Mercoledì, 24 Luglio 2019 20:12

Stefano Fresi ed Edoardo Leo: “Giffoni è pazzesco e assolutamente cruciale per i giovani”

Stefano Fresi si è letteralmente lanciato sulla folla che urlava il suo nome a bordo del blu carpet. L’accoglienza è decisamente regale, come si conviene a due personaggi storici della Walt Disney, Pumbaa e Timon. Dopo 25 anni dal cartoon originale, torna al cinema in una nuova versione il 21 agosto, ma prima l’attore, in coppia con l’amico e collega Edoardo Leo, porta in scena al Giffoni 2019 i retroscena e gli aneddoti legato al doppiaggio del duo di migliori amici di Simba (a cui invece presta la voce Marco Mengoni).

Fresi e Leo hanno conquistato il pubblico sotto una pioggia di palloncini e coriandoli con il sottofondo della splendida colonna sonora del film firmata da Hans Zimmer. E sono stati loro a chiedere foto e selfie prima ai fotografi e poi ai bambini che li attendono con trepidazione in sala. Abbracciati alla versione peluche dei rispettivi alter ego animati, hanno incontrata poco prima la stampa, curiosissima di guardare la premiere del film con i piccoli giurati. “Quando io ero piccolo – scherza Edoardo Leo – Giffoni era ancora in bianco e nero”. L’attore e regista racconta di aver sentito parlare da anni del festival ma di aver davvero vissuto la magia dell’evento quando vi ha partecipato per la prima volta. Leo, ricollegandosi al tema ambientale del Festival, ne ha anche approfittato per fare un paragone e un appello: "Quello che ci tengo a dire è che la realtà del film esiste veramente, in Africa. E non sappiamo ancora per quanto il mondo immortalato in questi film, 'congelato' al 2019, continuerà a esistere. È compito nostro, vostro far rimanere quella natura immacolata, e sta a noi
difenderla, altrimenti non la vedremo mai più".

Il ritorno, stavolta, è stato decisamente in pompa magna: “Quando ti dicono che Giffoni è pazzesco pensi che sia figo e basta, insomma un festival come gli altri. E invece no, appena ci metti piede ti rendi conto che è qualcosa di totalmente diverso dal resto e assolutamente cruciale al giorno d’oggi in cui cinema e cultura sembrano argomenti noiosi. Qui i ragazzi sono davvero appassionati ed entusiasti di incontrare gli artisti, il che mette decisamente in una condizione di responsabilità. Ricordo quando da bambino incontravo un artista e mi sembrava un faro. Ecco, non dico di esserlo, ma da persona molto attiva sui social cerco di stare attento al messaggio che propongo”.

Chi chiede a Stefano Fresi cosa pensi del tema 2019, Aria, si sente rispondere con una battuta: “Parlare di aria con Pumbaa è pericoloso e per far rispondere lui non saprei bene dove posizionargli il microfono. Battute a parte, Giffoni mi è mancato molto in questi anni di assenza perché non ho mai ricevuto domande così intelligenti, i giurati sanno cose di me e del mio lavoro che neppure mia madre conosce, sono preparatissimi”.

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