Martedì, 23 Luglio 2019 20:12

Paolo Conticini: "Tornare a Giffoni è magico, il Festival è un luogo di grande energia"

Stiamo scoppiando, ti possiamo abbracciare?”: occhioni lucidi, la voce tremante e un bigliettino speciale tra le mani. È così che i jurors hanno scelto di accogliere Paolo Conticini, l’amico del Festival che è tornato a Giffoni per ripercorrere i suoi venticinque anni di carriera e ritirare l’EXPERIENCE AWARD


Sorriso inconfondibile, semplice e raffinato, è uno dei volti più amati della televisione e del cinema italiano. “Tornare qui è sempre magico – ha sottolineato -, questo è un luogo di grande energia, con una purezza e un entusiasmo fantastico”. Dagli esordi ai successi che lo hanno consacrato al grande pubblico, con quella sensibilità preziosa per un incontro contraddistinto da una spontaneità capace di sprigionare emozioni. “Sono sempre stato molto fortunato – ha raccontato Paolo Conticini ai jurors curiosi -. Non avevo mai studiato quando per la prima volta mi trovai alle prese con questo lavoro. Voi invece dovete studiare, dovete approfondire e pretendere di conoscere, lasciatevi entusiasmare da quella curiosità che aiuta a crescere e vivere liberi”.

Da ragazzino abbandonò gli studi, per impegnarsi con i lavori più disparati: “Non avevo le idee chiare, sono stato imbianchino, rappresentante di abbigliamento, insegnante in una palestra, buttafuori in discoteca – ha continuato –. E poi la meraviglia di cominciare a recitare, di lasciarmi invadere da questa arte che mi riempie e mi rende un uomo felice”. Senza filtri: dagli esordi ai successi che lo hanno consacrato al grande pubblico, con quella sensibilità preziosa in un incontro contraddistinto dalla spontaneità capace di regalare grandi emozioni. “Provaci ancora Prof è il lavoro a cui sono più affezionato – ha confidato ai giurati -. Gaetano è uno di quei personaggi che mi somiglia di più, quando ho letto per la prima volta la sua storia mi sono rivisto. Abbiamo tante cose in comune”.

Un percorso contraddistinto dalla tenacia e dalla costanza, Conticini ha fatto della televisione, del cinema e del teatro la sua estensione naturale. “Devo tanto a Christian De Sica che è stato il mio maestro, ma tra le tante persone con cui ho lavorato mi piacerebbe ricordare Carlo Vanzina – ha aggiunto - con lui c’è stata sin da subito un’empatia molto forte. Era un grandissimo signore, sapeva quello che voleva sul set. E gli ho voluto un gran bene”. Un ricordo emozionato quello di Conticini, che si è raccontato con sensibilità e intensità: “Oggi ho ancora tanti sogni da realizzare, ma quello che ho fatto finora è già un sogno ad occhi aperti”. Magia e emozione, perché al Festival gli incontri sono speciali e gli abbracci te li porti dentro. “Mi piacerebbe mettermi alla prova – ha spiegato -, adoro la commedia e mi piace ridere e far ridere ma vorrei vedermi in un ruolo drammatico”. Il Festival di Giffoni è casa sua e l’affetto dei jurors è arrivato forte e chiaro come il più dolce dei momenti e come la più forte delle emozioni. Nelle foto da conservare, nei biglietti che Paolo Conticini ha conservato con cura, nelle foto e nelle domande di chi nei suoi occhi ha ritrovato un amico. L’amico del Festival: “Mi chiedono sempre che messaggio voglio lasciare, ma la verità è che quando vengo qui sono io a riceverne infiniti: siete puri, e vi porto tutti con me”. 

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