Giovedì, 25 Luglio 2019 18:59

Giacomo Ferrara ai Giffoners: "Non smettete mai di studiare"

"Credo molto nella formazione dell'attore: come tutte le professioni ha bisogno  di allenamento": Giacomo Ferrara, Spadino nella serie Netflix “Suburra”, non ha dubbi sulla necessità di studiare continuamente e lo ribadisce ai ragazzi del Giffoni 2019, che incontra per una Masterclass molto attesa nel settimo giorno della 49esima edizione. Pronto a vestire nuovamente il ruolo che lo ha reso celebre, anticipa nulla sulla terza stagione perché - dice - non ha ancora letto nulla, ma racconta alcuni retroscena sul personaggio. “Spadino è poco più di un ragazzino quando tenta di accentrare nella sua persona le maglie della criminalità capitolina Ciò che però ottiene, paradossalmente, è la consapevolezza di dover prendere le redini in primis della propria persona”, ha chiarito Giacomo Ferrara. “A partire dal mio esordio nella serie, che vede centrale il crimine nella Capitale nel tentativo di estendere le zone di interesse fino a Ostia, tanti si sono domandati quali fossero le analogie umane tra me e il mio personaggio. E la verità - dice Ferrara - è che non ce ne sono: io e Spadino siamo due entità ben distinte e separate. Questo perché alla base del mio percorso umano c’è il sacrificio e l’abnegazione come elementi fondamentali alla ricerca del proprio talento. A confermalo è certamente il tempo che ho destinato allo studio per diventare attore: è da quando ho 14 anni che immolo gran parte del mio tempo e delle mie energie a perseguire questo enorme desiderio. Oggi, nonostante qualche soddisfazione sia già arrivata, non smetto di dedicarmi a un costante aggiornamento”.

Nonostante il premio rivelazione dell’anno ai Nastri d’Argento nel 2017 con la pellicola “Il Permesso - 48 ore fuori”, Ferrara non si sente un 'modello' per i più giovani: "Posso parlare solo della mia esperienza, di come lavoro io. Poi se può essere d'ispirazione a qualcuno ne sono contento". Lontano dall'immagine di 'bad boy' à la Suburra, Ferrara non ha preferenze di ruoli: "Mi piace fare tutto. Se anche dovessi tornare a interpretare un cattivo sarebbe di certo diverso da Spadino". Ma soprattutto vorrebbe tornare a far teatro: "Mi piacerebbe tantissimo e non necessariamente con un personaggio iconico da teatro classico: cerco un personaggio stimolante, che mi dia la possibilità di qualcosa di importante". L'amore per il mondo della recitazione in realtà nato quasi in maniera casuale: “Quello che non tutti sanno è che l’idea di divenire attore non è mai stata un’idea”, ha aggiunto ironico Ferrara. “Non si è trattato di un’idea perché è stato in primis un sogno. All’età di 8 anni, in un vero moto d’animo, ho sognato di dedicarmi al mondo dell’arte e che a partire dai 18 avrei deciso di trasferirmi a Roma per studiare. La cosa più romantica è che quella proiezione di bambino è stato il mio solo destino. Se non avessi dato seguito a quelle infantili immagini oniriche, so che non sarei stato mai così felice”, ha aggiunto l’attore. Circa quello che invece sarà il suo futuro professionale, Giacomo Ferrara ha pochi dubbi: “Non ho mai creduto di avere un talento tanto superiore rispetto alla media. Quello che però oggi mi permette di essere qui, tra voi, nelle vesti di attore è certamente la determinazione. Ed è con questo spirito che intendo proseguire anche negli anni a venire. A voi, per analogia, suggerisco: puntate sempre in alto, con spirito di sacrificio potrete avere qualunque brillante futuro desideriate”, ha concluso l’artista.

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