Lunedì, 22 Luglio 2019 20:15

Massimiliano Gallo, il maestro della porta accanto a Giffoni: “Cerco di lasciare un po’ di me ai masterclassers"

Anema e core, con quella semplicità intensa e mai banale. Napoli la tiene stretta nel suo cuore, vanto e passione, e nello sguardo porta impressa la sensibilità di chi trova nelle cose vere la libertà di espressione. Fatica e talento, studio e dedizione, alla ricerca di quella bellezza che trova spazio nelle piccole cose: Massimiliano Gallo non è un artista come tanti altri, smontare e umanizzare i suoi personaggi è il valore aggiunto che fa di lui uno degli attori italiani più intensi di sempre. “Sono un semplice artigiano – si è definito così durante la Masterclass Cult –. Sono figlio d’arte, e spesso penso alla mia famiglia come una famiglia di circensi e di persone abili a fare quel lavoro. Il mestiere dell’attore è un’altra cosa, spesso ci fanno credere cose che non esistono: tutta quella sovrastruttura che c’è è fuffa”. Diretto, perché in un Festival come quello di Giffoni non c’è spazio per le frasi fatte. “In questo mondo dove tutto appare non sempre è facile riuscire ad essere – ha raccontato ai masterclassers –. Tutto è parametrato all’apparire ma la realtà è un’altra e voi non dovete lasciarvi fregare”.

Un incontro di emozioni ed esperienze, lontano dagli schemi e da quella superficialità che troppo spesso caratterizza i confronti e gli scambi. Massimiliano Gallo è così, un uomo della porta accanto che senza indugi è pronto a mettere tra le mani dei giffoners un po’ della sua storia. A soli cinque anni la sua prima apparizione al teatro, su un palcoscenico piccolissimo a inseguire quel sogno diventato oggi la sua splendida realtà. “Questo Festival riesce a darvi delle opportunità concrete di vita, dovete riuscire a coglierle – ha esortato i masterclassers –. Se volete fare questo mestiere, dovete studiare e non lasciarvi distrarre dagli escamotage. Prendete esempio da posti come questo, dove la cultura viene esaltata e valorizzata, perché Giffoni riesce a trovare il suo valore aggiunto nei ragazzi che diventano realmente i protagonisti assoluti di ogni cosa”.

Teatro, cinema e televisione sono la sua estensione naturale e alla 49esima edizione di Giffoni Massimiliano Gallo è tra gli insegnanti speciali della Masterclass Cult. L’interpretazione di Valentino Gionta in Fortàpasc di Marco Risi lo consacrò al grande pubblico e Ferzan Özpetek lo scelse per Mine Vaganti nel 2010: “Quando mi telefonò Ferzan pensavo si trattasse di uno scherzo – ha raccontato –. Credevo fosse qualche mio amico del liceo che voleva prendermi in giro: mi avrà preso per pazzo. Appena lo incontrai gli dissi che avrei accettato anche se si sarebbe trattato di una singola battuta”.

La semplicità dell’arte, magia intensa di Giffoni da ben quarantanove anni. “In questi giorni sto provando a lasciare in ognuno di voi un po’ di me – ha continuato Gallo –. Cerco di mettere nelle vostre mani quegli strumenti necessari che vi facciano sentire preparati e sicuri rispetto ad un eventuale casting. Bisogna lavorare senza sosta, senza perdere di vista l’obiettivo, concentrati e preparati. Applicate sempre il vostro metodo, che deve essere funzionale e congeniale, ma siate profondi e scavate nell’animo delle cose”. Come una carezza dolce e paterna agli aspiranti attori, che per tutta la durata del Festival avranno la possibilità di studiare insieme a lui il mestiere. “Non vi scoraggiate mai, insistete esistendo – ha concluso –. Credete veramente in quello che fate e le soddisfazioni arriveranno. E ricordate che non esistono le piccole e grandi parti, perché fare l’attore è una questione di vita e ogni ruolo ha la sua importanza. Dipende da chi lo fa e da come lo fa, siate voi stessi sempre”.

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