Giovedì, 25 Luglio 2019 18:08

Blockchain, l'inizio della rivoluzione sociale silente al Giffoni Innovation Hub

Blockchain si, blockchain no. In attesa di capire i possibili scenari futuri insieme a esperti del settore che si siederanno al tavolo della Round Table su "Blockchain e Media" di venerdì 26, sono stati Jacopo Genuardi e Simone La Rosa, rispettivamente Ceo e Cto di Vimove, giovane startup catanese nonché project partner dell'incontro, a rompere il ghiaccio sull'argomento.  

Il vostro è un ritorno, che però porta con sé un anno di lavoro in collaborazione con Giffoni Innovation Hub.

Jacopo - Siamo venuti l'anno scorso. Non conoscevamo l'Hub ma abbiamo scoperto un'energia che ci ha travolto in pieno e che oggi converge nella round table sulla blockchain. Il nostro compito è quello di fare chiarezza su una tecnologia che fin troppo spesso è stata dipinta in negativo ma che invece ha dei vantaggi enormi.

Ecco, fare chiarezza. Cos'è la Blockchain? Come riassumereste una tecnologia così nuova e complessa?

Jacopo - Iniziamo a dire che la blockchain è un database. Lo possiamo immaginare come un libro mastro. Su ogni pagina andiamo a scrivere un'informazione, viene registrata e viene data in copia a tutte le altre pagine del libro che compongono il network di persone/computer che partecipano nella blockchain. È un database decentralizzato, non unico ma distribuito tra le parti che partecipano, immutabile, trasparente sebbene crittografato e quindi sicuro.

Quali sono i vantaggi di un sistema che utilizza la blockchain?

Jacopo - Risolve un problema fondamentale dell'uomo attraverso la matematica che è la fiducia. Nei rapporti interpersonali c'è sempre stato un intermediario a fare da garante. Vedi le banche. La banca valida il fatto che io abbia mille euro, che te li invio e che tu li abbia ricevuti. La blockchain, attraverso la matematica e il suo network distribuito, riesce a fare quel lavoro che prima facevano gli intermediari e che spesso, per dolo, per errore o per altre ragioni, può fallire nel validare una transazione. È un radicale cambio di paradigma: si passa dal "fidati di me, io ne so", nel caso della banca, al concetto del "fidati di te, tu ne sai". È un rapporto a due, senza un facebook, un google o un altro intermediario. Una sorta di peer-to-peer assolutamente sicuro, blindato, trasparente.

Si può parlare quindi di una rivoluzione?

Simone - Assolutamente si. Internet è stata una rivoluzione sociale silente. Ora ne servirà un'altra per far si che ognuno sia padrone dei propri dati, ma allo stesso tempo ci renderà tutti connessi. Il GDPR nasce proprio per questo, come protezione verso i propri dati.

Il vostro progetto unisce la tecnologia blockchain con la produzione cinematografica. Cos'è Vimove?

Jacopo - Il progetto Vimove nasce da un'esigenza. Quella di raccogliere fondi per progetti cinematografici tramite un sistema di crowdfunding. La nostra formula è però diversa perché chi supporta un progetto diventa a tutti gli effetti un produttore di quel contenuto. La seconda fase riguarda la distribuzione: quindi abbiamo un video on demand dove permettiamo a questi contenuti di essere distribuiti online tramite Vimove. Crediamo che nel momento in cui i progetti saranno prodotti da tante persone anche con piccole cifre, si colmerà un gap dato dal produttore e dalla distribuzione. Perché non dare a queste persone di diventare ambassador di quel progetto?

Simone - Nel momento in cui tu vendi un contenuto ad un distributore non è solo il creator a guadagnarci ma anche tutti coloro che l'anno sostenuto sin dall'inizio. È il concetto del royalty-crowdfunding, dove chi appoggia il progetto partecipa anche agli utili del progetto. Una visione molto anglosassone per sostenere non solo i filmaker indipendenti ma anche una novità per le distribuzioni cinematografiche già affermate creando un fenomeno di pre-marketing enorme se si pensa a film come gli Avengers. Ma pensiamo al cinema italiano. Si dice sempre di doverlo sostenere. Noi pensiamo che questo sia il modo migliore per farlo.

Qual è infine l'anello di congiunzione tra Vimove e la blockchain?

Jacopo - Il processo creativo di un'opera prevede tutta una serie di lungaggini burocratiche che può essere automatizzato attraverso la blockchain con la creazione di smart contracts che si attivano in automatico al verificarsi di una condizione e, in caso di vendita del film, procedere con la remunerazione delle parti che l'anno prodotto. C'è anche il concetto del diritto d'autore tramite timestamp e che ti permette di garantire la tua proprietà intellettuale attraverso la blockchain.

Simone - La blockchain è come una goccia che scava la roccia. Sarà un lungo percorso ma sarà anche il percorso naturale che farà scomparire tutte quelle lungaggini e quei problemi legati a dinamiche attuali che in futuro andranno scomparendo. È una rivoluzione già avviata e in corso.

Leggi anche