Lunedì, 22 Luglio 2019 20:45

Il Ministro Bonafede a Giffoni per l’anteprima di Boez, docuserie Rai dedicata al mondo della detenzione

“Un vero colpo al cuore, giusto dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato”

"Mi è arrivato al cuore. Mi sono emozionato. E molto forte quello che arriva dalla visione in termini di emozione e di speranza. Questo è un progetto che mi auguro possa essere replicato. È un punto di partenza importante". E’ il commento a caldo del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che, in sala Blu – Grimaldi Lines, questo pomeriggio ha assistito alla proiezione in anteprima dei primi tre episodi di Boez – Andiamo via, docuserie Rai Fiction firmata da Marco Leopardi e Roberta Cortella che racconta di un viaggio a piedi di sei ragazzi condannati per aver infranto la legge. Il gruppo intraprende un cammino che da Roma li porterà a Santa Maria di Leuca.

In sala erano presenti cinque dei sei protagonisti, tutti con storie di reati alle spalle – tra carcere, affidamento, domiciliari o vita di comunità – e tutti accomunati dalla voglia di cambiare, di voltare alle spalle al passato ed iniziare un percorso nuovo, una nuova vita finalmente normale. Con loro Marco Saverio Lo Perfido e Ilaria D’Appollonio che, nel format inedito e per certi versi sperimentale, sono la guida escursionista e l’educatrice che accompagnano i sei protagonisti in questo cammino, reale e metaforico, che si conclude con l’arrivo a Santa Maria di Leuca, dopo 900 chilometri di strada, accolti da un mare simbolo di libertà, elemento primario di una catarsi possibile.  Per l’anteprima Rai Fiction ha scelto Giffoni. A sottolineare il rilievo dell’indicazione è lo stesso Guardasigilli: "Ringrazio Giffoni – ha detto - per questa iniziativa e la Rai e tutti dipartimenti del Ministero che hanno collaborato a pieno dando così vita ad una bella sintesi di ciò che è servizio pubblico".

Il ministro Bonafede non esita nell’esprimere entusiasmo dopo la visione dei primi tre episodi della docuserie, una coproduzione Rai Fiction-Stemal Entertainment, che andrà in onda a partire dal 2 settembre e fino al 13 settembre, con inizio alle ore 20.20 su Rai3. "Ho chiesto alla Rai – ha spiegato il ministro - di far conoscere all’esterno la realtà umana degli istituti e delle persone che vivono la detenzione. E’ mia intenzione incontrare i protagonisti di questo progetto e riempirli io di domande. Perché per quello che faccio ogni giorno a Roma la loro esperienza è fondamentale. Qui faccio il pieno di emozioni e di informazioni da utilizzare a Roma. Porterò questo lavoro in tutti gli istituti. Credo sia importante che la società sia sensibile a chi nella vita non ha avuto possibilità di scegliere. C’è la possibilità di cambiare. Io ci credo in questo".

Emozionato il direttore Claudio Gubitosi. Con lui in sala il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, ed il presidente di Giffoni Experience, Piero Rinaldi: "'Ciò che comincia qui migliora il mondo'. Mai come in questo caso questo nostro slogan funziona – ha dichiarato - Grazie alla Rai, a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto. Voglio ringraziare il ministro, per essere stato qui con noi oggi e perché tutti i dipartimenti del Ministero hanno partecipato. Insieme si è creato un sistema tra tutti gli enti e le figure che hanno dato il loro apporto per realizzare questo progetto". In sala, oltre ai registi e al cast, erano presenti le produttrici Donatella Palermo, Monica Paolini e Paola Pannicelli, oltre a Francesco Zappi capostruttura di Rai Fiction.

