Martedì, 23 Luglio 2019 21:25

Vittoria Puccini: "A Giffoni si respira la speranza per il futuro"

"Non vedevo l'ora di tornare: Giffoni è davvero il Festival più importante di tutti. Trovarmi tra voi, realmente appassionati e innamorati del cinema, oltre che preparati, dà una speranza per il nostro mestiere e il nostro futuro": così Vittoria Puccini, radiosa sul palco della Sala Verde della Multimedia Valley, chiude la quinta giornata delle Masterclass Cult. Un incontro incentrato sul mestiere di attrice e sul valore del racconto audiovisivo: "Il cinema è cultura, serve a far riflettere ed è importantissimo che a farlo siano i più giovani. Voi sarete gli artisti del domani. Voi e i vostri sogni costituite il carburante che alimenta il mondo”.

Volto amato del piccolo schermo, il mondo del cinema e quello del teatro, l’interprete di indimenticate pellicole italiane e internazionali ha ripercorso con i giurati le tappe salienti della sua carriera di attrice: “Non sono mai stata un’adolescente particolarmente consapevole di sé. Avvertivo una vaga sensazione di galleggiamento, perché incapace di riconoscermi in una forma che potesse confermarsi finita. Lo stesso approccio all’arte, alla recitazione, è stata una vera casualità. In quegli anni, difatti, lavoravo presso un’agenzia di moda e avevo intrapreso gli studi universitari. Ciò nonostante, superata una lunghissima selezione per il ruolo nel lungometraggio di Rubini nel 2000, ebbi la parte e alla fine del primo giorno di set avvertì una sensazione che ancora oggi ricordo nitidamente: mi sentivo appagata, piena di adrenalina, totalmente a mio agio. A partire da quel preciso momento ho capito che avrei voluto fare l’attrice e vivere del mio talento”.

Una propensione al mondo della recitazione che non è stata comunque esente da fasi di bassa e di difficoltà: “Sarei bugiarda se vi dicessi che non ci sono stati momenti in cui non mi sono sentita all’altezza, di avvertire come un’onta la certezza di non essere piaciuta al regista di turno”, ha proseguito l’attrice. “Ci sono dei fasi così dure, in cui ti ritrovi a pensare che probabilmente non è quella la strada giusta, in cui ti tiene in piedi solo una sconfinata passione. Se non ci fosse quella, se non si decidesse di accettare per principio la precarietà del mondo dell’arte, non si andrebbe da nessuna parte”. 

In autunno sarà nella miniserie Mediaset Il Processo di Stefano Lodovichi, nel ruolo ("bellissimo", dice) la PM Elena Guerra, impegnata nelle indagini sull'omicidio di una 17enne. A fine agosto, invece, inizieranno le riprese del nuovo film di Francesco Amato, 18 Regali, con Edoardo Leo - ospite del Giffoni 2019 il 24 luglio - e la giovanissima Benedetta Porcaroli: la storia è quella di Elisa Girotto, mamma quarantenne morta di tumore che ha lasciato alla figlia appena nata 18 regali per i suoi compleanni per accompagnarla fino alla maggiore età."Una storia intensa, d'amore e di speranza" dice l'attrice. Una speranza nel futuro come quella che si respira qui a Giffoni.

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