di capire chi può darci una soluzione rispetto a un’Italia che ha problemi complessi ma cerca di risolverli in maniera semplicistica. L’elettorato – insiste - tende ad appoggiarsi a chi cerca di dare una soluzione rapida, facile e indolore. L’Italia, invece, deve fare un percorso lungo: se non ce ne rendiamo conto continuiamo a sbattere da un demagogo all’altro”.

Al centro della chiacchierata anche l’Europa, “che oggi all’Italia conviene ancora tantissimo – afferma Franco - L’idea che non abbiamo niente da perdere, che la Commissione europea ci abbia trattato male è un’altra mistificazione. Sul piano finanziario ci ha aiutato”. Insomma, “l’Italia senza Europa sprofonderebbe”. Anche un cenno a nazionalismo e sovranismo: “Il nazionalismo per l’Europa è veleno culturale prima che politico, e Paesi come l’Italia da questo hanno solo da perdere”. Discorso simile per il sovranismo: “È un virus presente in molte nazioni europee. L’Italia deve stare attenta perché rischia di essere il capro espiatorio di responsabilità che anche altri hanno”.

Leggi anche