"Con questo progetto - ha spiegato il ministro - ho avuto la conferma che se si dà una seconda chance mirata, allora si ottiene un risultato importante. Per troppo tempo la persona con limitazioni di liberà è stata identificata con il reato che ha commesso. E invece non è così. Il messaggio che da ministro sento di dare è quello di continuare ad investire per dare una seconda chance. I protagonisti erano consapevoli di dover pagare per un errore, ma in tutti nasceva la consapevolezza che cambiare è possibile. Il cammino che hanno fatto è stato fisico, ma anche come un percorso che diventa destinazione dell’anima e questo mi ha colpito molto. La difficoltà di reinserimento – ha aggiunto Bonafede - sta proprio nel non vivere il detenuto come il curriculum dei propri reati. Bisogna investire in percorsi lavorativi, sportivi, artistici come attività di rieducazione per dare nuove possibilità e aggiungere nuove carte alla storia dei detenuti". E’ a questo proposito che il ministro Bonafede fa accenno ad un progetto in via di definizione: "Sto cercando un ampio coinvolgimento del mondo dello sport, del calcio in particolare, e dell'arte per I detenuti", ha dichiarato nel far riferimento alla definizione di nuovi percorsi di inserimento dopo il carcere.

"Con i sindaci – ha aggiunto – stiamo siglando protocolli d’intesa per lo svolgimento di servizi di pubblica utilità. C’è un mondo di umanità tra i detenuti che va assecondato. Li stiamo facendo in tante città. Contemporaneamente, visto che i nostri istituti sono in condizioni pietose, stiamo provando a migliorarli e a costruire nuovi plessi che siano moderni. Non è semplice ma ce la stiamo mettendo tutta". E poi la cultura, l’eduzione alla legalità, il cambio di mentalità: "Ho chiesto al ministro dell’Istruzione – ha aggiunto Bonafede – di realizzare progetti per le scuole. Per me la giustizia invece la devi sentire dentro di te perché non deve essere vissuta una patologia della società, ma è alla base di ogni percorso di vita. Le nuove generazioni fanno fatica a sapere chi erano Falcone e Borsellino. Io sto facendo di tutto perché se ne parli. Se noi oggi siamo liberi lo dobbiamo a chi ha dato la vita per questi diritti".

La giustizia che cambia e deve cambiare, il Guardasigilli è al lavoro: "Non ho la pretesa di avere la bacchetta magica – ha spiegato - I cittadini ci hanno dato un elevato grado di fiducia, votandoci. Ora dobbiamo meritarci questa fiducia. In Italia abbiamo 11 magistrati ogni 100mila abitanti, la metà della media europea. Abbiamo investito tantissimi soldi in questo senso e stiamo assumendo tanto personale, sia come cancellerie che come magistratura. Ora cerchiamo di tagliare i tempi morti della giustizia. Abbiamo una delle migliori magistrature del mondo. Siccome ultimamente questa tradizione ha rischiato di annacquarsi dobbiamo dare un segnale di rinnovamento possibile. All’interno del Csm, con l’introduzione del sorteggio, si prova a bloccare chi vuole perpetuare il meccanismo della spartizione. Mi pare cosa giusta per dare ancora maggiore autorevolezza al Csm".

E poi ci sono i temi etici su cui i ragazzi di Giffoni sollecitano il ministro. Ad esempio come mettere insieme il Codice Rosso a tutela delle donne e alcune parti del Ddl Pillon? Su questo Bonafede è molto chiaro: "Il Ddl Pillon – ha detto - è una proposta. Alcune parti non mi convincono. Ci confronteremo e vedremo il da farsi. In ogni proposta ci sono parti buone e parti meno buone. Parti che condivido e altre meno. Ci vuole una maggioranza per approvare una legge. Nessuna legge parte e viene approvata allo stesso modo. Questa è la magia della democrazia". A Giffoni è giusto parlare di tutela dei minori, in quella che è la capitale del cinema per ragazzi. Il ministro parla della nuova Squadra speciale di giustizia per i minori. "Questa mattina – ha detto - gli uffici del ministero hanno finito di scrivere il decreto e ora andrò finalmente firmarlo. È un punto di partenza. Il mondo degli affidi dei minori è spezzettato tra competenze. I bambini, invece, devono essere protetti. La giustizia deve far sentire il suo fiato sul collo agli operatori. Gli obiettivi della nuova Squadra sono monitoraggio e controllo su quello che accade al minore in tutto il percorso. Oggi lo Stato ha occhi aperti su quello che accade a un bambino fino a un certo punto. Serve una banca dati omogenea. La task force lavorerà allo studio del quadro normativo in modo che la giustizia possa avere gli occhi aperti su tutto, oltre ovviamente a coordinarsi con gli altri organi competenti e alla commissione del Parlamento".

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